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Cronaca | 15 ottobre 2026, 19:30

A bordo di due gommoni in balìa delle onde, 80 migranti soccorsi: sbarcheranno a Savona

Presenti una donna incinta, un neonato di due mesi e minori non accompagnati. Sono stati soccorsi dall'Ong Humanity 1

80 migranti sono stati tratti in salvo dalla nave battente bandiera tedesca Humanity 1 e verranno sbarcati a Savona nel pomeriggio del prossimo lunedì 19 ottobre.

Come avvenuti negli ultimi mesi il porto savonese accoglierà quindi i naufraghi che sono stati salvati nel mar Mediterraneo.

Grazie alle informazioni di Watch The Med - Alarm Phone, l'equipaggio della Ong ha inizialmente individuato al largo della Tunisia 46 persone su un gommone sovraffollato intorno alle 22:30 dello scorso martedì. 

L'orario notturno e il mare mosso avevano reso il salvataggio particolarmente difficile e poco dopo era arrivata un'altra richiesta di soccorso con 34 persone che stavano lottando contro le onde su un altro gommone sovraffollato. 

"Quando l'equipaggio li ha raggiunti i gommoni avevano già perso una quantità significativa d'aria. Molte persone soffrivano di mal di mare ed erano gravemente stanche. Ottanta persone sono ora assistite a bordo, tra cui numerosi minori non accompagnati, una donna incinta, diversi bambini e un neonato di due mesi - spiegano da Humanity 1 che aveva fatto scalo a Savona giusto un anno fa, il 14 ottobre del 2025 - Nonostante ciò, le autorità italiane hanno assegnato  il lontano porto di Savona, nel nord Italia. Ciò significa più di cinque giorni in più in mare e un viaggio di 670 miglia nautiche: un fardello irragionevole e inutile, visto l'elevato numero di bambini e minori a bordo e il mare ancora agitato. La scelta di un porto distante è una decisione politica, a scapito di persone particolarmente vulnerabili. Prolunga la loro sofferenza e causa loro un enorme stress psicologico e fisico. Hanno il diritto di sbarcare il prima possibile".

L'ultimo sbarco in ordine di tempo era stato quello dell'Ong Open Arms lo scorso 5 luglio che aveva tratto in salvo 85 migranti. Le operazioni, comprensive di screening sanitari e di vulnerabilità dei migranti oltre dei controlli di polizia, si erano svolte, con il coordinamento della Prefettura, secondo le nuove regole procedurali introdotte dal Patto Europeo per la migrazione e l’asilo entrato in vigore lo scorso 12 giugno.

Al termine degli accurati accertamenti prescritti dalla normativa eurounitaria, la maggior parte dei migranti era stata trasferita in centri di accoglienza posizionati in Piemonte e nelle altre province liguri; anche i minori non accompagnati sono stati assegnati per la stragrande maggioranza a centri dedicati fuori Regione. Determinanti erano risultati, per la attuazione delle nuove procedure di screening, il sinergico supporto di enti e istituzioni del territorio, l’impegno delle Forze dell’ordine, oltre al supporto fornito dai funzionari dell’Agenzia dell’Unione Europea per l’Asilo e dagli operatori della Croce Rossa Italiana.

Luciano Parodi

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