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Economia | 15 luglio 2020, 07:03

Letizia Rocchi si racconta: ecco la sua autobiografia

Quando una donna scrive un’autobiografia, in genere, fa di sé un racconto esclusivamente intimista, incentrato sul suo mondo interiore di sentimenti e passioni debordanti. Letizia Rocchi con il suo “Cento grammi di pane nero” ha fatto una scelta differente

Letizia Rocchi si racconta: ecco la sua autobiografia

Quando una donna scrive un’autobiografia, in genere, fa di sé un racconto esclusivamente intimista, incentrato sul suo mondo interiore di sentimenti e passioni debordanti. Letizia Rocchi con il suo “Cento grammi di pane nero” ha fatto una scelta differente: la sua storia di infante e giovane donna si dipana nella sua autobiografia nell’intreccio con i fatti storici accaduti tra i primi anni ‘30 e il secondo dopoguerra.


Quello che ne è venuto fuori è un racconto lucido e autentico, intriso di ricordi vividi che permettono di rivivere da vicino uno spaccato di vita originale e che altrimenti sarebbe andato perduto: le vicende di una vera famiglia romana alle prese con le difficoltà di crescere 5 figli nella Roma fascista del ventennio mussoliniano.


Letizia Rocchi, nata a Roma nel 1927, è una scrittrice per passione, senza un grande passato letterario alle spalle, ma nonostante ciò in questo libro è riuscita a mettere d’accordo il pubblico e la critica grazie a un perfetto equilibrio tra la narrazione dei fatti storici e della sua vicenda personale, raccontata in modo coinvolgente, ma sempre senza indulgere a inutili sentimentalismi.

Un racconto di pane, gioia e sofferenza

“C’era una volta un pane”, è questo l’incipit di un capitolo di Letizia, ed è proprio intorno al pane che ruota tutta la vicenda della sua vita, fatta di cose semplici, come quelle che poteva vivere una bambina, poi adolescente e infine giovane donna nella roma di quasi 100 anni fa.


Il ricordo del pane, del suo profumo, del suo odore e del suo sapore, è un po’ il filo conduttore di tutta la vicenza. Dopotutto il pane è simbolo di famiglia, è il simbolo del cibo che ogni giorno sfamava lei, suo fratello e le sue sorelline. La sacralità che circondava il pane viene a più riprese ricordata nel libro, come quando, caduto in terra, lo si raccoglieva per baciarlo, tanta era la sua importanza.


E come sottovalutare poi, l’importanza del pane in un periodo come la guerra? Letizia l’ha vissuta proprio a Roma, proprio nei momenti peggiori quando quell’alimento alla base della dieta quotidiana rischiava di scarseggiare o quando rappresentava l’unico sollievo dalla fame, accompagnato spesso solo dall’acqua.

L’uscita del libro e la presentazione

Già arrivato tra le mani di molti lettori e figure professionali del mondo letterario “Cento grammi di pane nero, il dolce e l’amaro del pane e dei ricordi”, verrà presto presentato ufficialmente il 17 Luglio a Vallerano (VT) in P.zza dell’Oratorio, alle ore 18:30.

Chi lo ha già letto si è espresso molto positivamente, in quanto pare che l’autrice sia riuscita a condensare nelle pagine della sua prima vera opera qualcosa di veramente originale in grado di suscitare emozioni e ricordi nei lettori, senza risultare mai banale.


Dopotutto, Letizia Rocchi, anziana e ormai giunta all’età di 93 anni, non ha mai smesso di stupire. Durante la sua vita, sebbene abbia dovuto rinunciare alle sue velleità artistiche per dedicarsi alla famiglia e crescere i suoi figli, non ha mai del tutto abbandonato la passione per la scultura, la pittura e ovviamente la scrittura, arte che coltiva ancora desso creando fiabe e racconti oltre al libro qui presentato.



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