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Savona | 21 marzo 2014, 17:00

Tirreno Power, la deputata Pd Giacodde: "E' necessario verificare le reali intenzioni dell'azienda”

La deputata del Pd ha sollevato un altro aspetto, quali sono le reali intenzioni dell’azienda? In altre parole, il dubbio sarebbe essere legato ad un possibile disimpegno della Tirreno Power ad investire sul territorio.

Tirreno Power, la deputata Pd Giacodde: "E' necessario verificare le reali intenzioni dell'azienda”

Il caso Tirreno Power continua a far discutere, dopo l’interpellanza urgente presentata nei giorni scorsi dalla Deputata Pd Anna Giacobbe, insieme da altri parlamentari, il governo ha preso tempo, evitando di esporsi in modo concreto, l’unica risposta è arrivata dalla sottosegretaria all'Ambiente Silvia Velo.

Ho apprezzato la tempestività della risposta” – spiega la sottosegretaria -  “E ho ribadito la necessità di un intervento a livello interministeriale, con un'assunzione di responsabilità del Governo nel suo insieme, a partire dalla sollecita convocazione dell'incontro richiesto dalle istituzioni locali e della forze sociali, tramite la Prefettura di Savona. Ad oggi la convocazione tuttavia non è arrivata".

Sul sequestro della centrale a carbone, la deputata del Pd ha sollevato un altro aspetto, quali sono le reali intenzioni dell’azienda? In altre parole, il dubbio sarebbe essere legato ad un possibile disimpegno della Tirreno Power ad investire sul territorio.

“Occorre un salto di qualità nell'azione delle istituzioni a tutti i livelli” – ci spiega la Deputata Pd Anna Giacobbe – “Gli accordi e le autorizzazioni a suo tempo rilasciate non sono più una cornice sufficiente a dare risposte né all'allarme per le condizioni ambientali e sanitarie, né alle questioni produttive ed occupazionali.”

“E' necessario quindi verificare le reali intenzioni dell'azienda” – continua la deputata -  “Cioè se le inadempienze denunciate non siano legate ad un disimpegno rispetto agli accordi complessivamente stipulati; in definitiva se l'azienda non sia più interessata a quell'investimento, o non più in grado di farlo, per la situazione finanziaria e dei rapporti tra i soci, molto difficile

“Inoltre” - conclude la Giacobbe – “Ho insistito sul fatto che il Governo deve affrontare la questione non solo come "notaio" dell'osservanza o meno delle prescrizioni da parte dell'azienda, ma scegliere di essere parte attiva per rendere possibile che quell'impianto possa continuare a funzionare perchè del tutto compatibile sul piano ambientale ed economicamente sostenibile".

A pochi giorni dall’incontro previsto per il giorno 25 Marzo in Prefettura a Savona, tra gli enti locali e le forze sociali, il rischio che nessuno dei rappresentanti ministeriali partecipi al tavolo della discussione resta altissimo.

r.g.

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