“Vorrei concentrarmi sulla zona nella quale si aprono le grotte turistiche di Borgio Verezzi dove è in progetto la realizzazione di un complesso abitativo comprendente 24 unità immobiliari e relativi box.
Corre obbligo spiegare in breve cosa succederà quando 4200mc di cemento impatteranno sul sistema carsico di Borgio.
Il sistema “carsico”
Per far si che un sistema carsico abbia luogo, bisogna andare indietro nel tempo quando sui fondali marini si sedimentarono resti di organismi marini vegetali e animali come conchiglie scheletri ed altro. Quando questi sedimenti vennero spinti verso l’alto dalla tettonica a zolle furono, una volta emersi dal mare, esposti a fenomeni metereologici quali piogge, alluvioni, glaciazioni ecc. Le rocce sedimentarie carbonatiche presenti nel territorio borgese risultano formate proprio dal processo in sintesi descritto.
Le caratteristiche principali delle rocce carbonatiche in generale (e Borgio non fa eccezione) sono la presenza di molte microfratture, di “campi solcati”, di doline ecc.
Tutti questi fenomeni di superficie fanno si che le acque piovane riescano a penetrare velocemente all’interno e combinando un’azione dapprima corrosiva e successivamente erosiva formano un intricato reticolo di piccole condotte sotterranee che andranno ad alimentare nel corso dei millenni un corso d’acqua “collettore” che a sua volta creerà una sorgente in zone più a valle. Nel caso del sistema carsico Borgese le sorgenti sono sotto il livello del mare. Un occhio attento infatti noterà che dall’alto esiste a pochi metri da riva una sorta di piccola barriera formatasi da depositi calcarei tipici delle sorgenti carsiche.
Una traccia del collettore nelle grotte di Borgio è evidente in occasione di lunghe assenze di precipitazioni, oltre il tratto turistico delimitato del laghetto nella sala del presepe.
A causa di forze idrostatiche e di bradisismo, accadde centinaia di migliaia di anni orsono, che strati geologici si separarono di netto cambiando la morfologia delle grotte. Il distacco infatti procurò la formazione di vaste sale e di conseguenza le acque piovane che attraverso il reticolo sopracitato arrivarono in grotta iniziarono a formare un particolare ed unico sistema di concrezioni e di laghi interrompendo il formarsi della primigena galleria. Tra tutte le grotte turistiche e non presenti in Italia la peculiarità descritta rende l’ipogeo unico.
E’ a questo punto evidente che le acque artefici delle sculture stalattitiche presenti in grotta provengono da punti diversi del sistema carsico, un gruppo di stalattiti potrà essere alimentato da microfratture di superficie distanti anche centinaia di metri dal luogo di formazione. Prova di questo sono le colorazioni delle concrezioni diverse tra loro anche a distanza di pochi centimetri, proprio perché l’apporto idrico di una arriva da una zona diversa rispetto all’altra.
Cementando una superficie limitrofa con 4200 metri cubi di cemento di fatto si impedisce ad un microsistema idrico di alimentare zone della grotta e nel tempo causerà la morte delle concrezioni destinate a “seccarsi” senza possibilità di crescere.
Penso di essere stato abbastanza chiaro nonostante l’esigenza di essere “breve”.
Ho esplorato e studiato le grotte di Borgio per anni e quello che ho scritto non è frutto di fantasia ma di attente osservazioni in loco”.
Stefano Mortari - Geologo
(Autore del Libro: Le Grotte di Borgio Verezzi - pubblicato con il contributo del Comune di Borgio Verezzi)














