Una Liguria divisa in due, con il Ponente alle prese con una carenza di precipitazioni ormai consistente e il Levante che, al contrario, presenta accumuli decisamente più elevati. A fotografare la situazione è Paolo Bonino di Limet, che attraverso i dati pluviometrici dall'inizio dell'anno ha fatto il punto sulla siccità, sull'estate eccezionalmente calda appena trascorsa e sul possibile ruolo del Niño. Dal primo gennaio, secondo le rilevazioni illustrate da Bonino, diverse zone non hanno raggiunto i 500 millimetri di pioggia, mentre spostandosi verso l'estremo Ponente si scende in alcuni casi attorno ai 300 millimetri, con valori puntuali che arrivano a circa 229 millimetri.
"Sul Ponente c'è una siccità abbastanza consistente". Bonino conferma quindi una situazione che nelle ultime settimane è diventata sempre più evidente. "Non piove da parecchi mesi", sottolinea il meteorologo, evidenziando però come il quadro cambi rapidamente spostandosi verso est. Nel settore centro-occidentale ligure il deficit viene definito debole o moderato, con alcune aree interne capaci comunque di raggiungere accumuli molto maggiori. Anche il Basso Piemonte mostra valori ridotti, in diversi casi inferiori ai 500 millimetri. Da Genova verso Levante, invece, lo scenario cambia. Nel Genovese si incontrano zone che raggiungono i 1.000-1.100 millimetri, mentre nell'entroterra del Levante ligure si arriva, secondo i dati mostrati da Limet, anche a 1.800-1.900 millimetri. Un leggero deficit torna infine in alcune aree dello Spezzino.
Perché la pioggia continua a evitare il Ponente ligure? La spiegazione indicata da Bonino va cercata nella configurazione atmosferica che ha caratterizzato buona parte degli ultimi mesi. Una vasta area di alta pressione continua a occupare una posizione tale da ostacolare l'ingresso delle perturbazioni organizzate nel Mediterraneo. "È quella che ha portato questa estate devastante sulla Francia e sulla Spagna e anche da noi – spiega –. Sono cinque o sei mesi che, salvo piccoli spostamenti, rimane sostanzialmente nella stessa posizione". Le perturbazioni atlantiche non riescono così a entrare direttamente sul Mediterraneo. Quelle che riescono ad avvicinarsi alla Liguria tendono a farlo attraverso un percorso più settentrionale e da nord-ovest, incontrando però la barriera delle Alpi. Il risultato, secondo Bonino, penalizza in particolare Ponente ligure e parte del Piemonte occidentale, mentre gli effetti delle perturbazioni riescono maggiormente a raggiungere i settori centrali e orientali della Liguria anche per ragioni orografiche. "Finché questa bolla di alta pressione non se ne andrà, le piogge sul Ponente non potranno arrivare – sintetizza – e non potranno arrivare neppure perturbazioni organizzate".
Una speranza dai primi giorni di ottobre. Una possibile modifica della circolazione viene intravista con l'inizio del prossimo mese. Bonino invita comunque alla prudenza: "Probabilmente dai primi di ottobre sembra che questa bolla tenda a trasferirsi verso nord. A quel punto potrebbe aprirsi la strada alle correnti atlantiche e forse riusciremo a cambiare il tempo". Non è quindi ancora una previsione certa di pioggia, ma un possibile cambiamento dello schema atmosferico che negli ultimi mesi ha ripetutamente lasciato il Ponente ai margini delle precipitazioni.
Estate 2026 e 2003, il confronto secondo Limet. L'analisi affronta poi una domanda diventata ricorrente dopo i mesi appena trascorsi: quanto è stata eccezionale l'estate 2026 rispetto alla storica estate del 2003? Bonino mette a confronto le mappe delle anomalie termiche globali dei due periodi. Nel 2003 l'Europa occidentale presentava un'anomalia calda molto pronunciata, ma sulla Terra rimanevano contemporaneamente diverse aree con temperature nella media o inferiori alla media. Nel quadro mostrato per il 2026, invece, le anomalie positive interessano una porzione molto più ampia del pianeta e le aree caratterizzate da anomalie negative risultano decisamente più limitate. "Questa è la traccia del cambiamento climatico, del global warming", osserva Bonino. Il confronto proposto da Limet non riguarda quindi soltanto quanto caldo abbia fatto localmente in Liguria, ma la distribuzione delle anomalie termiche su scala mondiale. Secondo Bonino, il 2026 rappresenta così un nuovo gradino verso l'alto nel quadro del riscaldamento globale, analogamente a quanto il 2003 aveva rappresentato oltre vent'anni fa. Questo, precisa, non significa che ogni estate futura dovrà necessariamente essere più calda della precedente: "Magari il prossimo anno avremo una stagione estiva più fresca e meno calda". Il riferimento è piuttosto alla tendenza climatica di fondo, all'interno della quale continuano a essere possibili oscillazioni da un anno all'altro.
E il Niño? "Non è lui a decidere il tempo in Liguria". Bonino affronta infine un altro tema spesso chiamato in causa quando si parla di temperature ed eventi estremi. Il Niño consiste in un anomalo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale, ma i suoi effetti diretti riguardano soprattutto altre aree del pianeta. "Il Niño non influenza direttamente il tempo da noi", chiarisce Bonino. Non sarebbe quindi corretto attribuire automaticamente al fenomeno del Pacifico l'estate particolarmente calda vissuta in Liguria o eventuali singoli episodi meteorologici estremi sul territorio. A determinare concretamente il tempo sul Mediterraneo sono anzitutto le configurazioni atmosferiche che si instaurano alle nostre latitudini. Ciò non significa, nell'analisi proposta da Limet, che il Niño sia completamente irrilevante sul piano globale. Il forte riscaldamento delle acque del Pacifico può infatti contribuire a trasferire ulteriore calore verso l'atmosfera e inserirsi così, su scale temporali e geografiche molto più ampie, nel complesso equilibrio climatico del pianeta.
Pioggia ancora lontana nei prossimi giorni. Per il Ponente, intanto, nell'immediato non si intravede la svolta attesa. Secondo l'analisi di Bonino, almeno fino a domenica non sono previste precipitazioni significative. Nelle prossime ore è atteso l'ingresso di aria più fresca, accompagnato da qualche annuvolamento e da un calo delle temperature soprattutto al mattino. Una parentesi destinata però a durare poco: già domenica i valori termici dovrebbero tornare ad aumentare.
Per vedere un cambiamento più deciso bisognerà dunque guardare più avanti, verso l'inizio di ottobre e soprattutto verso l'eventuale arretramento di quell'alta pressione che, da mesi, continua a chiudere la porta alle perturbazioni sul Ponente ligure.














