Politica - 20 maggio 2026, 15:03

Spotorno, nuovo braccio di ferro sul Pud. Polemica sui tempi del Consiglio comunale dopo la richiesta di annullamento della minoranza

La consigliera Ciccarelli chiede verifiche sulla procedura rivolgendosi al Prefetto: “Seduta non convocata nei termini”. Il sindaco Fiorini replica: “Confusione istuzionale. Mozione discussa entro il 29 maggio, come previsto dal Regolamento”

Spotorno, nuovo braccio di ferro sul Pud. Polemica sui tempi del Consiglio comunale dopo la richiesta di annullamento della minoranza

Torna ad accendersi il confronto politico sull’aggiornamento del Pud a Spotorno. Al centro delle schermaglie tra minoranza e maggioranza stavolta c’è non soltanto il merito del provvedimento, ma anche quella che, secondo l’opposizione, sarebbe una grave carenza procedurale nei meccanismi burocratici del confronto politico sul tema.

La vicenda prende il via dalla richiesta presentata il 27 aprile dalla consigliera comunale Camilla Ciccarelli, sottoscritta da tutti i colleghi di opposizione, che chiedeva la convocazione del Consiglio comunale per discutere una mozione finalizzata a sollecitare l’annullamento in autotutela della delibera di adozione con la quale si dava avvio al procedimento di revisione del Piano del demanio marittimo. Un atto che, secondo i firmatari, sarebbe stato figlio di “una chiara criticità procedurale” nata dalla partecipazione ad alcune fasi preparatorie di consiglieri di maggioranza con un potenziale conflitto di interessi. Questi si erano astenuti nella seduta del parlamentino ma non in fasi preliminari, avevano denunciato i membri della minoranza (LEGGI QUI).

Secondo Ciccarelli, la seduta avrebbe dovuto tenersi entro un preciso lasso di tempo dal deposito della richiesta al protocollo. Questo, però, non sarebbe stato rispettato: “La legge prevede che la seduta richiesta dai consiglieri debba tenersi entro 20 giorni dal deposito a protocollo dell’istanza di convocazione. Così, purtroppo, non è stato”, afferma la consigliera e responsabile provinciale di Azzurro Donna, movimento femminile di Forza Italia, definendo l’accaduto “un fatto molto grave, che lede le prerogative istituzionali dei consiglieri e il diritto di vedere discussa la pratica proposta”.

Per questo motivo la stessa consigliera comunale ha annunciato di aver rivolto un’istanza formale al Prefetto, “affinché intervenga per verificare le ragioni di tale violazione delle norme di legge e per valutare la possibilità di attivare i poteri sostitutivi, convocando motu proprio il Consiglio comunale”.

Una posizione sostenuta anche dal consigliere regionale forzista Angelo Vaccarezza, che definisce questa come “l’ennesima brutta pagina scritta dal sindaco Fiorini in una vicenda già caratterizzata da diverse anomalie”, richiamando in particolare la partecipazione dei due consiglieri di maggioranza già citati sia ai lavori in Commissione che nelle consultazioni con categorie e cittadini. 

Per questo, secondo Vaccarezza, la convocazione richiesta da Ciccarelli e dagli altri consiglieri di minoranza “è un obbligo di legge, non un atto discrezionale”. “È facile riempirsi la bocca di sacri principi democratici, salvo poi disattenderli nei fatti, guarda caso proprio quando c’è da affrontare la richiesta di annullamento in autotutela del nuovo, disastroso PUD comunale”, aggiunge Vaccarezza, che definisce il provvedimento “una bandiera ideologica per il sindaco, ma una mannaia sullo sviluppo e la crescita di Spotorno e sul futuro di tante famiglie e imprese”. Da qui il sostegno alla scelta della consigliera Ciccarelli di coinvolgere il Prefetto “per tutelare i diritti e le prerogative istituzionali dei consiglieri democraticamente eletti dai cittadini”.

A stretto giro è arrivata la replica del sindaco, che respinge l’accusa di violazione democratica e riconduce la questione a un piano regolamentare. “Non c’è alcuna violazione democratica, ma semplicemente una confusione, spero non voluta, tra due istituti diversi”, afferma il primo cittadino, secondo cui la minoranza avrebbe presentato un atto per il quale il Regolamento comunale prevede la trattazione con tempistiche differenti da quelle sostenute dall’opposizione.

“La minoranza ha presentato una mozione: cioè un atto politico con cui si chiede al Consiglio di impegnare il sindaco a fare qualcosa. Per questo tipo di atti il Regolamento prevede la trattazione entro 30 giorni. Altra cosa è la richiesta di convocazione straordinaria entro 20 giorni: quella serve quando i consiglieri presentano una vera proposta di deliberazione, cioè un atto completo che il Consiglio possa votare direttamente e che gli uffici possano istruire con i necessari pareri: bisogna presentare una delibera vera, completa, motivata. Questo non è stato fatto”, puntualizza il primo cittadino.

Il sindaco non risparmia una stoccata alla consigliera Ciccarelli, osservando che “una frequentazione non proprio assidua dei lavori consiliari possa rendere meno immediata la distinzione tra mozione e proposta di deliberazione”. E aggiunge: “Chi invoca il Regolamento dovrebbe almeno averlo letto tutto, non solo il comma utile alla nota stampa”. Nel mirino della replica finisce anche Vaccarezza che, per Fiorini, “conferma una certa coerenza: quando c’è da fare della polemica, non perde mai una seduta”.

Il sindaco conferma infine che il Consiglio comunale sarà convocato il 29 maggio e che in quella sede verrà discussa anche la mozione presentata dalla minoranza. “Dispiace che si preferisca trasformare una normale questione regolamentare in propaganda, soprattutto su un tema serio come il futuro del demanio e delle spiagge di Spotorno”, conclude il primo cittadino.

Mattia Pastorino

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