Attualità - 02 febbraio 2026, 15:13

Spiagge, Legambiente Liguria e Mare Libero: “Abbassare la percentuale di libere va contro l'equilibrio richiesto”

Le associazioni contro la proposta di abbassare la soglia minima: “Già il 40% è un favore ai privati, giustificato dalla particolarità del territorio ligure”

Spiagge, Legambiente Liguria e Mare Libero: “Abbassare la percentuale di libere va contro l'equilibrio richiesto”

Si continua a discutere sulla percentuale di spiagge libere che i Comuni, chiamati a bandire secondo norme europee e locali le nuove concessioni, devono rispettare all’interno dei loro Piani di utilizzo del Demanio proprio in ottica gare.

E se Amministrazioni come quella di Spotorno hanno deciso di stravolgere questi ultimi per avere assegnazioni più longeve, senza ricorrere al “salvagente” della sospensione prevista dalla “legge Invernizzi” che però avrebbe consentito di emanare bandi solo per cinque anni, diversi sono i Comuni che hanno agito in senso contrario, di fatto attendendo ulteriori sviluppi normativi oltre il 30 settembre 2027.

In questo contesto è emersa, nei giorni scorsi, la possibilità che Regione Liguria modifichi al ribasso la quota di spiagge libere o libere attrezzate richiesta nei singoli Pud per agevolare i tantissimi Comuni - in realtà la maggioranza - che altrimenti dovrebbero trovarsi a stravolgere il proprio fronte mare rispetto all’assetto attuale. Va ricordato, come spiegato nei giorni scorsi, che ad oggi il rispetto di questa percentuale è conditio sine qua non per il rilascio delle concessioni ventennali.

Su questo esprimono preoccupazione Legambiente Liguria e Mare Libero esprimono dopo aver appreso che Regione Liguria avrebbe intenzione di cambiare la normativa. Sono rispettivamente il presidente Stefano Bigliazzi e il referente regionale Stefano Salvetti a ricordare in una nota che “ai sensi dell’art.1, co.254, della Legge Finanziaria del 2006, le regioni, nel predisporre i piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo [..], sentiti i comuni interessati, devono altresì individuare un corretto equilibrio tra le aree concesse a soggetti privati e gli arenili liberamente fruibili”.

“Le Regioni, quindi, non sono libere di indicare la soglia che ritengono ma devono individuare un corretto equilibrio tra spiagge private e spiagge libere - spiegano - Secondo la matematica il corretto equilibrio sarebbe il 50%, scendere al 40% è stato un favore ai privati giustificato dalla particolarità del territorio ligure. È difficile comprendere quale sarebbe la giustificazione di una ulteriore riduzione di questa quota già troppo bassa”.

In chiusura Salvetti e Bigliazzi ricordano alla Regione Liguria che a pochi passi dalla Liguria c’è la Francia che ha l’80% di spiagge libere. “Appare evidente che per essere concorrenziali con i vicini di casa francesi, per il turismo della nostra regione, la mossa giusta sarebbe aumentare la percentuale di spiagge libere, non ridurla” chiosano. 

Redazione

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