A circa un anno dalla cessione a Baykar, il percorso di rilancio di Piaggio Aerospace, che coinvolge ovviamente anche lo stabilimento di Villanova d’Albenga, appare, secondo la parte sindacale, ancora lontano da una piena definizione.
Mentre restano aperti i nodi legati al piano industriale, alle risorse disponibili e alle prospettive produttive del sito, negli ambienti vicini all’azienda circolano anche indiscrezioni su una possibile ridefinizione dei ruoli dirigenziali. Un passaggio che, se dovesse trovare conferma, si inserirebbe in un quadro già segnato dalle attese per gli sviluppi della joint venture con Leonardo (che nei giorni scorsi ha visto l’uscita di scena dell’ex ministro Roberto Cingolani che ricopriva il ruolo di ad dell’azienda) e dalle preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali sul futuro dello stabilimento savonese.
A richiamare la necessità di chiarezza è Cristiano Ghiglia, della Fiom Savona, che pone l’accento sia sulle incognite industriali sia sulle possibili ricadute per i lavoratori. "Non abbiamo ancora gli elementi per una valutazione complessiva - dice il segretario di categoria -. Certo è che da più di un anno dalla vendita a Baykar lo stabilimento di Villanova fatica a trovare un effettivo rilancio, anzi".
Il tema, dunque, non riguarda soltanto l’eventuale riorganizzazione interna dei vertici aziendali, ma più in generale la direzione che l’impresa intende imprimere allo stabilimento savonese. "La Fiom ha sempre considerato non sufficienti le risorse economiche messe a disposizione - commenta ancora Ghiglia - ci sono forti criticità sulla possibilità di concretizzare quanto delineato nel piano industriale nei prossimi due anni e una gravissima incertezza sulle attività produttive nel medio termine. La joint venture con Leonardo può essere un'opportunità, deve però essere fatta chiarezza".
Per la Fiom, il punto centrale resta la tenuta industriale del sito e la garanzia che eventuali modifiche organizzative o sindacali non si traducano in un arretramento per i lavoratori: "Sulla rimodulazione di parte degli accordi sindacali di secondo livello, se proseguirà il confronto, non ci sottrarremo dal fare la nostra parte ma non accetteremo assolutamente un peggioramento delle condizioni economiche e organizzative dei lavoratori" conclude il segretario savonese dei metalmeccanici Cgil, Ghiglia, auspicando "ora più che mai, un opportuno coinvolgimento del Mimit".














