“Il dato preliminare ci dice che i Pfas sono ancora alti”. Sono le parole del sindaco di Borgio Verezzi, Renato Dacquino, che ha anticipato quanto emerso finora dai risultati delle analisi sull’acqua della rete idrica comunale. Per conoscere il quadro definitivo sarà necessario attendere domani, quando sono attesi i risultati conclusivi degli accertamenti.
Nel frattempo, per residenti e attività del territorio si prospettano ancora settimane di sacrifici, con la necessità di ricorrere all’acqua distribuita attraverso le autobotti per far fronte alle esigenze quotidiane.
Dallo scorso 23 settembre, su tutto il territorio comunale è in vigore un’ordinanza che dispone il divieto temporaneo di utilizzare l’acqua potabile per scopi alimentari. Il provvedimento è stato adottato in seguito alla comunicazione di Servizi Ambientali S.p.A., gestore del Servizio Idrico Integrato, relativa a una criticità riscontrata in uno dei quattro pozzi comunali.
In via precauzionale, l’acqua erogata dall’acquedotto non può essere utilizzata per il consumo umano e per gli usi alimentari, mentre rimane consentito l’impiego per le sole finalità igienico-sanitarie.
Una misura necessaria per tutelare la salute pubblica, ma che sta inevitabilmente incidendo sulla quotidianità della comunità. Cittadini, famiglie ed esercenti devono infatti fare affidamento sulle autobotti messe a disposizione da Servizi Ambientali e dalla Protezione civile, organizzando in modo diverso le normali attività domestiche e lavorative.
Nei giorni scorsi il sindaco Dacquino aveva già sottolineato la necessità di intervenire tempestivamente per affrontare l’emergenza, senza perdere di vista una soluzione definitiva al problema. La richiesta dell’Amministrazione comunale al gestore del servizio idrico è chiara: occorrono interventi immediati e risposte concrete, in grado di garantire il ritorno a condizioni di sicurezza per l’acqua distribuita attraverso la rete.
Tra le priorità indicate figura la realizzazione di un impianto di filtraggio, soluzione che potrebbe consentire di affrontare in maniera strutturale la presenza delle sostanze contaminanti. Per arrivare alla sua realizzazione, tuttavia, saranno necessari almeno un paio di mesi. Un orizzonte temporale che rende ancora più urgente individuare misure efficaci per gestire la fase transitoria durante la quale la popolazione dovrà continuare a fare i conti con le limitazioni imposte dall’ordinanza. Prosegue, intanto, l'impegno in sinergia tra Comune, Servizi Ambientali, Asl 2, Provincia e Regione per affrontare l’emergenza.
La vicenda di Borgio Verezzi riporta l’attenzione sui PFAS, le sostanze per- e polifluoroalchiliche spesso definite “inquinanti eterni” per la loro elevata persistenza nell’ambiente e la difficoltà di eliminarle.
La normativa europea sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, attraverso la direttiva UE 2020/2184, prevede il monitoraggio di queste sostanze e limiti di riferimento pari a 0,10 microgrammi per litro per la somma di 20 PFAS e 0,50 microgrammi per litro per i PFAS totali.
Dopo un rinvio tecnico di sei mesi concesso per consentire ai gestori idrici di adeguarsi alle nuove disposizioni, in Italia i limiti sono entrati ufficialmente in vigore il 13 luglio 2026.
Le analisi effettuate a Borgio Verezzi nel settembre scorso, che hanno portato all’adozione dell’ordinanza comunale, hanno evidenziato valori superiori ai limiti di riferimento per due parametri, con scostamenti indicati nell’ordine di 30 volte per uno e di una volta su 200 per l’altro.
Ma quello di Borgio Verezzi è un caso che va oltre i confini comunali e richiama l’attenzione su una delle questioni ambientali e sanitarie più rilevanti a livello internazionale. La presenza di PFAS nelle risorse idriche rappresenta una sfida complessa per gli enti locali e i gestori del servizio, chiamati a garantire controlli adeguati, interventi tempestivi e soluzioni tecnologiche capaci di ridurre la contaminazione.
La questione impone anche una riflessione più ampia: la tutela della risorsa idrica e il controllo degli inquinanti persistenti non possono essere considerati problemi circoscritti a un singolo territorio, ma richiedono attenzione, prevenzione e interventi strutturali a tutti i livelli.














