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Speciale elezioni Finale Ligure | 22 maggio 2019, 09:56

Finale Ligure, l'appello "antifascista" dell'ANPI a tutti i candidati sindaco

La richiesta della sezione finalese: "Impegnarsi a vietare ogni manifestazione che divulghi una propaganda fascista e razzista"

Finale Ligure, l'appello "antifascista" dell'ANPI a tutti i candidati sindaco

“Il fascismo non è un’opinione: è un crimine”. Con questo incipit l’ANPI di Finale Ligure lancia un appello a tutti i candidati alla carica di sindaco della città, con l’invito a respingere in modo fermo ogni messaggio di nostalgia verso il Ventennio fascista.

Nel testo divulgato si legge: “In occasione delle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio, considerando l’evidente presenza nella nostra società di partiti e movimenti che si richiamano ai nefasti regimi fascista e nazista, la sezione ANPI di Finale Ligure rivolge un appello ai candidati sindaco affinché esprimano pubblicamente il loro rifiuto del fascismo e del razzismo e assumano l’impegno, in caso di vittoria elettorale, di vietare ogni tipo di manifestazione atta a veicolare una propaganda di stampo fascista e razzista”.

Dichiara Samuele Rago, presidente provinciale dell’ANPI: “Alle Signore ed ai Signori Candidati a Sindaco del Comune di Finale Ligure: Pier Paolo Cervone, Tiziana Cileto, Ugo Frascherelli, Massimo Gualberti, Maria Gabriella Tripepi; il Comitato provinciale dell' Associazione Nazionale Partigiani d'Italia di Savona, nel fare proprio l'appello che vi è stato rivolto dalla Sezione dell'ANPI "Mirko Bruzzi - Mino" di Finale Ligure, e che alleghiamo alla presente, vi sollecita ad un pronunciamento pubblico sulle questioni che nell'appello nominato vengono poste.

Il riproporsi di movimenti e gruppi politici che basano la loro azione, spesso violenta, sull'odio, l'intolleranza, il razzismo e si dichiarano apertamente fascisti, devono fortemente preoccupare tutti i democratici ed indurre coloro che governano, o che si propongono di governare, le nostre città ad assumere impegno prioritario di introdurre normative locali per impedire l'occupazione di spazi pubblici a tali movimenti, come già avvenuto in molte città italiane. Lo domandiamo in nome della Resistenza, dei Martiri Partigiani e della Costituzione”.

CPE

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