/ Attualità

Attualità | 04 aprile 2026, 14:30

Quiliano e la cittadinanza onoraria a Sandro Pertini: 100 anni fa organizzò la fuga di Filippo Turati nascondendosi a Tiassano Superiore

In consiglio comunale il riconoscimento al Presidente più amato dagli italiani

Quiliano e la cittadinanza onoraria a Sandro Pertini: 100 anni fa organizzò la fuga di Filippo Turati nascondendosi a Tiassano Superiore

Sandro Pertini è cittadino onorario alla memoria della città di Quiliano.

Anche il Comune quilianese in consiglio comunale ha aderito all'unanimità alla proposta del sindaco di Stella Andrea Castellini di conferire il riconoscimento postumo al Presidente della Repubblica più amato dagli italiani a 130 anni dalla nascita.

A Valleggia, esiste infatti una via a lui intitolata e nella storia della comunità di Quiliano c’è un importante episodio legato alla vita proprio di Pertini.

Nel 1917 partecipò alla Prima guerra mondiale operando in prima linea e iscritto al PSI, dopo il congedo si dedica alla attività politica. Pubblica a sue spese l'opuscolo “Sotto il barbaro dominio fascista”, per il quale viene arrestato il 27 maggio 1925 e, sottoposto a processo, condannato a otto mesi di carcere. Nel 1926 il Tribunale Speciale lo condanna a cinque anni di confino. 

Durante la sua latitanza, coincidente con il periodo successivo all’attentato al dittatore Benito Mussolini avvenuto a Bologna il 31 ottobre 1926, Pertini decide di organizzare il primo vero gesto di resistenza contro il regime fascista: con la collaborazione di Carlo Rosselli, Riccardo Bauer e Ferruccio Parri, riesce ad organizzare la fuga dall’alloggio milanese dell’onorevole Filippo Turati, eludendo i controlli della polizia, e dopo una serie di trasferimenti rocamboleschi sviluppatisi tra la provincia di Varese, Torino e Ivrea riesce ad ottenere la disponibilità dell’amico Italo Oxilia, “il marinaio di Valleggia”, facendo trasferire il ricercato esponente socialista in una casa sulla collina di Tiassano Superiore, nel cuore delle campagne collinari di Quiliano, prima di trasferirlo in Corsica con una barca da pesca partita dal molo dei Pesci Vivi di Savona nella tarda serata dell’11 dicembre 1926. 

"Dopo le leggi eccezionali l'Italia era diventata un gigantesco carcere e noi dovevamo fare in modo che Filippo Turati, che consideravamo la persona più autorevole dell'antifascismo, potesse recarsi all'estero e da lì condurre la lotta, accusando davanti al mondo intero la dittatura fascista. Fui io a consigliare la fuga per mare con un motoscafo che sarebbe partito dalla mia Savona. Rosselli e Parri temevano che il litorale ligure fosse troppo sorvegliato. Ma io decisi di andare a Savona, in bocca ai miei nemici, e lì incontrai due esperti marinai, Dabove e Oxilia, ai quali va la mia gratitudine: essi mi confermarono che era possibile raggiungere la Corsica con un motoscafo capace di tenere l'alto mare - disse Pertini in una sua testimonianza - L'8 dicembre, eludendo ogni vigilanza, si riesce a condurre Turati nella mia città. Turati rimase nascosto con me a Quiliano, vicino a Savona, in casa di un mio caro amico, Italo Oxilia. Dormivamo nella stessa stanza, Turati soffriva d'insonnia e passava le ore discorrendo con me della triste situazione creata dal fascismo e della necessità della sua partenza, ma anche dello strazio che questa partenza rappresentava per il suo animo. Il Governo e i socialisti francesi ci diedero subito la loro solidarietà e il benvenuto. Molti giornalisti arrivarono a Calvi da Bastia e pubblicarono imprudentemente la notizia che Turati era arrivato in Francia con Carlo Rosselli e Ferruccio Parri. Pernottammo a Calvi, Turati voleva indurre Rosselli a restare con noi, a non far ritorno in Italia, ma vane furono le nostre insistenze. Così la mattina dopo il motoscafo ripartiva con Oxilia, Da Bove, Boyancè e il giovane meccanico del motoscafo Ameglio. Con essi erano anche Parri e Rosselli. L'addio fu straziante. Ci abbracciammo senza pronunciare parola cercando di trattenere la profonda commozione. Rosselli toglie il tricolore che avevamo issato a bordo, e lo agita. È l'estremo saluto della Patria per Turati ed anche per me. Turati con gli occhi pieni di lacrime mi disse: 'Io sono vecchio, non tornerò più vivo in Italia'. Rimanemmo sul molo finché potemmo vedere i nostri compagni. La mattina dopo ci imbarcammo sul traghetto per Nizza e di lì proseguimmo per Parigi dove trovammo Nenni, Modigliani, Treves e tanti altri. Turati mi offrì la sua assistenza economica, ma io rifiutai e decisi di guadagnarmi da vivere facendo i lavori più umili".

L’episodio della fuga di Filippo Turati suscitò la dura reazione del regime fascista, attraverso gli arresti di tutti coloro che rientrarono in Italia. Oxilia riuscì a salvarsi e a trasferirsi all’estero. Rosselli, Parri, Bauer e altri vennero arrestati e dovettero affrontare il Processo di Savona, conosciuto come uno dei momenti che hanno segnato la storia di Savona e del suo comprensorio, in ragione della decisione dei giudici di comminare pene miti agli imputati (compreso il latitante Pertini), contravvenendo alle pressioni del regime fascista.

La vicenda della “fuga di Turati”, ricordata nei manuali di storia tra i fatti più significativi della Resistenza contro il fascismo, rappresenta infatti una delle pagine più importanti della vita della comunità di Quiliano, come peraltro riconosciuto dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese nella relazione di accompagnamento del 2021 con cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito al Comune il titolo di città.

A seguito della pratica amministrativa avviata dal Comune, dove figura anche il ruolo del territorio nell’episodio storico della fuga di Turati, di cui fu artefice anche Pertini, è scaturita l’emanazione del decreto nel 2024 con il quale lo stesso Mattarella ha conferito alla città la Croce al Valor Militare.

Luciano Parodi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium