Lo sbancamento della collina ex Mazzucca, inizialmente presentato come un semplice cantiere per un capannone, si trasforma in un caso di precontenzioso legale per il Comune di Cairo Montenotte. La vicenda coinvolge la società Bagnasco E. S.R.L. in liquidazione, soggetto attuatore dell’intervento autorizzato con Permesso di Costruire n.16-P/2003 del 7 luglio 2023.
La giunta Lambertini ha approvato una delibera che autorizza l’amministrazione a farsi assistere da un legale esterno, al fine di tutelare gli interessi dell’ente nella fase stragiudiziale.
Il gruppo di minoranza Cairo in Comune denuncia da tempo la vicenda: "Non ci fa piacere passare per quelli che dicono 'noi l’avevamo detto', ma per il bene di Cairo abbiamo sempre segnalato ciò che rappresenta un danno per la città. La collina ex Mazzucca è stata sbancata, e lo scempio ambientale ricade sulle tasche dei cittadini", commenta la consigliera Giorgia Ferrari.
L’opposizione ricorda le interrogazioni presentate già dai primi mesi del 2023, quando il cantiere era stato definito una "cava mascherata". "L’interesse reale non era costruire un capannone, ma sfruttare la terra asportata. Ora, mentre la giunta parlava di vantaggi per i cittadini, ci troviamo a dover pagare un avvocato per difendere il Comune".
"Sulla vicenda sta facendo luce l’inchiesta della Procura. Non era però necessario arrivare fino a questo punto: gli elementi per capire fin da subito che quel cantiere a metà era in realtà una cava c’erano già dall’inizio", conclude la consigliera Ferrari
Il sindaco Paolo Lambertini fa chiarezza: "Abbiamo deciso di compiere questo passo per metterci al riparo da possibili scenari futuri ed essere pronti ad affrontare eventuali criticità. È evidente che la situazione si sia evoluta in modo poco chiaro; tuttavia, quando ci è stato presentato il progetto per la realizzazione di un capannone, il legale a cui ci siamo rivolti ci ha detto che avevamo pochissimi strumenti per negare l’assenso e che avremmo rischiato di andare incontro a possibili ricorsi".
Nel frattempo, la liquidazione della società Bagnasco ha portato i terreni nelle mani degli istituti bancari. I lavori avevano già sollevato ulteriori polemiche: la presenza di rocce particolarmente dure aveva spinto l’impresa esecutrice a chiedere l’autorizzazione all’utilizzo di mine per proseguire gli scavi. Una richiesta respinta con forza dal Comune.














