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Politica | 20 ottobre 2026, 16:57

Edilizia, la Liguria approva la riforma: procedure più snelle e norme allineate al decreto Salva-Casa

Via libera del Consiglio regionale alla proposta Biasi. La maggioranza punta sulla semplificazione burocratica e sull’adeguamento alla normativa statale, l’opposizione: "Rischio condono edilizio mascherato"

Edilizia, la Liguria approva la riforma: procedure più snelle e norme allineate al decreto Salva-Casa

Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato, con 17 voti favorevoli e 12 contrari, la proposta di legge numero 95 che modifica la disciplina regionale dell’attività edilizia. Il testo, presentato dai consiglieri della Lega Armando Biasi, Sara Foscolo e Sandro Garibaldi, interviene sulla legge regionale del 6 giugno 2008 con l’obiettivo di semplificare le procedure amministrative e adeguare le disposizioni liguri ai principi della normativa statale.

La riforma riguarda diversi aspetti dell’attività edilizia, dai cambi di destinazione d’uso alla dimostrazione dello stato legittimo degli immobili, fino alla regolarizzazione delle difformità e al recupero dei sottotetti.

Tra le principali novità, viene stabilito che il cambio di destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale sia sempre consentito. Gli enti locali non potranno inoltre introdurre limitazioni discriminatorie o preclusioni generalizzate, pur mantenendo la possibilità di fissare condizioni specifiche nei casi di nuova costruzione, sostituzione edilizia o per garantire la compatibilità degli interventi con la tutela ambientale.

La semplificazione viene estesa anche ai cambi di destinazione d’uso tra categorie funzionali differenti, comprese le zone agricole. Per gli interventi interessati è previsto l’esonero dall’obbligo di reperire nuovi parcheggi e dal pagamento degli oneri di urbanizzazione primaria.

Per dimostrare lo stato legittimo degli immobili sarà possibile utilizzare documentazione alternativa e dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà. Il testo esclude inoltre la possibilità di concedere incrementi volumetrici o misure premiali sugli immobili condonati.

La proposta interviene anche sulla regolarizzazione delle difformità edilizie, abrogando il divieto che equiparava le difformità minori su aree vincolate alle variazioni essenziali. Viene così chiarita l’applicabilità, anche in questi casi, dell’accertamento di conformità semplificato. Per le sanatorie, le valutazioni dovranno tenere conto dei principi statali e regionali, anche in deroga ai Piani urbanistici comunali vigenti. Per gli interventi di recupero dei sottotetti è infine garantita la possibilità di mantenere le distanze legittimamente preesistenti.

Nel presentare la relazione di maggioranza, Armando Biasi ha richiamato la necessità di ridurre gli adempimenti burocratici a carico dei cittadini, dei piccoli proprietari e degli uffici tecnici comunali. Il provvedimento, ha spiegato, è il risultato di diversi mesi di lavoro in commissione e del confronto con le categorie interessate, tra cui il Comitato ligure dei Collegi dei geometri, Ance Liguria e la Consulta permanente per l’edilizia, oltre che della collaborazione con l’assessore regionale Marco Scajola.

"Sono soddisfatto che l’Assemblea legislativa della Liguria abbia approvato la nuova “Legge Biasi”, che prevede concreti interventi al fine di semplificare la normativa in materia di disciplina dell’attività edilizia", ha dichiarato il consigliere leghista, presidente della III Commissione Attività produttive.

Biasi ha inoltre sottolineato l’importanza del recepimento dei principi statali introdotti dal decreto Salva-Casa, considerato uno strumento per favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente e la circolazione degli immobili. "Semplificando l’iter amministrativo si potrà, infatti, rispondere in modo più efficace alle reali esigenze della collettività, delle famiglie e delle imprese liguri, consentendo un maggiore sviluppo del nostro territorio", ha aggiunto.

Sulle procedure di regolarizzazione, il consigliere ha difeso la necessità di rendere più agevoli le valutazioni di conformità, anche in rapporto ai tempi di adeguamento degli strumenti urbanistici comunali. "È irragionevole far ricadere le lungaggini di adeguamento della 'macchina pubblica' sulle spalle dei privati", ha affermato.

Nel corso del dibattito, l’assessore regionale all’Urbanistica, Rigenerazione urbana, Politiche abitative ed Edilizia, Marco Scajola, ha richiamato il percorso compiuto dalla Liguria nel settore, citando strumenti come il Piano Casa e le politiche di rigenerazione urbana. L’assessore ha inoltre auspicato un intervento legislativo nazionale in materia: "Su questo tema auspico si arrivi all’approvazione di una norma nazionale entro la fine della legislatura: al momento la norma è in commissione al Senato".

A favore della proposta si sono espressi anche Rocco Invernizzi, di Fratelli d’Italia, e Matteo Campora, del gruppo Vince Liguria. Invernizzi ha motivato il voto favorevole con la necessità di allineare la normativa regionale a quella nazionale, uniformando le disposizioni sul territorio ligure e riducendo il rischio di interpretazioni differenti. Campora ha invece evidenziato la capacità del provvedimento di fornire risposte concrete alle esigenze quotidiane di cittadini e imprenditori, confermando il pieno sostegno del proprio gruppo.

Contraria la posizione di Selena Candia, di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha annunciato il voto negativo della minoranza. La consigliera ha sollevato il rischio che la riforma si traduca in un «condono edilizio mascherato», una preoccupazione che, secondo quanto riferito nel suo intervento, sarebbe condivisa dal centrosinistra anche a livello nazionale.

Redazione

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