/ Politica

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Politica | 23 dicembre 2018, 10:32

Scintille Scaramuzza-Arboscello: l'assessore savonese contro il "Faro" in ristrutturazione

Dopo le richieste di dimissioni dalla segreteria cittadina del Pd, anche Scaramuzza fa lo stesso attaccando la nuova opera in costruzione. Arboscello replica: "Come al solito sbaglia bersaglio e raccoglie l’ennesima brutta figura"

Foto copertina gruppo Facebook Savona E'

Foto copertina gruppo Facebook Savona E'

Duello con richieste di dimissioni. E' scontro frontale tra comunicati stampa e post su Facebook tra il sindaco di Bergeggi Roberto Arboscello e l'assessore allo sport e alle manifestazioni del comune di Savona Maurizio Scaramuzza.

Una nuova puntata del "match" tra il primo cittadino e l'assessore si è consumata ieri sul noto social con la pubblicazione di Scaramuzza sul proprio profilo della foto della nuova costruzione lato mare a Bergeggi al posto del "rudere" che da anni campeggiava sul paese, l'ex albergo-ristorante "Il Faro".

La polemica era iniziata con una nota arrivata dalla segreteria cittadina del Pd e la richiesta di dimissioni, in merito alle risposte al vetriolo ai cittadini dell'assessore savonese sui Facebook, il quale aveva avvertito chi lo attacca di non perdere tempo ad andare nel suo ufficio.

Il nuovo edificio non sta convincendo i cittadini e i "foresti" e il post ha contribuito a fomentare la discussione con Scaramuzza che sta dando man forte in segno di sfida.

Questo il post social pubblicato dall'assessore del Comune di Savona Maurizio Scaramuzza: "Complimenti Sindaco... bel regalo ai bergeggini... bellissimo....#angusciameghelevvaunumme P.s. Dimissioni (e siamo pari...)".  

Immediata è arrivata la replica da parte del sindaco di Bergeggi e segretario savonese del Pd Roberto Arboscello: "Non è mia intenzione generare ulteriori inutili polemiche e soprattutto inseguire Scaramuzza sul suo terreno ma ritengo necessario esprimere alcune precisazioni a tutela della mia immagine e quella del paese che rappresento - spiega Arboscello - Ancora una volta l'assessore Scaramuzza, nonostante i richiami al rispetto di un atteggiamento più consono ad un amministratore pubblico da parte del suo Sindaco, non perde occasione per tacere evitando di dire cose completamente errate".

"L’assessore critica l’estetica del “nuovo faro” a Bergeggi. Per questo chiede le mie dimissioni e come al solito sbaglia bersaglio e raccoglie l’ennesima brutta figura perché l'Assessore non sa, anche se dovrebbe saperlo visto il suo incarico, che esistono una Commissione Paesaggistica e una Sovraintendenza che hanno il compito di valutare i progetti edilizi ed esprimere pareri vincolanti, anche per quanto riguarda la parte estetica degli interventi, come è stato nel caso dell' ex-faro. L' assessore forse non sa che sia la Commissione Paesaggistica che la Sovraintendenza sono Regionali e non comunali, per cui il sottoscritto non fa parte di nessuna delle due e che quindi la sua critica e le sue richieste di dimissioni devono intendersi rivolte ai componenti della commissione o al Sovraintendente e eventualmente  al Governatore Toti e non certo al Sindaco di Bergeggi". 

"E siccome l'assessore Scaramuzza continua a scrivere senza prima pensare, documentarsi, studiare, non sa neppure che l'iter autorizzativo è iniziato molto tempo fa, così come l'autorizzazione al cambio di destinazione d'uso a residenziale, quando ancora il sottoscritto non era sindaco. E certamente non sa che il sottoscritto e la sua amministrazione hanno di fatto sbloccato una situazione di stallo che perdurava da moltissimi anni e che ha permesso di riqualificare un rudere in stato di abbandono, che certo non era un bel biglietto da visita per i turisti e per Bergeggi. Certo, si può criticare l'estetica, ma sostenere che fosse meglio tenersi a vita un immobile abbandonato che crollava è un paradosso, soprattutto per un amministratore pubblico". 

"Forse l'assessore non sa che questa amministrazione ha ottenuto siglando una convenzione la cessione gratuita dei locali a livello litorale, da destinarsi a uso pubblico per l' Area Marina Protetta. L'assessore non sa (ma dovrebbe saperlo) che la mia amministrazione, come è normale che sia durante un iter autorizzativo edilizio come quello, non ha avuto modo di esprimere pareri vincolanti circa l'aspetto esterno dell'edificio in ristrutturazione - prosegue - In definitiva è normale e lecito da parte di tutti che si possa dibattere sull'aspetto del manufatto ristrutturato: era prevedibile (lo abbiamo fatto anche noi in riunione di maggioranza) il dibattito iniziale sul "mi piace" o "non mi piace", soprattutto quando la scelta dei progettisti (a proposito, si tratta di un intervento privato!) e della Sovraintendenza era caduta su uno stile chiamiamolo moderno, che nulla ha a che fare con il manufatto preesistente". 

"Ma anziché tacere (o al limite studiare) l’assessore Scaramuzza trova ancora una volta il modo per rendersi ridicolo: accusa un Sindaco di scelte a lui non imputabili, addirittura accusandolo di aver fatto un bel regalo ai propri cittadini (ripeto, l'intervento è di un privato e non pubblico), per di più invitando i cittadini a ricordare questo fatto (ricostruito in modo del tutto errato e strumentale) al momento delle prossime elezioni, fatto in cui quel Sindaco, al di là del risultato, non è mai stato coinvolto. Ancor più grave è se tutto ciò viene fatto non da un cittadino qualunque ma da un Assessore di un comune, per lo più capoluogo di provincia, che nulla ha a che fare con Bergeggi, che dovrebbe avere (anzi andrebbero pretese) competenze e conoscenze tali da sapere cosa è imputabile a una amministrazione comunale e cosa no e quali sono le competenze regionali e dei vari enti coinvolti in un iter autorizzativo edilizio". 

"Anziché preoccuparsi di ciò che accade a Bergeggi e di cosa pensano i cittadini di Bergeggi di me e della mia amministrazione, si faccia spiegare dal suo collega di Giunta che si occupa di urbanistica quali sono le competenze dei Comuni in questo settore, quali quelle delle Regione e poi, alla fine, chieda scusa - conclude Arboscello - Se invece continua a pensare di poter insegnare ad altri il proprio mestiere, volentieri sono disponibile ad un confronto pubblico, con i savonesi e i bergeggini ad ascoltarci, in modo che ognuno possa trarre le proprie conclusioni". 

Luciano Parodi

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium