Dopo la forte contrarietà espressa dalla rappresentante del gruppo "Scelgo Finale" Simona Simonetti, anche il Partito Democratico finalese esprime disaccordo con l'ultimo aggiornamento del Puc approvato nell'ultimo Consiglio comunale. Una revisione che, secondo il circolo "Folco", consentirà "di snaturare e costruire su tutto il nostro territorio molto più di quanto già previsto", giudicando la scelta "dannosa per il territorio e per i cittadini".
"Siamo consapevoli che alcune delle previsioni edificatorie su cui si fonda questo aggiornamento affondano le radici in scelte urbanistiche del passato, incluse quelle compiute da rappresentanti del centrosinistra", continuano i dem finalesi, che condannano le scelte passate senza rivendicarle. Una visione mutata per la quale considerano "ancora più grave che l'attuale amministrazione Berlangeri, invece di correggere la rotta, abbia scelto di accelerare, ampliando ulteriormente i volumi edificabili, considerando gli impegni presi durante la campagna elettorale che andavano in direzione contraria".
Dal circolo Pd ricordano come la delibera approvata dalla maggioranza interessi due aree individuate come ambiti di trasformazione urbanistica, Finalpia-Calvisio (AR11) e la zona a monte di Finalmarina (AR10). In entrambe sarebbe possibile realizzare ulteriori 6.000 metri quadrati edificabili, equivalenti a circa 170 appartamenti. Nel caso dell'area AR10, le previsioni edificatorie del PUC 2007 risultavano già esaurite.
"Un'iniezione di cemento che non ha nulla di inevitabile: è una scelta politica precisa" condannano i dem, definendo il meccanismo utilizzato "significativo e preoccupante" in quanto i volumi originariamente assegnati ai distretti di trasformazione Piaggio e Ghigliazza, rimasti inutilizzati, potrebbero essere redistribuiti sul tessuto urbano esistente. "Seguendo questa logica, se i progetti Piaggio e Ghigliazza non dovessero mai realizzarsi, quei volumi potrebbero con una semplice variante essere ulteriormente trasferiti altrove. Un precedente pericoloso, che apre una falla strutturale nelle tutele urbanistiche del Comune", aggiungono.
Una delibera che ha trovato la contrarietà dei consiglieri Simonetti e Montanaro, in una posizione condivisa dal Partito Democratico, che torna sui concetti già espressi sul Piano urbanistico comunale, affrontando la questione "Piano casa", altro strumento di cui si è parlato nella deliberazione. "Non siamo contrari in linea di principio al recepimento di uno strumento che, se ben applicato, può rispondere a esigenze reali di housing - spiegano - Quello che contestiamo è il modo in cui questa integrazione è stata gestita: senza le necessarie misure di salvaguardia, senza un disegno complessivo del territorio, e con ricadute sproporzionate su aree già sature o di pregio".
"Abbiamo approfondito questa delibera collaborando insieme e la abbiamo analizzata e sviscerata, con l’aiuto di tecnici e esperti del settore. Questo impegno è stato serio e puntuale abbiamo collaborato con tutte le forze politiche del centrosinistra proprio per cercare di lavorare per un paese diverso e a misura di persone. Insieme con i nostri esperti valuteremo le scelte urbanistiche di questa amministrazione (e non solo) perché è nostra priorità avere e condividere un paese a misura di cittadino dove la vivibilità e il benessere degli spazi comuni possano e debbano essere un punto fermo. Viviamo in un luogo meraviglioso che va rispettato e mantenuto per tutti, non soffocato e snaturato per gli interessi dei pochi. La collaborazione di tutti i partiti del centrosinistra segna solamente l’inizio di un progetto più ampio per il nostro paese" chiosano.










