Carceri liguri sempre più in affanno, con sovraffollamento fino al 145%, centinaia di aggressioni e una situazione di tensione che mette quotidianamente a dura prova la sicurezza degli istituti e il lavoro della Polizia Penitenziaria. È il grido d'allarme del SAPPE, che denuncia condizioni ormai insostenibili e chiede interventi urgenti, prima che l'emergenza diventi ancora più grave. A Sanremo sono presenti 280 detenuti a fronte di 216 posti effettivi, con un sovraffollamento del 130%. A Imperia, invece, 77 detenuti occupano una struttura con 53 posti disponibili, raggiungendo il 145%. "Non possiamo aspettare che gli istituti raggiungano il 150% per intervenire. Sanremo e Imperia sono già in condizioni di grave criticità e il sovraffollamento incide direttamente sulla sicurezza, sull'organizzazione del lavoro e sulla gestione quotidiana delle sezioni", evidenzia Giuseppe Giangrande, dirigente sindacale SAPPE in Liguria.
A preoccupare è anche una comunicazione che, secondo quanto appreso, sarebbe stata diramata dall'Ufficio Detenuti e Trattamento del Provveditorato, secondo la quale i trasferimenti dei detenuti dagli istituti liguri verrebbero effettuati soltanto al raggiungimento del 150% di sovraffollamento. Forte preoccupazione viene espressa da Donato Capece, segretario generale del SAPPE, per il ripetersi degli eventi critici nelle carceri liguri: "Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria lavorano quotidianamente in condizioni di grande difficoltà, affrontando aggressioni, proteste, autolesionismo e situazioni di emergenza, spesso con organici insufficienti. I dati dimostrano una situazione di continua tensione che richiede interventi immediati". Il SAPPE richiama i numeri degli eventi critici registrati nelle carceri regionali dall'inizio dell'anno: 700 atti di aggressione, 560 violazioni delle norme penali, 460 episodi di autolesionismo, 370 danneggiamenti di beni dell'Amministrazione, 280 invii urgenti in ospedale, 270 rinvenimenti di oggetti e/o sostanze non consentite, 220 infrazioni disciplinari e 184 manifestazioni di protesta.
"Dietro questi numeri ci sono operatori che devono garantire sicurezza, ordine e legalità in un contesto sempre più difficile. La Liguria ha bisogno di una strategia specifica, di più personale e di interventi strutturali. Chiediamo la riapertura del Provveditorato regionale penitenziario a Genova, per restituire al territorio un riferimento autonomo senza dipendere più dal Piemonte, e la realizzazione di una nuova struttura detentiva nella provincia di Savona, nelle aree della Val Bormida", sottolinea Capece. Vincenzo Tristaino, segretario SAPPE per la Liguria, evidenzia la necessità di affrontare concretamente le carenze degli istituti regionali: 2Ogni giorno il personale affronta aggressioni, tensioni e carichi di lavoro sempre più pesanti, spesso con risorse insufficienti. Servono più agenti, investimenti, formazione e strutture adeguate. La Polizia Penitenziaria è una componente essenziale del sistema penitenziario e del percorso rieducativo previsto dalla Costituzione".
Tristaino rilancia quindi la richiesta di riaprire il Provveditorato a Genova e di realizzare un nuovo carcere a Savona, nelle aree della Val Bormida, per contribuire a ridurre il sovraffollamento degli istituti liguri: "La dignità dei detenuti e quella della Polizia Penitenziaria non sono in contrapposizione. Un carcere più umano è anche un carcere più sicuro. Non possiamo continuare a lasciare detenuti e operatori soli ad affrontare un'emergenza quotidiana".
Il SAPPE chiede al Governo e all'Amministrazione Penitenziaria interventi urgenti per rafforzare gli organici, affrontare il sovraffollamento, riaprire il Provveditorato regionale a Genova e avviare la realizzazione di un nuovo istituto penitenziario nella provincia di Savona. "La sicurezza delle carceri e la dignità del lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria – concludono Capece, Tristaino e Giangrande – non possono più essere rinviate. Servono risposte concrete e tempi certi".










