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Cronaca | 14 maggio 2019, 11:00

Processo Cairo Salute: assolti gli 8 medici accusati di truffa aggravata

I medici erano stati accusati di essersi organizzati i turni per lavorare 4 giorni alla settimana invece di 5 come previsto dalla convenzione stipulata con l'ASL 2 Savonese

Processo Cairo Salute: assolti gli 8 medici accusati di truffa aggravata

"E' finito un incubo". Con queste parole Amatore Morando ha commentato in Tribunale a Savona la sentenza del processo sull'inchiesta Cairo Salute che ha portato all'assoluzione di tutti gli 8 medici (tra i quali proprio Morando): Marcello Cadei, Giovanni Perdonò, Laila Marino, Donatella Botta, Roberto Rodino, Marcella Calleri Di Sala e Benvenuto Serafini.

Un processo durato 5 anni e mezzo che ha visto accusati gli 8 medici di truffa aggravata, i quali secondo la Procura avrebbero approfittato della struttura di medicina di gruppo, organizzandosi i turni per lavorare quattro giorni alla settimana invece di cinque come previsto dalla convenzione stipulata con l’Asl 2 Savonese. Non avrebbero lavorato nel giorno destinato alle visite su appuntamento e secondo gli  accertamenti sarebbe emerso che non esisteva nemmeno un registro con le prenotazioni, procurando un danno per l'ASL 2 di 400mila euro.

"Siamo stati assolti perchè il fatto non sussiste, con la formula più ampia. E' stata riconosciuta la nostra onestà, noi abbiamo offerto un servizio efficiente e efficace, più ampio, abbiamo fatto di più di quello previsto dal contratto collettivo. Voglio ringraziare il collegio difensivo e gli avvocati Brignone, Sciacchitano, Mazzitelli, Carle, Celentano, Foti, Susini e Brin" spiega all'uscita dall'aula Amatore Morando.

"Eravamo fieri di aver offerto ai nostri pazienti un servizio di eccellenza, sicuri di lavorare nella più ampia onestà, i pazienti trovavano un servizio sempre. Non abbiamo mai perso la fiducia nella giustizia" continua Morando per il quale era stata chiesta dal pubblico ministero, insieme ai suoi colleghi, la condanna a un anno e sei mesi di reclusione e seicento euro di multa.

"Siamo soddisfatti, la formula che il fatto non sussiste è la migliore, esclude qualsiasi atto sbagliato" dice l'avvocato Nadia Brignone che nella difesa si è occupata di specificare che l’Asl 2 Savonese, parte civile nel processo, fosse a conoscenza del fatto che ogni singolo medico fosse nella struttura di gruppo per quattro giorni alla settimana, comprovandolo.

Luciano Parodi

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