Che il confronto sul nuovo Piano di utilizzo del demanio sarebbe stato acceso non era un mistero. Le avvisaglie c'erano tutte, e da giorni il clima a Spotorno era carico di tensione. Una tensione sbocciata in più momenti nella serata del Palace, all'interno del quale si sono alzati spesso i cori di protesta e sono arrivate a più riprese le proteste dall'esterno del mondo balneare, non solo quello spotornese direttamente coinvolto, che non ha mancato di far sentire la propria voce sulle scelte contenute nel nuovo PUD illustrato da sindaco e tecnici.
Le voci e il rumore dei fischietti hanno accompagnato l'intera serata, creando un sottofondo costante che ha reso evidente, anche con le porte chiuse, la forte contrarietà che circonda la revisione del Piano di utilizzo del demanio. Consistente il gruppo di manifestanti raccolto all'esterno della sala gremita in ognuno dei 148 posti a disposizione, capienza già peraltro oggetto di contestazioni nei giorni scorsi, con diversi concessionari attuali dei lidi spotornesi rimasti fuori insieme ai colleghi di altre cittadine costiere limitrofe (consistente la rappresentanza finalese). Il tutto dando vita a un presidio rumoroso, animato anche da slogan e contestazioni dirette all'indirizzo del sindaco Fiorini con striscioni e cartelloni.
Già carico il clima anche dentro la sala, e fin dalle primissime battute dell'incontro, quando è stato definito da parte dell'Amministrazione come imprescindibile la quota del 40% di spiagge libere e libere attrezzate quale punto cardine del nuovo Piano. Argomento molto sentito nella discussione e poi sfociato in uno degli ultimi scambi di posizioni tra il primo cittadino e il consigliere regionale Angelo Vaccarezza, presente in sala con gli altri colleghi Candia e Casella (Avs), Foscolo (Lega), Invernizzi (Fratelli d'Italia) e l'assessore all'Area di Crisi Complessa e alla Sicurezza tra le altre, Paolo Ripamonti. Ma anche la co-portavoce regionale di Avs Simona Simonetti.
A intensificare i toni del dibattito anche i vari interventi dalla platea, nella quale erano presenti balneari e componenti della società civile, oltre a diversi esponenti politici locali. Dal canto suo la Giunta ha difeso e motivato, anche con l'ausilio dei tecnici che l'hanno supportata, le proprie scelte circa questa corposa riforma del demanio spotornese.
Una serata che ha rappresentato finora il punto di massima tensione di un confronto aperto che ora avrà un primo passaggio in Consiglio comunale intorno al giorno 10 del mese di febbraio, aprendo così un periodo di 30 giorni di osservazioni prima di sottoporlo nuovamente al parlamentino spotornese e alla Regione Liguria.














