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Attualità | 02 aprile 2026, 08:40

No ai contratti part-time, braccia incrociate dei lavoratori portuali al varco di Vado: "Il tempo di mediare è terminato" (FOTO e VIDEO)

24 ore di sciopero in porto. Filt Cgil e Uiltrasporti puntano il dito contro Vado Gateway. Chiesta la trasformazione a full time e la proroga dei 15 contratti stipulati a dicembre 2025

Dopo lo sciopero dello scorso 15 dicembre i lavoratori dei porti di Savona e Vado incrociano nuovamente le braccia. 

Dalla mezzanotte è infatti scattata l'astensione dal lavoro per 24 ore contro i contratti part-time in Vado Gateway. I lavoratori stanno effettuando un presidio al varco Port Gate di Vado Ligure.

"Lo Sciopero riguarda tutte le Lavoratrici e tutti i Lavoratori dipendenti degli Art.16,17,18, dell'Ufficio territoriale di Savona dell'AdSP e della Port Service Savona, e i Soci Lavoratori della CULP Savona per l'intera prestazione lavorativa giornaliera, dalle ore 00,00 del giorno 2 aprile fino alle ore 00,00 del giorno 3 aprile.  Ciò si rende necessario per contrastare il tentativo di Vado Gateway spa di introdurre forme atipiche di flessibilità nel modello di lavoro portuale (part time) e contestualmente difendere le condizioni di lavoro delle Lavoratrici e dei Lavoratori tra cui gli 'ultimi' assunti per i quali chiediamo la trasformazione a full time" hanno spiegato Simone Turcotto e Alessio Negro, Filt Cgil e Franco Paparusso, Uiltrasporti.

"Risulta evidente che assunzioni part time legate alla copertura operativa di un traffico leghino il destino occupazionale dei lavoratori alla permanenza o meno di quel traffico. In un settore dove di norma i traffici 'vanno e vengono', l'utilizzo di contratti part time mette in discussione la continuità occupazionale esponendo anche i lavoratori dipendenti stabili a possibili problematiche sociali e alla ricorsa per difendere chi ha meno diritti. Inoltre, il modello proposto sarebbe facilmente replicabile su altri terminal portuali trascinando nell'instabilità un settore strategico che grazie alla Legge 84/94 è già predisposto per sopperire all'operatività e ai traffici portuali, senza 'bisogno' di ricorrere a forme di precariato - proseguono gli esponenti sindacali - Anche se le attività portuali non sono soggette alla disciplina di cui alle LL. 146/1990 e 83/2000, come confermato dal Tribunale di Roma con sentenze del 7 luglio 2004 e 26 ottobre 2004, si dichiara in anticipo, per quanto ovvio, che saranno garantite tutte le prestazioni che possano in qualche modo coinvolgere i diritti della persona costituzionalmente garantiti e in particolare tutti i diritti che riguardino la vita, la salute, la libertà, la sicurezza, l'igiene, la vita di animali, la salvaguardia di merci deperibili, gli approvvigionamenti essenziali, i collegamenti da e per le isole".

"Riteniamo che la decisione di Vado Gateway Spa di procedere per la propria strada sia una forzatura atta a dimostrare la sua forza nei confronti di territorio e lavoratori - spiega Alessio Negro - 
È un comportamento che non tiene conto né delle parti sociali né delle istituzioni che comunque manifestano la loro difficoltà nel mediare certi appetite. Non possono essere queste le regole di ingaggio su un settore che è regolamentato da Legge specifica (84/94). Il pericolo è evidente: Se vieni assunto per una linea di traffico segui il destino di quella linea. In un settore dove i traffici vanno e vengonono il contratti part time espongono i lavoratori, anche stabili, a problematiche sociali - continuano Turcotto, Negro e Paparusso - Esprimiamo la nostra contrarietà rispetto alla volontà di continuare ad utilizzare contratti part time in quanto secondo noi va a minare l'equilibrio sulle regole del lavoro, proprio quell'equilibrio che ha fatto in modo che il nostro porto a partire dalla piattaforma di vado, assicurasse la pace sociale e l'occupazione. La dichiarazione di sciopero è il risultato di una totale assenza di risposte da parte dell'Autorità di Sistema Portuale Genova Savona che avrebbe dovuto garantire gli equilibri lavorativi per l'intero sistema portuale anche tutelando il soggetto definito dalla legge 84/94, la Compagnia Portuale di Savona, deputato a gestire il lavoro portuale temporaneo. Quindi intendiamo affermare che, come precedentemente dichiarato nel comunicato stampa del 12 gennaio 2026, il tempo di mediare è terminato, non abbiamo mai affrontato i problemi esprimendo un no senza discuterne, ora però riteniamo che le iniziative sindacali dovranno essere messe in campo per ottenere le risposte ad oggi non pervenute".

I sindacati quindi chiedono "qualità occupazionale che non allontani i giovani dal lavoro portuale come avvenuto nel recente passato proprio in Vado Gateway; evitare di trascinare i lavoratori di un settore altamente produttivo verso l'instabilità salariale e la rincorsa al 'lavoretto' o allo straordinario per arrivare a fine mese; la trasformazione a full time e la proroga dei 15 contratti stipulati da dicembre 2025".

Nell'incontro di martedì scorso tra i sindacati e Vado Gateway non era stata trovata una quadra ed è stata confermata la mobilitazione.

"Oltre a ribadire che operiamo nel pieno rispetto della normativa vigente, è utile ricordare che il ricorso, da parte delle società terminalistiche, al part time fino a un massimo del 20% della forza lavoro è una possibilità legittima prevista dal Contratto Collettivo Nazionale (firmato da Filt Cgil, Fit Cisl e UILTrasporti), che ne disciplina l’utilizzo con un apposito articolo (il numero 63). Il ricorso al part time non entra in alcun modo in contrasto con l’articolo 17 della legge 84/94, come riconosce la stessa Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Inoltre, l’utilizzo della Culp da parte di Vado Gateway cresce proporzionalmente all’incremento dei volumi movimentati - spiega l'azienda - È importante sottolineare che questa tipologia contrattuale viene utilizzata non solo all’interno del sistema portuale di Vado Ligure da almeno quindici anni, ma anche in numerosi altri porti italiani, tra cui Livorno, Ravenna e Gioia Tauro. Ribadiamo inoltre che la possibilità di ricorrere a contratti part time non è motivata dalla volontà di ridurre il costo del lavoro, bensì dalla necessità di operare servizi marittimi settimanali attivati dai clienti del terminal in determinati giorni della settimana- Per quanto riguarda lo sciopero del 2 aprile, auspichiamo che i diritti di tutti i lavoratori vengano pienamente rispettati, compresi quelli di coloro che, legittimamente, decidessero di non aderire e si recassero regolarmente sul posto di lavoro”.

Nel corso dell’incontro l'Autorità di Sistema Portuale aveva confermato “la propria disponibilità a svolgere un ruolo di accompagnamento e monitoraggio rispetto al percorso prospettato dal terminalista, finalizzato – al maturare delle condizioni operative – a una progressiva stabilizzazione dei rapporti di lavoro”. Questo percorso si inserirebbe “in un contesto, come quello del sistema portuale savonese, che negli ultimi anni ha evidenziato segnali di crescita e sviluppo, pur all’interno di uno scenario internazionale caratterizzato da elementi di forte incertezza che incidono direttamente sui volumi e sull’organizzazione delle attività”.

"Il confronto non ha potuto svilupparsi su un terreno pienamente orientato alla ricerca di soluzioni praticabili e condivise - continua la Ports Authority - In una fase come quella attuale, la tutela del lavoro richiede un approccio che sappia tenere insieme le esigenze di sostenibilità operativa delle imprese e le legittime aspettative dei lavoratori, evitando irrigidimenti che rischiano di compromettere percorsi di stabilizzazione concreti. L'Autorità ribadisce l’importanza di mantenere aperto il dialogo, confermando la propria disponibilità a favorire ogni ulteriore occasione di confronto utile a ricondurre il negoziato entro un quadro costruttivo e orientato a risultati effettivi”.

Non ha aderito allo sciopero la Fit Cisl.

"Siamo preoccupati perché Vado Gateway ha annunciato alle organizzazioni sindacali che ha perso il servizio West Africa, che garantiva almeno 4.500 container a settimana: in sintesi, si tratta di quasi il 50% del totale dei traffici del terminal. È una situazione che potrebbe generare anche ricadute negative sul personale, a partire dai lavoratori a tempo determinato in scadenza di contratto. Abbiamo immediatamente fatto richiesta di un incontro urgente per capire quali potrebbero essere le dinamiche future - spiega Danilo Causa, responsabile presidio territoriale Fit Cisl Savona - Qualcuno ha fatto scelte diverse, ma noi non possiamo permetterci di perdere nessun posto di lavoro, che è la nostra priorità per quel terminal e per tutto il territorio savonese, a prescindere dalla forma contrattuale. Come abbiamo già evidenziato nei mesi scorsi, siamo ovviamente a favore del lavoro a tempo pieno, indeterminato e stabile. Tuttavia, per onestà intellettuale e nel rispetto della legge e dei CCNL firmati da tutte e tre le organizzazioni sindacali, ricordiamo che ci sono varie forme contrattuali previste ed accettate, quali il tempo determinato, il part-time, il lavoro a chiamata e il lavoro in somministrazione. Il nostro obiettivo è sempre quello di ottenere il massimo per i lavoratori, ma non possiamo rifiutare l’alternativa del lavoro a tempo determinato o part-time, che è migliorabile ma sicuramente preferibile a non avere alcun rapporto di lavoro". 

"Decisamente ci piace meno il lavoro ‘somministrato’, soprattutto in porto, dove tanti ragazzi, ogni giorno e anche più di una volta al giorno, vanno ad ‘elemosinare’ un turno di lavoro. Crediamo che questo nel 2026 non dovrebbe più essere accettabile nel mondo del lavoro. Purtroppo, qualcuno ancora parla della legge 84/94 sui porti solo quando conviene, dimenticando che questa parla del lavoro a chiamata per l’articolo 17, senza tener conto che questi lavoratori, quando non lavorano, percepiscono l’IMA, un’indennità che li copre parzialmente del mancato avviamento al lavoro. Anche alcuni articoli 16 sono a chiamata in porto, ma si tratta di lavoratori a tempo determinato o indeterminato con la garanzia di lavorare sempre almeno le ore contrattuali. I somministrati, invece, possono durare anche 5-6 anni in carica, e di questi nessuno se ne interessa, nemmeno chi si professa contro il part-time e i tempi determinati negli stessi luoghi di lavoro - prosegue il sindacalista - Noi rimaniamo coerenti e andiamo avanti per la nostra strada. Chiediamo con forza che finalmente si possa discutere del ‘patto sul lavoro’ per il Porto di Savona".

"Chiediamo di avere equità tra tutti gli operatori portuali, nelle proprie diversità, affinità, peculiarità professionali, normative e legislative, evitando qualsivoglia egemonia di qualcuno nei confronti degli altri. Nel frattempo, auspichiamo che Vado Gateway Terminal ci convochi il prima possibile per provare a trovare soluzioni alternative alla mancata proroga o trasformazione dei contratti in scadenza, con conseguente ricaduta drammatica sui lavoratori a termine di contratto. Chiudiamo auspicando che, il giorno dello sciopero proclamato dalle altre organizzazioni sindacali, nel rispetto della legge 146/90, venga data la possibilità di manifestare liberamente e, parimenti, si deve rispettare chi la pensa diversamente e decide di non aderire allo sciopero, evitando situazioni inaccettabili o, peggio, violente. Evitando i fatti incresciosi accaduti in occasione dell’ultimo sciopero - conclude Danilo Causa - Siamo certi che gli organizzatori vorranno garantire al massimo la scelta democratica dei lavoratori, tutelandone in primis la libertà di scelta e la persona, evitando spiacevoli tensioni tra i lavoratori".

Luciano Parodi

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