Il futuro termovalorizzatore in Val Bormida resta al centro del confronto tra Piemonte e Liguria. Nel dibattito, che prosegue da tempo, interviene ora Giampiero Icardo, presidente dell’associazione nazionale Pantere Grigie, che ha scritto all’assessore regionale piemontese all’Ambiente Matteo Marnati chiedendo attenzione sulle possibili conseguenze ambientali ed economiche di un nuovo impianto a ridosso del confine.
Nella lettera Icardo chiede che sulla questione intervenga anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Il ragionamento parte dal termovalorizzatore del Gerbido, a Torino, e dal progetto di una possibile quarta linea dell’impianto.
Secondo quanto riportato da Icardo, la nuova linea dovrebbe trattare i rifiuti urbani provenienti dalle province piemontesi, con una capacità compresa tra 240 mila e 280 mila tonnellate l’anno. Una prospettiva che, sostiene il presidente delle Pantere Grigie, porterebbe la capacità complessiva del Gerbido fino a circa 800 mila tonnellate annue.
Ma è soprattutto sul possibile impatto sul territorio che si concentra la lettera. Icardo richiama il rischio, a suo giudizio, di ricadute sulle principali produzioni dell'area: dai noccioleti dell'Alta Langa ai vini dell'Albese, fino agli allevamenti e al comparto caseario. E indica possibili conseguenze anche per il turismo e il mercato immobiliare.
"La perdita più consistente che il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, dovrebbe considerare è quella ambientale ed economica", scrive Icardo, sostenendo che l'eventuale presenza di un nuovo impianto potrebbe compromettere il valore costruito negli ultimi decenni attorno alle eccellenze agricole e turistiche del territorio.
Nella lettera torna anche il tema della salute. Icardo sostiene che "le emissioni degli impianti rappresentino un rischio per i cittadini di Torino e dei comuni limitrofi e, nel caso di un nuovo impianto in Val Bormida, anche per gli abitanti del basso Piemonte e della Val Bormida ligure".
Da qui la proposta: utilizzare il solo termovalorizzatore del Gerbido, evitando la costruzione di un nuovo impianto al confine tra Liguria e Piemonte. L'auspicio dell'associazione è che Cirio e il presidente della Regione Liguria Marco Bucci possano trovare un accordo su questa soluzione.
A rispondere è Marnati, che nella sua replica riconosce le preoccupazioni espresse dall'associazione, ma richiama il quadro normativo e tecnico che disciplina la realizzazione e il funzionamento degli impianti.
"La progettazione e la realizzazione degli impianti di termovalorizzazione, incluso quello del Gerbido e l'eventuale futura quarta linea, devono rispondere ai più elevati standard ambientali previsti dalla normativa europea e nazionale", scrive l'assessore.
Marnati sottolinea inoltre la presenza di sistemi di abbattimento delle emissioni e di attività di controllo e monitoraggio. Per i dati relativi al Gerbido, invita a fare riferimento alle informazioni pubblicate da TRM e da Arpa Piemonte. Nella sua risposta l'assessore ricorda anche il ruolo che gli impianti possono avere nella gestione dei rifiuti, contribuendo a ridurre il ricorso alla discarica attraverso il recupero energetico e il contenimento dei residui finali.
Il passaggio più significativo della replica riguarda però proprio l'ipotesi di un nuovo termovalorizzatore in Valle Bormida. La Regione Piemonte, spiega Marnati, sta seguendo con particolare attenzione le scelte che la Liguria sarà chiamata ad assumere, "considerate le caratteristiche e la situazione ambientale pregressa dell'area, nonché le prospettive di sviluppo del territorio".
Nessuna decisione viene però anticipata. Un eventuale progetto dovrà infatti essere sottoposto alle procedure ambientali previste dalla normativa vigente, compresa, se ne ricorreranno i presupposti, la Valutazione di impatto ambientale.
Ed è proprio la vicinanza al confine regionale a chiamare in causa il Piemonte. "In tale ambito è previsto anche il coinvolgimento della Regione Piemonte", precisa Marnati, spiegando che dovranno essere valutati gli effetti del progetto sulle diverse componenti ambientali e il rispetto degli standard previsti dalla legge.














