Politica - 21 maggio 2026, 11:50

Spotorno, Consiglio comunale sul Pud al 29 maggio, Ciccarelli non ci sta: “Tuel non rispettato, dal sindaco ricostruzione errata”

“Non era una semplice mozione, ma una richiesta formale di convocazione ai sensi dell’articolo 39 del testo”. Secondo la consigliera di minoranza Fiorini “non vuol cogliere la sostanza politica e amministrativa della vicenda”

Spotorno, Consiglio comunale sul Pud al 29 maggio, Ciccarelli non ci sta: “Tuel non rispettato, dal sindaco ricostruzione errata”

In attesa del prossimo Consiglio comunale previsto per il 29 maggio, prosegue a Spotorno il confronto politico sul procedimento di aggiornamento del Pud. Dopo il botta e risposta delle scorse ore tra la consigliera Ciccarelli e il sindaco Fiorini sui tempi della convocazione del parlamentino cittadino dopo la richiesta di annullamento della stessa opposizione, respinte dal primo cittadino, è ancora la consigliera di “Spotorno Obiettivo 2026” a tornare all’attacco.

Per l’esponente dell’opposizione, la vicenda non sarebbe più “solo un confronto sul Piano di Utilizzo del Demanio”, ma “un vero e proprio corto circuito istituzionale” dove l’Amministrazione comunale, “pur di non fare un passo indietro sul contestato piano spiagge”, avrebbe scelto “di arroccarsi dietro a interpretazioni regolamentari discutibili, scivoloni amministrativi e furbizie di calendario”.

Il primo punto contestato riguarda i tempi di convocazione del Consiglio comunale, respingendo la ricostruzione del primo cittadino. “Il Tuel non è un optional - afferma Ciccarelli - nel disperato tentativo di giustificare i propri ritardi sui media, il sindaco è caduto in un errore amministrativo macroscopico, confondendo volutamente le carte in tavola. Fiorini si difende pubblicamente sostenendo che per rispondere a una mozione l'amministrazione abbia 30 giorni di tempo. Peccato che la sottoscritta non abbia semplicemente depositato una mozione nella cassetta delle lettere del Comune, ma abbia esercitato il diritto sovrano di richiedere la convocazione formale del Consiglio Comunale ai sensi dell'art. 39 del TUEL (legge nazionale dello Stato), inserendo all'ordine del giorno la richiesta di annullamento in autotutela della delibera dello scorso 2 marzo”.

Da qui l’affondo: “Il sindaco farebbe bene a ricordare l'ABC del diritto degli enti locali: quando scatta la richiesta formale dei consiglieri, i regolamenti ordinari sulle mozioni passano in secondo piano e subentra l'obbligo tassativo della legge dello Stato di riunire l'aula entro 20 giorni. Arrampicarsi sugli specchi per allungare i tempi è una palese violazione delle prerogative consiliari”. Per questo, secondo Ciccarelli, richiedere l’intervento del Prefetto “è stato un atto dovuto per ripristinare la correttezza istituzionale violata”.

Secondo Ciccarelli, inoltre, la posizione espressa dal primo cittadino è quella di chi non vuole cogliere “la sostanza politica e amministrativa della vicenda”. La richiesta presentata, sottolinea, “non era un semplice invito a una discussione generica, ma un atto formale e vincolante: l’approvazione di una deliberazione consiliare che disponesse l’annullamento in autotutela della delibera del 2 marzo”. Quindi “un atto d’aula fondamentale e preciso, capace di produrre effetti giuridici concreti per bloccare il piano”. Di conseguenza, “liquidare la questione con futili distinguo significa sminuire il ruolo dei consiglieri e l’interesse dei cittadini”. E aggiunge: “Non era difficile da capire”.

Una posizione ribadita anche dal consigliere regionale di Forza Italia, Angelo Vaccarezza, che sottolinea: “Sono trascorsi venti giorni da quando quattro Consiglieri comunali (quindi almeno un quinto dei Consiglieri assegnati, come previsto dalla legge) hanno chiesto la convocazione di una seduta consiliare. Il Testo Unico, all’articolo 39 comma 2, stabilisce in maniera chiara che l’assemblea vada tenuta entro venti giorni. Non 'convocata', ma 'tenuta', inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste. Non serve che ci sia una proposta di deliberazione, basta che ci sia una questione, un argomento. Quindi ieri la seduta avrebbe già dovuto svolgersi. E invece nulla”.

Altro fronte di polemica è la data della seduta. Il Consiglio comunale è stato fissato per venerdì 29 maggio, quando sarà discusso anche il punto presentato dai consiglieri di minoranza unitariamente. “Il sindaco si difenderà dicendo che l’aula alla fine viene aperta al dibattito - osserva la consigliera Ciccarelli - ma fissare il Consiglio comunale su un tema così delicato per il nostro litorale proprio all’inizio del fine settimana che apre il lungo ponte del 2 giugno dimostra una totale disconnessione dalla realtà locale”.

“Siamo in un paese turistico di mare, non in una località montana in bassa stagione - aggiunge - Convocare l'aula in uno dei venerdì lavorativi più cruciali dell'anno, con l'arrivo dei primi grandi flussi turistici, le strutture ricettive al completo e le attività balneari nel pieno della frenesia per l'accoglienza, dimostra quanto questa Amministrazione sia distante dal mondo del lavoro e dalle necessità reali del territorio”.

La chiusura è un nuovo richiamo politico al sindaco e alla maggioranza: “Spotorno non merita di essere amministrata a colpi di cavilli e strategie di calendario che mettono in secondo piano chi produce e lavora. Il sindaco si assuma le proprie responsabilità e rispetti la legge, senza usare scappatoie temporali che penalizzano la principale risorsa economica del nostro territorio”.

Mattia Pastorino

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