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Economia | 27 marzo 2020, 16:44

PD e Linea Condivsa: “Garantire i servizi territoriali di continutà assistenzale come avviene in molte regioni”

“Regione Liguria valuti cure domiciliari per chi presenta i primi sintomi per ridurre l'impatto della malattia”

PD e Linea Condivsa: “Garantire i servizi territoriali di continutà assistenzale come avviene in molte regioni”

“Avviare le attività territoriali attraverso unità speciali di continuità assistenziale come avviene in molte regioni italiane e come prescrive il decreto governativo e prevedere, come sta facendo l'Emilia Romagna, un sistema di cure domiciliari anche con assistenza farmacologica per i pazienti che presentano i primi sintomi della malattia”: lo chiedono i gruppi liguri del PD e di Linea Condivisa accogliendo, da una parte, l'appello lanciato dalla Cgil alla Giunta regionale e da Alisa, e dall'altra proponendo d’avviare anche in Liguria la sperimentazione iniziata a Bologna per combattere il covid-19 in anticipo.

“Gli ospedali liguri sono allo stremo – sottolineano i consiglieri regionali del PD e di Linea Condivisa – e per alleviare il loro carico di lavoro è necessario arrivare rapidamente alle unità speciali sul territorio attraverso la mobilitazione dei medici e degli infermieri necessari. Lo prevede il decreto del governo che fissa un'unità speciale ogni 50.000 abitanti, a Genova ne sono previste 14 ma al momento sono solo 2 quelle attive. La Liguria è in ritardo e solo così si spiega il sempre più forte disagio sia di chi è in isolamento e vorrebbe farsi il tampone o almeno gli esami ematici, sia di chi è malato e solo nella propria abitazione con l’apprensione ed impotenza dei familiari”.

“L'Emilia Romagna sta andando addirittura oltre sperimentando a Bologna anche una terapia farmacologica tesa a ridurre l’effetto del coronavirus. Oggi in Liguria, dove manca ancora un'adeguata fornitura di dpi che addirittura varia da un'Asl all'altra, chi è contagiato può contare solo su un'assistenza telefonica e viene curato direttamente solo quando la situazione clinica si aggrava ed è necessario il ricovero ospedaliero; bisogna invece intervenire e curare per tempo e a domicilio. Le risorse per fare tutto questo ci sono visto che si tratta d’interventi espressamente previsti dai decreti del governo”.

Redazione

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