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Attualità | 14 maggio 2014, 12:20

Piano industriale Tirreno Power: a casa un terzo dei lavoratori

Amatiello:"Scendono pesantemente gli investimenti e futuro incerto per Vado, in attesa del dissequestro"

Piano industriale Tirreno Power: a casa un terzo dei lavoratori

“Quello presentato ieri sera dalla Tirreno Power è un piano da lacrime e sangue”, questo le parole Tino Amatiello commenta il piano industriale presentato ieri sera al Ministero dello Sviluppo Economico di Roma. L’azienda infatti a Roma ha annunciato 191 esuberi nei diversi siti a livello nazionale.

Tirreno Power conta, a livello nazionale, circa 530 dipendenti diretti e facendo due rapidi calcoli, vuol dire che si prevede di ridurre di circa un terzo i lavoratori. Aumenta dunque la preoccupazione al sito di Vado Ligure, che dallo scorso 21 marzo è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Savona per il superamento dei limiti imposti dall’AIA.

L’azienda ieri ha annunciato che presenterà istanza di dissequestro alla Procura di Savona per i due gruppi della centrale di Vado e che farà degli investimenti per l’ammodernamento del parco carbonile. “In primo luogo è necessario entrare nel merito del piano industriale e poi mi sembra che gli investimenti di cui si è parlato ieri siano molto lontani dal miliardo e quattro di cui si era parlato negli scorsi mesi”.

Dobbiamo capire le ricadute sul territorio savonese dei tagli annunciati ieri, considerando sempre che siamo in attesa di ottenere il dissequestro della centrale di Vado”, conclude Amatiello.

Sulla stessa linea il pensiero del segretario della Cgil Savona, Fulvia Veirana che commenta:"E’ assolutamente urgente che l’Azienda chiarisca ed approfondisca con le istituzioni del territorio e con i sindacati quali sono i suoi progetti per Vado Ligure.

"In ballo ci sono i posti di lavoro diretti - conclude il segretario Cgil - quelli dell’indotto e della filiera e gli investimenti da compiere nel rispetto delle norme ambientali per ridare continuità all’occupazione in tutto il sito”

Il timore tra i sindacati è che l'azienda voglia in sostanza, così come sta facendo Piaggio, esternalizzare la maggior parte del lavoro.

Cresce dunque l’attesa per l’incontro fissato tra istituzioni e sindacati locali per il prossimo 23 maggio al Ministero dello Sviluppo Economico.

A sostegno dei lavoratori del sito vadese nei prossimi giorni verranno calendarizzate iniziative a partire da presidi e volantinaggi.

Cinzia Gatti

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