"Il movimento di queste ultime settimane attorno al POA di ATSL ha finalmente portato al centro dell’attenzione, anche da parte di altri soggetti del territorio, il futuro della sanità savonese e, in particolare, il ruolo dell’Area 2. La possibile perdita di alcuni primariati nell’Area 2 rappresenterebbe certamente un ulteriore indebolimento del territorio, con il rischio di ridurne il peso organizzativo e la capacità di garantire servizi adeguati ai cittadini".
Ad affermarlo è la Segreteria FP Cgil di Savona, che aggiunge: "Un tema che denunciamo da anni, segnalando un lento ma costante depauperamento della sanità savonese, che ha avuto una decisiva accelerazione con la riforma proposta dalla Regione Liguria, caratterizzata dalla soppressione delle cinque Asl territoriali a favore di un’unica Azienda sanitaria ligure, e le conseguenze delle scelte che si sono susseguite nel tempo: dalla tentata privatizzazione degli ospedali di Cairo Montenotte e Albenga, processo che, nonostante tutto, si continua a portare avanti nei fatti, alla trasformazione dei PPI di Albenga e Cairo, alla chiusura del Punto nascite di Pietra Ligure, fino alla nuova organizzazione legata al progetto Gaslini Diffuso, ecc. Tra le altre, merita sicuramente attenzione anche la questione di Villa Bugna, un tema sul quale è importante fare chiarezza".
"A metà dicembre 2024, la direzione della Asl 2 dell’epoca ha deciso con urgenza — creando notevoli ansie e disagi al personale — di chiudere temporaneamente la struttura di Villa Bugna, afferente alla salute mentale territoriale. Al suo interno soggiornavano sei pazienti affetti da varie patologie, tra cui dipendenze e psicosi in fase non acuta. La struttura era stata inaugurata nell’aprile del 1995 e forniva un servizio fondamentale per la comunità - aggiunge il sindacato - Per motivi ricondotti dall’azienda al contenimento della spesa e alla riduzione dei costi, la struttura doveva essere convertita in una CAUP (Comunità alloggio a utenza psichiatrica), nella quale i pazienti sarebbero stati gestiti solo in minima parte dagli operatori, presenti per poche ore, mentre durante la notte sarebbe stata prevista l’autogestione".
"Nei primi sei mesi del 2025 sono stati effettuati numerosi interventi per la trasformazione della struttura, aumentandone i posti letto e ristrutturandola a spese della stessa Asl 2. Ciononostante, i mesi sono trascorsi tra richieste di accreditamento e varie verifiche di agibilità, mentre la struttura rimaneva chiusa. Poi, a gennaio 2026, si è aggiunta la riorganizzazione aziendale, con la conseguente rimodulazione di tutti i processi di accreditamento e agibilità, accompagnata dalla promessa: 'A giugno apriamo'".
"Ma nulla di fatto: siamo ormai a fine 2026 e una risorsa preziosa per la comunità e per la gestione delle patologie psichiatriche giace ancora chiusa, senza che se ne abbiano più notizie. Inoltre, si era promesso che nella stessa struttura sarebbe ripartito un progetto di centro diurno, per dare risposte quotidiane ai pazienti psichiatrici, che spesso hanno bisogno di socializzare e integrarsi nella vita comune. Nulla è stato fatto!", conclude la FP Cgil di Savona.













