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Politica | giovedì 20 settembre 2018, 15:06

Ambito idrico: fumata nera per il nuovo gestore unico

Manca il numero legale per l’approvazione dello statuto per la nuova Società Consortile: assenti i comuni del levante savonese, termine del 31 ottobre inderogabile per ovviare alla gara di appalto e alla superbolletta

Ambito idrico: fumata nera per il nuovo gestore unico

Fumata nera stamani in Provincia, dove i Sindaci dell’Ato Centro Ovest 1 e i tre gestori: Sca srl, Servizi Ambientali SpA e il Consorzio per la depurazione delle Acque di scarico del Savonese erano stati convocati per l’approvazione definitiva dei documenti per la costituzione della nuova Società Consortile.

“I sindaci di Savona, Celle Ligure, Albissola Marina, Albisola Superiore e Varazze hanno fatto mancare il numero legaletuona Marco Melgrati, sindaco di Alassio, al rientro dall’inutile trasferta savonese – Un’assenza politica e gravissima, che trova come unica spiegazione la ripartizione delle percentuali di potere nelle assemblee ordinarie e straordinarie, relative ai tre gestori attualmente attivi nel savonese”.

“Il termine del 31 ottobre, indicato dalla Provincia di Savona, per l’approvazione dello statuto – aggiunge il primo cittadino di Alassio - non è derogabile, pena il fatto che il 31 dicembre di quest’anno – cioè tra tre mesi – in assenza di un accordo, la gestione dell’acqua pubblica e della depurazione andrà a gara di appalto e sarà affidata a privati. Chi spiegherà, allora, all’utenza, ai cittadini, l’aumento indiscriminato delle tariffe per l’acqua e la depurazione, ben al di sopra dei due euro al metro cubo?”.

“La Provincia riconvocherà l’incontro la prossima settimana – conclude Melgrati – auspico che siano presenti tutti i sindaci e che i tre gestori forniscano, come richiesto, il piano degli investimenti dettagliato, in modo che tutti i giochi politici vengano allo scoperto. Ognuno poi si assumerà le proprie responsabilità rispetto ad eventuali sanzioni comunitarie perché Alassio, Laigueglia e Villanova sono disposte a portare l’accordo in Consiglio Comunale, anche se ciò dovesse significare procedere da soli”.

 

c.s.

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