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Curiosità | 20 maggio 2025, 12:03

Il De Coll’ Torino-Alassio: quando un treno portava i mariti al mare per ricongiungersi a moglie e famiglia

Negli anni Cinquanta, il rapido partiva il sabato pomeriggio da Torino Porta Nuova e attraversava il Piemonte e la Liguria, portando decine di uomini verso la Riviera ligure

Negli anni Cinquanta, la Riviera ligure era il sogno dell’Italia che voleva rinascere. In quell’epoca, tra fabbriche e sogni di villeggiatura, una figura emblematica – l’industriale e pasticcere torinese Tancredi De Coll’ – ebbe un’intuizione che avrebbe lasciato il segno nella storia del turismo e nel costume: un treno speciale che unisse Torino alle spiagge di Alassio (e alla Riviera in generale), per consentire ai mariti di raggiungere le famiglie già in vacanza al mare.

Il convoglio, chiamato ufficialmente “Rapido De Coll’”, partiva il sabato pomeriggio da Torino Porta Nuova e attraversava il Piemonte e la Liguria, portando decine di uomini – spesso esausti dopo una settimana di lavoro nelle fabbriche o nei laboratori – verso la Riviera. Qui li attendevano mogli e figli, già trasferiti per la stagione balneare nelle pensioni o negli “chalet” di Alassio, Bordighera, Sanremo.

Non si trattava di una semplice tratta ferroviaria, ma di un vero e proprio fenomeno sociale. Se oggi i viaggi organizzati sono una consuetudine, allora il “De Coll’” era una rivoluzione: un servizio privato, pensato per restituire alle famiglie un tempo insieme, seppur breve e conquistato a fatica. Un vero rito settimanale.

L’iniziativa di Tancredi De Coll’, titolare di una storica pasticceria torinese e noto per il suo spirito imprenditoriale, si collocava in un'epoca di divieti morali, come quello imposto ai bagnanti maschi non sposati di soggiornare nelle pensioni frequentate da signore e famiglie.

Il treno non era gestito dalle Ferrovie dello Stato, ma era un convoglio privato, organizzato direttamente dall’industriale. Il viaggio era ricco di dettagli di colore: dalla distribuzione di cioccolatini e dolci piemontesi, ai controllori con occhi severi che ispezionavano i biglietti, ai passeggeri eleganti, silenziosi e carichi di aspettative.

Le mogli, spesso trasferite con i bambini a inizio estate, si occupavano di preparare la casa o la stanza in affitto, mentre i mariti restavano a lavorare e partivano il sabato per ricongiungersi alla famiglia, anche solo per il fine settimana. Era una tradizione che si ripeteva per tutta la stagione: si saliva su quel convoglio con un misto di fatica e gioia, perché la domenica insieme valeva come una vacanza intera.

Il viaggio non era mai solo un trasferimento: era la conquista di un diritto, la dimostrazione che, dopo tanto lavoro, il tempo libero poteva essere davvero condiviso. E al ritorno, la domenica sera, i “convogli dei mariti” riportavano in città uomini abbronzati e forse un po’ malinconici, pronti a riprendere la fatica della settimana.

Il “De Coll’” divenne presto leggenda. Sui social di oggi si ritrovano le fotografie sbiadite, le testimonianze di chi ha vissuto quell’epoca, i racconti delle famiglie. La “littorina dei mariti” era il simbolo di una generazione che, anche nella difficoltà, aveva saputo inventarsi un nuovo modo di vivere il tempo libero, unendo famiglia, lavoro e voglia di mare.

Redazione

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