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CGIL Informa | 04 aprile 2012, 17:17

Centianaia di agricoltori presidiano la prefettura di Genova

l'IMU agricola è iniqua. Questo il grido d'allarme della piazza

Centianaia di agricoltori presidiano la prefettura di Genova

Centinaia di agricoltori liguri hanno presidiato questa mattina la Prefettura di Genova, al fine di sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica sulle iniquità dell'Imu agricola.

Foltissima la rappresentanza della Confagricoltura, con presenze da tutte le Province ed accompagnata da Carlo Parodi, Assessore all’agricoltura del comune di Albenga, nelle vesti di rappresentante del Sindaco. La manifestazione è culminata con il ricevimento, da parte del Prefetto, di una delegazione degli agricoltori, la quale ha consegnato un documento di sintesi delle problematiche legate all'applicazione dell'Imu.

Il Prefetto si è impegnato a farsi portavoce delle istanze direttamente, e nei prossimi giorni, con il Governo.
Il Presidente di Confagricoltura Savona Rebella ha mostrato, al termine del presidio, la soddisfazione per l'approvazione degli emendamenti al Decreto Legge fiscale n. 16/2012 all’esame del Senato in cui, per quanto riguarda l’Imu, è stato confermato il percorso stabilito al tavolo fiscale ovvero che il gettito in agricoltura non debba superare per l'anno in corso un contributo aggiuntivo di 135 milioni di euro per i fabbricati rurali ad uso strumentale e di 89 milioni di euro per i terreni.  
“Si convalidano così – ha commentato Rebella - le tesi più volte sostenute al tavolo con il Governo circa l'eccesso del carico Imu richiesto al settore agricolo e vanno in direzione dell’equità fiscale”.  

"Tuttavia - ha proseguito Rebella - siamo fermi nell'affermare l'iniquità del pagamento dell'Imu sui fabbricati strutturali e quella relativa all'aumento dell'aliquota applicata ai terreni agricoli dati in affitto, spesso da genitori
che cedono l'attività ai figli perché ne continuino la stessa".

"Occorre - ha concluso il Presidente di Confagricoltura Savona - ricordare anche il problema, tutto ligure, delle tariffe degli estimi catastali, assolutamente non in linea con quelli del resto del Paese. Queste sperequazioni provocano insostenibili tassazioni per le nostre aziende, ed unite al costante aumento dei costi di produzione e al prezzo del gasolio ormai 'fuori da ogni regola', rischiano di decretare la fine della nostra agricoltura e l'abbandono del presidio del territorio". 

ECCO IL MANIFESTO DI SINTESI DEGLI AGRICOLTORI:
CAMBIARE L’IMU AGRICOLA PERCHE’…

ecco le ragioni per cui l’agricoltura ligure oggi è qui….

SIAMO COSCIENTI DI DOVER FARE LA NOSTRA PARTE PER METTERE IN SICUREZZA IL BILANCIO DELLO STATO ITALIANO E QUINDI PAGHEREMO L’IMU - COME TUTTI - SUI FABBRICATI DOVE VIVIAMO

DICIAMO NO, PERO’:

·        AL PAGAMENTO DELL’IMU SU MAGAZZINI, STALLE, DEPOSITI E AGRITURISMI, CIOE’ SU QUEI FABBRICATI NECESSARI AL NOSTRO LAVORO, E PER I QUALI GIA’ PAGHIAMO ATTRAVERSO IL REDDITO DEI TERRENI 
·        ALLA MANCATA INTRODUZIONE DI UNA FRANCHIGIA SUI TERRENI AGRICOLI DESTINATI ALLA COLTIVAZIONE
·        ALLA MANCANZA DI QUALSIASI ALTRA MISURA COMPENSATIVA, COSI’ COME PREVISTA PER ALTRI SETTORI PRODUTTIVI
·        ALL’AUMENTO DELL’IMU APPLICATA  AI TERRENI AGRICOLI DATI IN AFFITTO
·        ALLE SPEREQUAZIONI SUGLI ESTIMI CATASTALI
 

com.

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