L'approvazione dell'investimento per un sistema di filtrazione a carboni attivi destinato ai quattro pozzi che alimentano Borgio Verezzi e Pietra Ligure viene considerata un passo nella direzione giusta, ma non sufficiente. A intervenire sulla vicenda PFAS sono Rete Liguria Bene Comune, Rete Zero PFAS Liguria, Comitato Savonese Acqua Bene Comune, Medicina Democratica e Attac Savona, che chiedono maggiori garanzie per i cittadini e tempi più rapidi per affrontare l'emergenza.
La decisione è stata presa all'unanimità dai sindaci dei Comuni soci di Servizi Ambientali durante l'incontro di Borghetto Santo Spirito. L'installazione dell'impianto è prevista per l'inizio di marzo, salvo imprevisti. "Restano quattro mesi di autobotti e ordinanze di non potabilità per una popolazione che da settimane convive con l'incertezza su ciò che esce dal rubinetto", sottolineano le associazioni.
Nel frattempo, i gruppi hanno fatto eseguire privatamente alcune analisi sulle acque dei due Comuni e sono in attesa del rapporto degli esperti della Rete Zero PFAS Italia, chiamati a esaminare nel dettaglio i risultati. Una prima lettura dei dati, precisano, rappresenta esclusivamente un loro parere e non una valutazione scientifica.
Dal confronto con i limiti indicati nei rapporti di prova emergerebbero valori particolarmente elevati. A Pietra Ligure quasi tutti i punti di prelievo supererebbero il limite di 0,02 microgrammi per litro per la somma dei quattro PFAS principali, con concentrazioni nella rete idrica intorno a 23-25 volte il limite e al pozzo di Caltavituro di circa 112 volte. A Frazione Ranzi, invece, i valori risulterebbero inferiori ai limiti di quantificazione.
A Borgio Verezzi, secondo la lettura preliminare delle associazioni, tutti i punti analizzati supererebbero i limiti: nella rete idrica i valori sarebbero compresi tra 92 e 96 volte il riferimento, mentre nei pozzi si arriverebbe fino a circa 380 volte.
I gruppi invitano tuttavia alla cautela nell'interpretazione dei risultati, ricordando che i campioni prelevati dai pozzi riguardano acqua grezza, mentre i limiti di legge si applicano all'acqua al rubinetto. Segnalano inoltre che, per uno stesso pozzo, due laboratori hanno restituito valori differenti, una discrepanza che potrebbe dipendere dai diversi metodi di analisi. Nei campioni risultati fuori limite, la quasi totalità della concentrazione complessiva sarebbe riconducibile al PFOA.
"Sono numeri che, se confermati, meritano risposte immediate, ma l'ultima parola spetta a chi ha le competenze per darla", precisano.
Da qui le richieste rivolte al gestore idrico e alle amministrazioni: pubblicazione completa e tempestiva dei risultati ufficiali, con l'indicazione delle concentrazioni dei singoli composti e non soltanto del giudizio di conformità; garanzie sull'approvvigionamento sostitutivo, sul monitoraggio e sull'informazione alla popolazione durante i mesi necessari alla realizzazione dei filtri.
Tra le proposte anche l'avvio di un biomonitoraggio sul sangue della popolazione esposta, oltre all'individuazione delle fonti della contaminazione e delle eventuali responsabilità.
"I filtri sono una risposta necessaria, ma non cancellano quattro mesi di incertezza né l'esposizione già avvenuta", osservano le associazioni, che richiamano anche la situazione di Roccavignale. Qui l'ordinanza del 28 ottobre è stata revocata dopo il rientro dei valori, ma la sorgente Palaviere, da cui ha avuto origine la contaminazione, resta chiusa.
I firmatari lamentano inoltre l'assenza, finora, di comunicazioni da parte del gestore idrico e delle amministrazioni. "Per noi l'acqua è un bene comune e conoscerne la qualità è un diritto, non una concessione", affermano, annunciando che diffonderanno ulteriori aggiornamenti non appena sarà disponibile il rapporto degli esperti.
Intanto, per informare la cittadinanza sulla presenza dei PFAS e sui possibili effetti della contaminazione, Rete Liguria Bene Comune e Rete Zero PFAS Italia hanno organizzato un'assemblea pubblica con diversi esperti. L'appuntamento è per venerdì 13 novembre, alle 20.45, alle opere parrocchiali della chiesa di Gesù Redentore a Borgio Verezzi.
Un secondo momento di confronto è previsto il 19 novembre, quando alla Regione Liguria si incontreranno Servizi Ambientali e le associazioni dei consumatori. In vista dell'appuntamento, i gruppi chiedono che venga attivato un canale di ascolto diretto anche per i cittadini e le attività economiche coinvolte.










