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Curiosità | 13 ottobre 2026, 09:42

Luigi Einaudi ginnasiale a Savona

Di Filippo Gandini

Esattamente sessantacinque anni fa si spegneva Luigi Einaudi. Economista, uomo politico di pregio, docente universitario, liberale convinto e secondo presidente della repubblica italiana: il primo a essere eletto dal parlamento.

Luigi Numa Lorenzo Einaudi nacque il 24 marzo 1874 a Carrù, un piccolo comune in provincia di Cuneo, era figlio di Lorenzo Einaudi e Placida Fracchia.

Lorenzo Einaudi era un ricevitore delle imposte originario di San Damiano Macra, un paese di montagna situato nella parte bassa della Valle Maira, mentre Placida Fracchia prima del matrimonio era stata una maestra elementare, dopo le nozze decise di lasciare il lavoro per dedicarsi esclusivamente alla famiglia.

Il futuro statista rimase per tutta la vita legato al Piemonte e alla provincia di Cuneo; particolarmente profondo fu il suo legame con Dogliani, luogo di nascita della madre.

Ma in pochi si ricordano che il gigante dell'economia fu legato anche a Savona, nella città ligure Einaudi frequentò dal 1883 al 1888 il ginnasio presso il Reale collegio convitto delle Scuole Pie di Savona, oggi sede del Liceo Statale Giuliano Della Rovere.

Luigi Einaudi fu uno studente brillante, era un giovane vivace ma disciplinato, appassionato e curioso. Tuttavia a spronarlo negli studi fu anche un evento funesto: la morte del padre avvenuta in data 12 gennaio 1888 quando il futuro capo di stato non aveva ancora compiuto quattordici anni. La dipartita del genitore infatti non lo rese preda dello sconforto, l'enorme senso di responsabilità (un valore che per Einaudi rimarrà un punto cardine per tutta la vita e che sarà anche al centro del suo pensiero economico e politico) fu determinante per il proseguimento dei suoi studi.

Come già menzionato fu uno studente talentuoso, lo confermano le sue pagelle, non a caso oltre alla licenza ginnasiale ottenne anche l'ambito titolo di principe dell'accademia: che veniva conferito ai migliori studenti del collegio. Il giovane piemontese in virtù del titolo ottenuto venne immortalato in una fotografia che per molti anni venne esposta all'interno del collegio a fianco dei ritratti degli altri principi.

Luigi Einaudi rimase legato per tutta la vita all'istituto dei padri scolopi: a testimonianza di ciò si possono citare numerosi telegrammi che inviò al collegio in concomitanza di eventi privati e pubblici.

Nel 1949 una delegazione di allievi e docenti del collegio capeggiata dal rettore Padre Quinto Giusta che si era recata a Roma in occasione del trecentesimo anniversario della morte di San Giuseppe Calasanzio venne ricevuta al quirinale dall'illustre ex studente, il quale promise di visitare la sua vecchia scuola.

Il capo di stato fu di parola, il 22 giugno 1952 il presidente della repubblica si trovava a Finale Ligure per presenziare al funerale del maresciallo d'Italia Enrico Caviglia e decise di fare tappa a Savona per un tuffo nei ricordi della sua gioventù.

Alle ore 13:30 scese dal treno e si recò a Monturbano, all'ingresso della scuola ad attenderlo c'era il rettore dell'istituto Padre Giuseppe Oberti che lo accompagnò al salone del primo piano dove li aspettava la consorte del presidente, Donna Ida, giunta in macchina da Dogliani. Lo studente Ferruccio Barnaba le porse un mazzo di fiori e recitò una poesia in onore di Einaudi; inoltre Padre Oberti omaggiò quest'ultimo donandogli una teca contenente una reliquia di San Giuseppe Calasanzio.

Il capo di stato tenne un breve discorso dove rievocò la parte della sua giovinezza trascorsa al collegio e ringraziò i presenti per la calorosa accoglienza, all'evento parteciparono non solo i docenti, ma anche alcuni studenti ed ex allievi con tanto di familiari a seguito, oltreché svariate autorità cittadine.

Successivamente Einaudi e la moglie presero parte a un'intima colazione nel refettorio della scuola e si ritirarono in un appartamento messo a loro disposizione per riposarsi, per poi riprendere la visita dell'istituto. Terminata la visita e dopo aver salutato i presenti, il presidente e la sua consorte si recarono alla stazione di Vado Ligure per partire alla volta di Roma.

Una volta giunto nella città eterna Einaudi inviò un telegramma nel quale ribadì il suo attaccamento al luogo della sua formazione giovanile, degna di nota è la frase: "Formulo i migliori voti per il prospero avvenire dell'antico istituto al quale so di dovere tanta parte di me stesso."

Quest'ultima è stata scolpita su una lapide posta su una parete all'ingresso dell'ala levante dell'ex istituto degli scolopi, oggi Liceo Statale Giuliano Della Rovere.

Savona non dimentichi il legame che Luigi Einaudi, padre costituente, capo di stato e pilastro della nostra Italia ebbe con lei e col suo antico istituto, perché lui quel legame non lo scordò mai.

Filippo Gandini, studente all'Università di Genova

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