Dopo la richiesta già avanzata dal consigliere regionale Angelo Vaccarezza lo scorso 2 aprile, anche in seno al Consiglio comunale di Spotorno prende corpo la proposta di annullamento in autotutela della deliberazione n. 2 del 2 marzo 2026, con cui è stato adottato il nuovo Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime (PUD).
I due gruppi di minoranza, composti dai consiglieri Camilla Ciccarelli, Lorenzo Caviglia Bardini, Salvatore Massimo Spiga e Stefano Remiddi, hanno infatti depositato una mozione e una contestuale richiesta di convocazione dell’assemblea, sollevando presunte criticità procedurali nell’iter di approvazione del documento, ritenuto centrale per la pianificazione e la gestione del litorale cittadino.
Secondo quanto evidenziato dai firmatari, emergerebbero infatti irregolarità legate alle fasi precedenti la votazione in aula. “Dall’analisi degli atti emerge una chiara criticità procedurale: sebbene alcuni amministratori di maggioranza si siano astenuti durante la votazione finale in Consiglio Comunale, tale doverosa astensione non è stata osservata nelle fasi propedeutiche, ovvero in Commissione Consiliare e ancora prima, durante i pochi incontri con alcune delegazioni di soggetti interessati, per la divulgazione preventiva del piano di utilizzo del demanio; percorso partecipativo obbligatorio. Ciò nonostante alla presenza dei consiglieri di maggioranza che hanno abbandonato i lavori durante il consiglio comunale del 2 marzo”.
Nel testo della mozione, i consiglieri di opposizione rivendicano la coerenza della propria posizione già espressa in aula. “La nostra posizione è di assoluta coerenza - dichiarano i consiglieri firmatari - Proprio per rispetto delle istituzioni e delle norme sull'imparzialità, nella seduta del 2 marzo ci siamo alzati e abbiamo scelto di non partecipare alla votazione del piano di utilizzo del demanio, ribadendo tale posizione anche nella seduta del 21 aprile, astenendoci dalla votazione sull'approvazione del verbale relativo a quel consiglio, dove invece, i due consiglieri di maggioranza, uno si è astenuto, mentre l'altro, ha votato a favore dell'approvazione del verbale. È un principio di coerenza e correttezza che pretendiamo venga applicato da tutti”.
Al centro delle contestazioni vi è il principio di imparzialità amministrativa, richiamato anche sul piano giurisprudenziale. “L'imparzialità non è un dettaglio formale, ma un principio costituzionale - proseguono i componenti dei gruppi consiliari - Il Consiglio di Stato è chiarissimo: l'obbligo di astensione sussiste fin dal 'minimo sentore' di conflitto. Non possiamo permettere che un atto così strategico per il futuro delle nostre spiagge sia inficiato da irregolarità che potrebbero esporre il Comune a ricorsi e pesanti oneri economici per la comunità”.
La richiesta di convocazione del Consiglio comunale ha quindi l’obiettivo di riportare la discussione in sede istituzionale e spingere l’amministrazione a valutare l’annullamento in autotutela della deliberazione approvata a maggioranza.
“Il nostro obiettivo - concludono Ciccarelli, Caviglia Bardini, Spiga e Remiddi - è garantire che la pianificazione del demanio marittimo avvenga in modo inattaccabile. È dovere di ogni amministratore tutelare l'immagine dell'ente e la correttezza del proprio agire, specialmente su strumenti fondamentali per lo sviluppo del territorio e per ciò che potrà comportare un così importante mutamento dell'offerta turistica della nostra città”.





