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Politica | 29 settembre 2026, 20:05

Termovalorizzatore, dopo il no della Val Bormida la partita si sposta su Genova: "Non può chiedere sempre ad altri territori"

In Consiglio regionale cresce la pressione sul capoluogo, approvato l'odg di Vince Liguria: "Se il Comune non vuole farsi carico della propria quota, lo dica". Invernizzi (FdI) rincara: "I rifiuti non spariscono con una dichiarazione"

Termovalorizzatore, dopo il no della Val Bormida la partita si sposta su Genova: "Non può chiedere sempre ad altri territori"

"Se il Comune non vuole farsi carico della propria quota, lo dica chiaramente e vada a spiegare ai sindaci degli altri territori dove intende smaltire i rifiuti dei genovesi".

Arriva dalla maggioranza in Consiglio Regionale, precisamente dal gruppo Vince Liguria in questo caso con le parole del consigliere Matteo Campora, un assist al fronte del no al nuovo termovalorizzatore in Val Bormida.

Il pungolo dell'esponente di maggioranza accompagna l'approvazione dell'ordine del giorno 400, presentato dal collega di lista Federico Bogliolo, che ha ottenuto 17 voti favorevoli e 9 contrari - con il parere favorevole dell'assessore regionale al ciclo dei rifiuti Giacomo Giampedrone - col quale si impegna la Giunta regionale, preso atto della proroga concessa, a istituire d'intesa con il Comune di Genova un tavolo istituzionale permanente, «specificamente ed esclusivamente» dedicato a sbloccare e realizzare il nuovo termovalorizzatore e a chiudere il ciclo dei rifiuti nel capoluogo, che della Liguria è il maggior produttore.

Bogliolo e Campora hanno infatti ricordato come due terzi dei rifiuti da conferire al termovalorizzatore (oltre 830 mila tonnellate l'anno) sono prodotti dal Comune di Genova: "Chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria non è più rinviabile: esportarli fuori regione significa far lievitare i costi e far pagare ai cittadini bollette Tari sempre più salate, esattamente come avvenuto di recente a Genova" ha detto Bogliolo. La volontà politica, ha aggiunto, è a favore di "un impianto di ultima generazione a minimo impatto ambientale", capace di generare ricadute su occupazione ed economia.

Nel testo si ricorda che il Piano regionale di gestione dei rifiuti considera l'impianto un tassello fondamentale per ridurre la dipendenza dalle discariche e i costi di gestione. Si dà inoltre conto della posizione espressa dall'assessora all'Ambiente del Comune di Genova, Silvia Pericu, sulla recente gara esplorativa della Regione: la mancata partecipazione di Amiu sarebbe dovuta solo ai vincoli di tempo e ai requisiti tecnici del bando, che l'azienda pubblica non poteva soddisfare. Oltre a questa, l'esponente della Giunta Salis avrebbe infatti manifestato apertura a valutare soluzioni per la chiusura del ciclo, anche percorsi alternativi come la finanza di progetto, purché tutelino il ruolo di Amiu e la sostenibilità economica per i cittadini.

A Palazzo Tursi, secondo Bogliolo, spetta ora fare "definitiva chiarezza": "Dopo aver ascoltato legittimamente il 'no' della Val Bormida, Genova non può voltarsi dall'altra parte o nascondersi dietro a no ideologici". Campora, rilanciando il concetto, si aspetta dal tavolo "risposte serie, tecniche e senza ulteriori rinvii per il bene delle famiglie e del territorio".

Sulla stessa linea il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, Rocco Invernizzi: "Sul termovalorizzatore dobbiamo uscire dalla logica dei veti e affrontare il tema partendo dai numeri e dalle responsabilità. La Liguria deve arrivare a chiudere il ciclo dei propri rifiuti, superando progressivamente la dipendenza da soluzioni esterne".

Invernizzi ha chiamato in causa la sindaca di Genova Silvia Salis, che ha dichiarato che l'impianto non sorgerà a Scarpino né nel territorio comunale: "È una posizione politica legittima, ma amministrare significa anche indicare un'alternativa concreta. I rifiuti non spariscono con una dichiarazione". Il capogruppo ha poi segnalato quella che definisce una contraddizione: si esclude preventivamente la realizzazione in città, ma si ritiene importante che Amiu partecipi alla procedura insieme a un partner industriale. "Se il progetto rappresenta un'opportunità industriale, è necessario affrontare con altrettanta responsabilità anche il tema della sua realizzazione".

Sulla localizzazione, tuttavia, Invernizzi frena le anticipazioni: a stabilire quali aree siano idonee dovranno essere "le valutazioni tecniche, ambientali, logistiche e territoriali", nel rispetto di procedure e autorizzazioni. "Non possono esserci scorciatoie", ha continuato il consigliere savonese, aggiungendo un appello a un confronto "tra Regione, Genova, gli altri Comuni e tutti i soggetti coinvolti", fondato "sui dati e non sui veti". Ma anche un monito: la Liguria, ha concluso, deve assumersi la responsabilità dei rifiuti che produce, perché "non possiamo continuare a pensare che siano sempre altri territori a farsene carico".

Redazione

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