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Attualità | 03 marzo 2026, 18:31

Savona, un secolo e un quarto di soccorso e solidarietà: la Croce Bianca festeggia 127 anni

La sua attività si basa su valori di solidarietà e sostegno al prossimo che si tramandano dai militi più anziani a quelli giovani

Savona, un secolo e un quarto di soccorso e solidarietà: la Croce Bianca festeggia 127 anni

Una messa celebrata da Don Lupino su un altare improvvisato realizzato con una barella, seguita da un rinfresco per festeggiare la terza pubblica assistenza più anziana della Liguria.

Il 4 marzo, la Croce Bianca di Savona compie gli anni in una giornata nella quale saranno ricordati non solo i militi scomparsi, ma anche i valori dell’associazione, trasmessi dai militi più anziani ai giovani, nella speranza che sempre più ragazzi entrino a far parte della Croce Bianca. Domani si prepara a festeggiare il compleanno nella propria sede, alle 16.

Era infatti il 4 marzo 1899 quando nasceva la Pubblica Assistenza Croce Bianca di Savona, una delle realtà di volontariato più longeve e radicate nella città. 

La Croce Bianca nasce da un gruppo di lavoratori savonese dello stabilimento Terni – poi noto come Ilva – che, colpiti dalla mancanza di un’assistenza organizzata in caso di incidenti, decidono di creare un sistema efficace di soccorso pubblico. L’iniziativa vede subito l’adesione convinta della comunità, con volontari pronti a intervenire ancor prima dell’arrivo delle tecnologie moderne.

Nei primi anni si interveniva con mezzi rudimentali e molta determinazione: le prime operazioni di soccorso furono effettuate con barelle portate a mano, in un’epoca in cui l’assistenza sanitaria di emergenza non era ancora strutturata come la conosciamo oggi.

Nel corso dei decenni, la Croce Bianca ha ampliato i suoi servizi. Già nel 1914 è ricordata per avere una delle prime autoambulanze in Italia, un passo fondamentale nell’evoluzione del soccorso sanitario su strada.

Durante le due guerre mondiali, calamità naturali come l’alluvione del 1900 e numerose emergenze nazionali, , nel 1923, l’associazione viene nominata Ente Morale con Regio Decreto, un riconoscimento della sua importanza civile e sociale e resta un pnto di riferimento per il territorio.

Elena Romanato

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