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Attualità | 22 ottobre 2026, 09:02

Savona, una targa per le 116 vittime del bombardamento del 30 ottobre 1943

L’iter per un pannello in ceramica nei giardini delle Confraternite, avviato anni fa: la battaglia di Anna Maria Cesario, che perse tutta la famiglia ed è scomparsa nel 2024

Savona, una targa per le 116 vittime del bombardamento del 30 ottobre 1943

Un pannello in ceramica per non dimenticare il bombardamento che il 30 ottobre 1943 colpì Savona. La targa sarà installata nei giardini delle Confraternite, tra via Pietro Giuria e via dei Riario. Nelle settimane scorse le assessore Nicoletta Negro e Gabriella Branca hanno fatto un sopralluogo per vedere gli spazi in cui apporre la targa.

L’iter per affiggere la targa in memoria delle 116 vittime dei bombardamenti alleati era stato avviato dalla precedente amministrazione -  e una battaglia di una delle sopravvissute, Anna Maria Cesario, che il 30 ottobre 1943 aveva perso tutta la sua famiglia – ma non era stato completato. La signora Cesario, scomparsa due anni fa, non ha mai potuto vedere affisso quel ricordo per cui si era battuta. "In due minuti mi hanno distrutto la vita, ho perso tutta la mia famiglia e nessuno se ne ricorda. Non è giusto tutto questo", aveva detto in più occasioni.

Quello del 30 ottobre 1943 fu uno dei bombardamenti più tragici subiti da Savona durante la Seconda guerra mondiale. Quel giorno la città fu colpita da un devastante raid aereo compiuto da circa 156 bombardieri alleati. L’obiettivo era soprattutto colpire le infrastrutture industriali e strategiche passate sotto il controllo delle forze tedesche dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943: i complessi industriali dell’Ilva e le officine Servettaz e Basevi, oltre al porto e ai raccordi ferroviari. Ma furono colpite anche vaste aree del centro storico, soprattutto intorno alla vecchia darsena.

"L’allarme aereo suonò alle 11.47, l’incursione causò 116 vittime, centinaia di feriti e circa 3.000 persone rimasero senza una casa – ricostruisce la Società savonese di storia patria –, tra le vittime numerosi bambini, donne e anziani. Furono colpiti edifici lungo le vie Orefici, Pia, Cassari e in piazza Caricamento".

L’iter per affiggere la targa era partito con la precedente giunta. Per la realizzazione era stata lanciata una raccolta fondi, a cui avevano contribuito anche il gruppo consiliare dell’allora sindaco e alcune associazioni locali, ma non aveva raggiunto la cifra prevista, e il Comune aveva carenza di risorse a causa del Piano di riequilibrio. La pratica è stata poi ripresa dall’attuale amministrazione.

Elena Romanato

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