Prosegue a Borgio Verezzi il confronto sull’emergenza PFAS e sulle possibili soluzioni per garantire alla popolazione un approvvigionamento idrico sicuro. A intervenire è il sindaco Renato Dacquino, che ribadisce la necessità di affrontare l’emergenza con interventi immediati, ma anche con una prospettiva strutturale.
"Abbiamo letto e ascoltiamo con attenzione i vari contributi sulla gestione dell’emergenza PFAS a Borgio Verezzi. Comprendiamo la preoccupazione dei cittadini e condividiamo la richiesta di informazioni chiare, di risposte concrete", afferma Dacquino.
Il punto di partenza, secondo il primo cittadino, resta uno: "La priorità è riportare acqua sicura nelle case, attraverso una soluzione seria e duratura".
Un obiettivo che, ricorda il sindaco, era già stato indicato durante l’assemblea pubblica del 1° ottobre: "Intervenire per oggi e per domani, affiancando alle risposte immediate una prospettiva strutturale".
Il confronto tecnico è proseguito il 6 ottobre presso Servizi Ambientali, alla presenza anche di Acque Pubbliche Savonesi.
"Nella riunione del 6 ottobre, presso Servizi Ambientali e con la partecipazione di Acque Pubbliche Savonesi è stata indicata la priorità di approfondire i sistemi di filtrazione, anche valutando impianti già pronti all'uso", spiega Dacquino.
Nel frattempo, "sono già stati avviati contatti con operatori esperti in situazioni analoghe".
Ma la filtrazione non rappresenta l’unica strada presa in considerazione. "Restano allo studio ulteriori possibilità: l’esclusione del pozzo interessato, verificando la capacità degli altri pozzi di sostenere il servizio; collegamenti con le reti vicine; l’eventuale utilizzo di ulteriori pozzi, da sottoporre alle necessarie verifiche analitiche; soluzioni specifiche per Verezzi".
Il sindaco precisa però che si tratta, al momento, di ipotesi: "Sono ipotesi da verificare nella loro fattibilità ed efficacia".
E aggiunge: "Servizi Ambientali non può promettere tempi o risultati senza basi concrete". Allo stesso tempo, però, "l’attesa dei nuovi esiti analitici non ferma il lavoro sulle soluzioni".
Dacquino sottolinea la complessità della situazione: "Affrontiamo una situazione nuova per la nostra Comunità".
Una circostanza che, precisa, "non attenua le responsabilità né l’urgenza di intervenire, ma richiede verifiche rigorose per individuare risposte efficaci e durature".
Il percorso proseguirà anche sul piano istituzionale. "Il lavoro proseguirà anche negli incontri già previsti con la Regione il 12 ottobre e in sede provinciale il 15 ottobre, per favorire il coordinamento degli interventi e delle attività di competenza dei diversi enti".
Il sindaco insiste sulla necessità di non contrapporre la ricerca di una soluzione immediata alle indagini sull’origine della presenza di PFAS.
"Dare priorità al ripristino dell’acqua utilizzabile per bere e cucinare non significa ignorare la dimensione sanitaria e ambientale della vicenda. Significa rispondere a un bisogno immediato dei cittadini, senza trascurare gli approfondimenti necessari".
E anche l’ipotesi di installare un sistema di filtrazione, sottolinea, non può essere considerata la conclusione della vicenda: "Valutare un sistema di filtrazione non equivale a considerare chiusa ogni questione".
La posizione dell'Amministrazione è quindi quella di procedere su due piani paralleli. "Intervenire sull’acqua distribuita e indagare l’origine della presenza di PFAS sono percorsi complementari: il primo mira a rendere sicuro il servizio; il secondo a comprendere quanto accaduto e orientare le misure di prevenzione. L’uno non sostituisce l’altro".
Da qui la necessità di ulteriori verifiche: "Occorre lavorare su entrambi i piani, con le autorità competenti: verificare i dati, approfondire le possibili fonti della contaminazione, ricostruirne per quanto possibile l’evoluzione e valutare gli eventuali approfondimenti sanitari".
Il sindaco invita inoltre a non anticipare conclusioni in assenza di dati definitivi: "Dove oggi mancano risposte, è corretto dirlo. Le incertezze richiedono accertamenti, non rassicurazioni assolute né conclusioni anticipate".
Tra le possibilità allo studio ci sono anche eventuali collegamenti con gli acquedotti dei territori vicini. "Anche i collegamenti con gli acquedotti vicini richiedono verifiche", precisa Dacquino.
"Ogni intervento deve essere compatibile con il funzionamento delle reti e garantire la continuità del servizio negli altri territori coinvolti".
Per il sindaco, quindi, la valutazione tecnica non deve essere interpretata come un rinvio dell’intervento: "La valutazione tecnica non è un alibi: serve a trasformare una proposta in una soluzione affidabile".
Nel suo intervento Dacquino affronta anche il tema delle critiche emerse sulla gestione dell’emergenza.
"Condividiamo come tutta la Comunità l’urgenza e l’attenzione alla tutela dell’acqua, della salute e dell’ambiente", afferma.
Al tempo stesso, però, "non condividiamo, invece, rappresentazioni che riducono l’impegno in corso a “favole” o “palliativi” o a sterili polemiche: non corrisponde a quanto dichiarato nell’incontro pubblico e non rende conto delle attività svolte e in corso".
Il sindaco ribadisce quindi la necessità di un confronto basato sui fatti: "La critica è legittima, il confronto è utile e indispensabile".
Ma, aggiunge, "chiediamo però che si fondi su una ricostruzione corretta di quanto dichiarato e contribuisca a individuare percorsi praticabili".
La richiesta dell’Amministrazione al gestore del servizio idrico integrato è esplicita: "Ciò significa chiedere, e l'Amministrazione comunale come ogni Cittadino lo sta chiedendo con forza, al gestore del servizio idrico integrato Servizi Ambientali risposte concrete, verificandone l'attuazione e favorendo la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti".
L’obiettivo finale viene indicato chiaramente dal sindaco: "Superare l'approvvigionamento emergenziale e riportare acqua potabile ai rubinetti attraverso interventi concreti e duraturi".
Il tutto assicurando "qualità dell'acqua e continuità del servizio, controlli adeguati e informazioni chiare e trasparenti ai cittadini".
E Dacquino conclude richiamando il valore dell’acqua pubblica: "L’acqua pubblica è un patrimonio da tutelare con responsabilità, trasparenza e capacità di intervento".
"La tutela della salute è un obiettivo comune: il confronto deve aiutarci a raggiungerlo, non svalutare il lavoro altrui", conclude il sindaco di Borgio Verezzi.














