Una messa celebrata da Don Lupino su un altare improvvisato realizzato con una barella, seguita da un rinfresco per festeggiare la terza pubblica assistenza più anziana della Liguria.
Il 4 marzo, la Croce Bianca di Savona compie gli anni in una giornata nella quale saranno ricordati non solo i militi scomparsi, ma anche i valori dell’associazione, trasmessi dai militi più anziani ai giovani, nella speranza che sempre più ragazzi entrino a far parte della Croce Bianca. Domani si prepara a festeggiare il compleanno nella propria sede, alle 16.
Era infatti il 4 marzo 1899 quando nasceva la Pubblica Assistenza Croce Bianca di Savona, una delle realtà di volontariato più longeve e radicate nella città.
La Croce Bianca nasce da un gruppo di lavoratori savonese dello stabilimento Terni – poi noto come Ilva – che, colpiti dalla mancanza di un’assistenza organizzata in caso di incidenti, decidono di creare un sistema efficace di soccorso pubblico. L’iniziativa vede subito l’adesione convinta della comunità, con volontari pronti a intervenire ancor prima dell’arrivo delle tecnologie moderne.
Nei primi anni si interveniva con mezzi rudimentali e molta determinazione: le prime operazioni di soccorso furono effettuate con barelle portate a mano, in un’epoca in cui l’assistenza sanitaria di emergenza non era ancora strutturata come la conosciamo oggi.
Nel corso dei decenni, la Croce Bianca ha ampliato i suoi servizi. Già nel 1914 è ricordata per avere una delle prime autoambulanze in Italia, un passo fondamentale nell’evoluzione del soccorso sanitario su strada.
Durante le due guerre mondiali, calamità naturali come l’alluvione del 1900 e numerose emergenze nazionali, , nel 1923, l’associazione viene nominata Ente Morale con Regio Decreto, un riconoscimento della sua importanza civile e sociale e resta un pnto di riferimento per il territorio.














