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Economia | 22 maggio 2026, 07:00

Nicole Junkermann vede nello sport un business di piattaforma costruito su pubblico, dati e diritti

Intervista a Nicole Junkermann, fondatrice di Gameday by NJF Holdings

Nicole Junkermann vede nello sport un business di piattaforma costruito su pubblico, dati e diritti

Lo sport è sempre stato molto più della partita in sé. Oggi è anche un prodotto mediatico globale, un business fondato sui dati, una piattaforma tecnologica e una delle forme di intrattenimento dal vivo più potenti al mondo. Per Nicole Junkermann, questa combinazione rende lo sport una delle opportunità di investimento a lungo termine più interessanti dell’epoca contemporanea.

La sua convinzione nasce molto prima dell’attuale crescita degli investimenti nel settore. Durante la sua esperienza in Infront Sports & Media, Nicole Junkermann ha osservato da vicino come i diritti premium, la distribuzione globale e una commercializzazione strategica possano trasformare il valore degli asset sportivi. Oggi, attraverso Gameday by NJF Holdings, quell’esperienza si è evoluta in una nuova tesi: sostenere leghe, piattaforme e tecnologie capaci di far crescere interi ecosistemi, non soltanto singole proprietà.

Abbiamo parlato con Nicole Junkermann del cambiamento dello sport, dei nuovi spazi in cui si crea valore e del motivo per cui le opportunità più rilevanti si trovano spesso oltre il campo da gioco.

D: Perché considera lo sport una categoria di investimento così importante?

Perché lo sport combina due elementi molto rari: fedeltà emotiva e scala commerciale.

Le persone non seguono lo sport come consumano la maggior parte dei contenuti mediatici. Si identificano con club, atleti, leghe e momenti. Questo crea fedeltà tra generazioni e oltre i confini nazionali.

Allo stesso tempo, lo sport concentra audience globali, attenzione live di alto valore e molteplici fonti di ricavo. Pochissimi settori uniscono rilevanza culturale e valore commerciale ricorrente in questo modo. Per questo ritengo che lo sport meriti di essere considerato seriamente come asset class.

D: Nicole Junkermann, in che modo la sua esperienza in Infront ha influenzato questa visione?

È stata un’esperienza estremamente formativa.

In Infront Sports & Media ho avuto un punto di osservazione privilegiato su come lo sport stesse diventando più internazionale, più guidato dai dati e più sofisticato dal punto di vista commerciale. Era evidente che i diritti media stavano evolvendo, le audience si stavano ampliando e le proprietà premium venivano rivalutate su scala globale.

Quell’esperienza ha rafforzato anche un altro aspetto importante: il valore nello sport non è statico. Con la strategia giusta, un corretto posizionamento, tecnologia e ambizione, gli asset possono crescere in modo significativo nel tempo.

È una lezione che mi accompagna ancora oggi.

D: Qual è la tesi alla base di Gameday by NJF Holdings?

L’idea centrale è che lo sport stia entrando in una nuova fase e che molti modelli tradizionali non siano più sufficienti.

Gameday by NJF Holdings nasce dalla convinzione che le maggiori opportunità si trovino oggi a livello di lega e di ecosistema. Questo significa investire in piattaforme, crescita del pubblico, dati dei tifosi, distribuzione più intelligente, nuovi modelli di ricavo e tecnologie in grado di elevare un’intera proprietà sportiva.

Siamo interessati ad aiutare fondatori visionari, leghe e titolari di diritti a sbloccare valore che i modelli più datati potrebbero non aver pienamente valorizzato.

D: Perché concentrarsi sulle leghe e non soltanto su club o squadre?

Perché le leghe possono creare valore su scala sistemica.

Un grande club può essere un asset straordinario. Tuttavia, quando una lega migliora la governance, innalza gli standard di produzione, modernizza la distribuzione e amplia la propria capacità di raggiungere il pubblico, tutti gli attori dell’ecosistema possono beneficiarne.

Questo effetto di crescita collettiva può essere molto potente. Può rafforzare i club, attrarre sponsor, aumentare la visibilità degli atleti e generare economie più solide nel lungo periodo.

D: Può fare un esempio concreto di questo approccio?

Un buon esempio è la Lega Volley Femminile italiana, nella quale sono stata felice di investire lo scorso anno.

La pallavolo femminile in Italia aveva già fondamenta solide: competizione di qualità, tifosi appassionati e un prodotto sportivo credibile. L’opportunità consisteva nell’amplificare tutto questo attraverso una strategia digitale più efficace, uno storytelling più forte, una distribuzione più ampia e un approccio commerciale più moderno.

I risultati sono stati incoraggianti. L’ecosistema digitale della lega ha generato oltre un miliardo di visualizzazioni durante la sola regular season. È un segnale chiaro di ciò che può accadere quando uno sport solido incontra la giusta strategia di piattaforma.

D: Come è cambiato il business dello sport negli ultimi anni?

È andato molto oltre biglietti, diritti media e sponsorizzazioni.

Oggi lo sport si colloca all’incrocio tra media, tecnologia, community e dati. I fan si aspettano accesso durante tutto l’anno, connessione diretta, contenuti personalizzati ed esperienze che continuino anche dopo il fischio finale.

Questo cambia il modo in cui viene creato valore. Non conta soltanto ciò che accade nello stadio. Conta anche il modo in cui si costruiscono relazioni quotidiane con il pubblico.

D: Perché il comportamento del pubblico è diventato così importante?

Perché l’attenzione è diventata molto più competitiva.

Lo sport non compete più soltanto con altro sport. Compete con streaming, gaming, creator, piattaforme social e tutto ciò che si trova nello smartphone di una persona. I fan non devono più cercare attivamente i contenuti: sono i contenuti a dover raggiungere i fan.

Questo significa che i titolari dei diritti devono adattarsi. Le audience più giovani, in particolare, si aspettano contenuti in nuovi formati, su nuove piattaforme e in modalità più interattive. Comprendere presto questo cambiamento permette di restare rilevanti molto più a lungo.

D: Quale ruolo hanno i dati nello sport moderno?

Un ruolo centrale.

I dati possono migliorare performance, strategia commerciale, coinvolgimento dei tifosi, programmazione, misurazione delle sponsorizzazioni e decisioni sui contenuti. Aiutano le organizzazioni a capire a cosa risponde il pubblico e dove stanno emergendo nuove opportunità di crescita.

Usati correttamente, i dati trasformano l’istinto in conoscenza. Questo può generare valore sia dentro sia fuori dal campo.

D: Come stanno evolvendo i diritti media?

I diritti stanno diventando più flessibili e più strategici.

Il vecchio modello era spesso semplice: vendere un pacchetto, chiudere un ciclo e attendere il rinnovo. Oggi esistono molte più opzioni: modelli direct-to-consumer, partnership con piattaforme streaming, contenuti brevi, pacchetti internazionali, collaborazioni con creator e monetizzazione guidata dai dati.

Questo crea complessità, ma apre anche opportunità per le organizzazioni disposte a innovare.

D: Nicole Junkermann, che cosa la entusiasma di più dello sport nel prossimo decennio?

La possibilità di costruire ecosistemi più intelligenti, più ampi e più inclusivi.

Esistono ancora molte proprietà sottosviluppate, pubblici non pienamente serviti e modelli commerciali superati. Con la tecnologia e la leadership giuste, lo sport può crescere in modo significativo.

D: Quale principio guida il suo modo di pensare in questo settore?

Proteggere l’emozione, modernizzare il modello.

Il nucleo emotivo dello sport è ciò che lo rende speciale. Le strutture commerciali che lo circondano dovrebbero evolvere per essere all’altezza di quel valore.

Chi è Nicole Junkermann

Nicole Junkermann, nata nel 1980, è un’investitrice e imprenditrice internazionale attiva nei settori della tecnologia, dello sport, dei media e della crescita aziendale di lungo periodo. È fondatrice di NJF Holdings e di Gameday by NJF Holdings, piattaforma di investimento sportivo focalizzata su diritti media, fan engagement, dati, contenuti e crescita guidata dalla tecnologia.

Il suo precedente lavoro nel settore dello sport e dei media include l’esperienza in Infront Sports & Media, che ha contribuito a definire la sua visione sui diritti sportivi, sulla distribuzione globale e sull’innovazione commerciale.
 





 

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