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Politica | 30 settembre 2026, 18:47

Termovalorizzatore, mozione di “Uniti per la Provincia”: “No a ogni ipotesi in Val Bormida”

Il gruppo chiede al Consiglio provinciale di fermare qualsiasi ulteriore valutazione sul territorio di Cairo e della valle. Nel documento anche la richiesta di chiarimenti a Regione e ARLIR sull’iter del nuovo impianto

Termovalorizzatore, mozione di “Uniti per la Provincia”: “No a ogni ipotesi in Val Bormida”

La Provincia di Savona si prepara a prendere posizione sull’ipotesi di un nuovo termovalorizzatore regionale in Val Bormida.

Il gruppo consiliare “Uniti per la Provincia” ha presentato una mozione urgente con cui chiede al Consiglio provinciale di esprimere un “no incondizionato” a qualsiasi ulteriore attività finalizzata a individuare, valutare o selezionare un sito nel territorio di Cairo Montenotte e, più in generale, della Val Bormida.

La richiesta, firmata dai consiglieri Rodolfo Mirri, Massimo Niero, Marisa Ghersi e Marco Lima, è quella di portare il documento nella prima seduta utile del Consiglio provinciale.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dalla Regione Liguria, anche attraverso ARLIR, per arrivare alla realizzazione del nuovo impianto regionale.

Secondo i consiglieri, l’iter è ancora in corso e non sarebbero stati definiti tutti gli elementi sui quali si baserà la scelta. Nel mirino ci sono in particolare i criteri per la selezione delle aree, le caratteristiche e le dimensioni dell’impianto, la tecnologia da utilizzare e i requisiti richiesti ai possibili siti.

È in questo quadro che la Val Bormida torna al centro del confronto politico e istituzionale. Nel documento si ricorda che il territorio di Cairo Montenotte è stato indicato tra le possibili aree oggetto di valutazione, mentre si richiama anche la posizione espressa dai 19 sindaci della valle, che hanno manifestato preoccupazione e contrarietà rispetto all’ipotesi.
Per “Uniti per la Provincia” è quindi necessario che Palazzo Nervi assuma una posizione chiara e che il territorio venga escluso da qualsiasi ulteriore approfondimento legato alla localizzazione dell’impianto.

La richiesta riguarda non solo l’eventuale individuazione di un sito, ma anche studi, valutazioni tecniche, candidature e attività preparatorie alla successiva gara regionale.

Accanto alla contrarietà alla localizzazione, la mozione mette sul tavolo anche una richiesta di trasparenza sull’iter.

Il gruppo chiede infatti alla Regione e ad ARLIR un riscontro scritto sullo stato della procedura, sugli atti già adottati e su quelli in corso, chiarendo inoltre se esistano proposte progettuali, studi o ipotesi localizzative che riguardino direttamente o indirettamente Cairo e la Val Bormida.

La Provincia dovrebbe inoltre chiedere di conoscere i criteri utilizzati per individuare e valutare i possibili siti, oltre alle modalità e ai tempi con cui saranno coinvolti i Comuni interessati e lo stesso ente provinciale.

La proposta prevede infine un passaggio formale particolarmente netto: se la mozione venisse approvata, il presidente facente funzioni della Provincia dovrebbe trasmettere a Regione Liguria, ARLIR e agli altri enti competenti una diffida a non proseguire alcun iter tecnico-amministrativo finalizzato a individuare aree compatibili con la realizzazione dell’impianto in Val Bormida.

Graziano De Valle

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