Ci sono ricerche che cominciano davanti a un documento e altre che iniziano molto prima, dentro una storia raccontata a voce, magari durante un pranzo di famiglia, quando un cognome torna per l’ennesima volta e qualcuno dice: "Venivano dall’Italia".
Per Leandro Martino la ricerca delle proprie origini è cominciata così. È diventata, negli anni, un viaggio a ritroso nel tempo: quasi vent’anni trascorsi a mettere insieme nomi, date, fotografie, documenti, racconti orali e frammenti di memoria.
Leandro è italo-argentino, fotografo e docente. Da alcuni anni vive in Piemonte, insieme alla moglie e al figlio, nato in Italia. Una nuova vita costruita proprio nel Paese da cui, generazioni prima, era partita una parte della sua famiglia.
Le sue radici italiane attraversano il Nord e il Sud, seguendo quella geografia fatta di piccoli paesi, partenze verso l’Argentina e famiglie che, una volta dall’altra parte dell’oceano, hanno continuato a portarsi dietro nomi e ricordi.
Poi, durante questa lunga ricerca, è comparso un luogo preciso: Bardineto.
Un piccolo paese dell’entroterra ligure, che per Leandro fino a quel momento era stato soltanto un nome lontano, nascosto tra le pieghe di vecchi documenti. Quel nome, però, avrebbe finito per diventare qualcosa di molto più concreto.
Nel 1818, a Bardineto, nacque Giuseppe Francesco Maria Mazza, antenato di Leandro.
Trent’anni dopo, nel 1848, lo stesso Giuseppe Francesco Maria Mazza sposò Anna Maria Manfrino. Ed è proprio la registrazione di quel matrimonio a rappresentare oggi uno dei tasselli più importanti della sua ricerca.
Un documento apparentemente semplice: nomi, date, una firma, un luogo.
Eppure, per chi ha trascorso quasi vent’anni a cercare le proprie origini, quelle righe possono avere il peso di una fotografia.
Perché improvvisamente un racconto familiare smette di essere soltanto un racconto. Diventa un paese. Diventa una strada, una chiesa, un paesaggio. Diventa un punto preciso sulla mappa.
"Vedere quei nomi scritti accanto al nome di Bardineto", racconta Leandro, "E' stato difficile da spiegare: una grande gioia, un po’ di nostalgia e la sensazione che qualcosa che avevo ascoltato per tutta la vita avesse finalmente trovato il suo paesaggio".
È forse questo uno degli aspetti più curiosi delle ricerche genealogiche: quando si trova una risposta, quasi sempre arriva anche una nuova domanda.
Chi erano davvero Giuseppe Francesco Maria Mazza e Anna Maria Manfrino? Dove vivevano? Qual era la loro casa? Quale lavoro facevano? Chi erano i loro genitori? E soprattutto: quali tracce hanno lasciato a Bardineto prima che la storia familiare proseguisse verso altri luoghi e, infine, verso l’Argentina?
Leandro ha deciso di cercare le risposte non soltanto negli archivi.
Ha fatto una cosa molto più semplice e, forse, molto più preziosa: ha bussato alla porta della memoria collettiva.
È entrato nel gruppo Facebook "Sei di Bardineto se…", presentandosi agli abitanti e a chiunque conosca la storia del paese.
Ha raccontato la propria vicenda, spiegando di essere alla ricerca di notizie sui cognomi Mazza, Tabbò, Manfrino e Briozzo. Non cerca soltanto date o informazioni genealogiche. Cerca fotografie, ricordi, racconti, nomi di famiglie, luoghi e aneddoti che possano aiutarlo a ricostruire quella piccola geografia familiare rimasta sospesa per quasi due secoli.
Ed è qui che la storia privata di una famiglia incontra quella di una comunità.
Perché i documenti conservano i nomi, ma spesso sono le persone a conservare le storie.
Un cognome può comparire su un registro, ma qualcuno potrebbe ricordare una casa appartenuta a quella famiglia, un soprannome, una fotografia conservata in un cassetto, un vecchio mestiere, una parentela. Una fotografia potrebbe mostrare un volto sconosciuto e diventare improvvisamente familiare quando qualcuno riesce a pronunciarne il nome.
È il lato più umano della genealogia: la ricerca non procede soltanto attraverso gli archivi, ma anche attraverso la memoria delle persone.
E così Bardineto, per Leandro, non è più soltanto il luogo in cui nel 1818 nacque un antenato. È diventato un luogo da conoscere. Un paese che, dopo quasi due secoli, torna dentro una storia familiare cominciata in Italia, proseguita in Argentina e oggi nuovamente arrivata in Italia.
Una storia fatta di partenze e ritorni, di nomi che attraversano le generazioni e di un filo sottile che unisce persone che non si sono mai conosciute.
Forse è proprio questo il senso più curioso della ricerca delle proprie origini: scoprire che il passato non è davvero passato. A volte è soltanto una storia che aspetta qualcuno disposto ad ascoltarla.
E a Bardineto, adesso, Leandro sta cercando chi possa aiutarlo a raccontare il resto.














