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Attualità | 28 settembre 2020, 11:46

Servizio idrico integrato, Dacquino (sindaco Borgio Verezzi): "La scelta del gestore unico non giustifica ulteriori ritardi"

Il primo cittadino si esprime al termine della stagione estiva: tra gli argomenti affrontati anche il collegamento al depuratore di Borghetto Santo Spirito, la situazione economica e le prospettive a medio termine

Servizio idrico integrato, Dacquino (sindaco Borgio Verezzi): "La scelta del gestore unico non giustifica ulteriori ritardi"

Renato Dacquino, sindaco di Borgio Verezzi, ha voluto esprimere il proprio pensiero relativamente al servizio idrico. Una riflessione che giunge al termine della stagione estiva:

Avere il mare pulito lungo tutta la costa (non solo davanti al proprio paese) e un servizio idrico integrato produttivo (che si autofinanzi e offra qualità) è obiettivo comune" spiega Dacquino. 

"Il nostro territorio è molto legato al turismo e ha bisogno di fondamentali sempre al meglio. Il nuovo sistema di gestione del servizio idrico integrato è basato sul full recovery cost, la normativa è in evoluzione e comune in tanti settori (es: rifiuti), gli utenti pagano per il servizio e con i relativi ricavi i gestori devono garantire il mantenimento della struttura e fare fronte agli investimenti. Indispensabile avere a tutti i livelli competenze adeguate e responsabilità sociale. La scelta della gestione pubblica fa in modo che il margine del gestore, il profitto, venga totalmente reinvestito sul nostro territorio. Non è più previsto alcun contributo da parte dello Stato e neppure da parte di altri enti e/o dall’Unione Europea. Questo cambiamento ha avuto e ha importanti effetti, ci sono state e ci sono difficoltà (concetti come responsabilizzazione, produttività ‘efficacia più efficienza’, autofinanziamento e qualità non sempre fanno parte di un patrimonio comune e condiviso); questa scelta per essere pienamente realizzata ha bisogno di una organizzazione eccellente. Il pieno e solidale sostegno di tutti gli azionisti (i Comuni soci in base alle diverse quote azionarie possedute) è indispensabile”.

La situazione attuale, il mare ‘tra percezione e fatti concreti’. Basta ricordare se ci sono stati divieti di balneazione emessi negli ultimi anni e dove – continua Dacquino - Il nostro Comune ha un impianto di depurazione fin dagli anni ottanta. La crescita della popolazione nei periodi estivi, ed il tempo trascorso, hanno portato negli anni alla necessità di investire somme per il mantenimento e potenziamento del nostro impianto che oggi svolge ancora bene il suo lavoro. Tante le attenzioni e gli interventi fatti, una sola importante criticità si è verificata nella primavera del 2019 per i danni derivati allo scarico a mare dovuti alla fortissima mareggiata dell’ottobre 2018. Un evento esterno imprevedibile e di una potenza inimmaginabile. Quindi in nove anni, a Borgio Verezzi, un unico divieto di balneazione di pochi giorni e su un tratto limitato della spiaggia. Chi vuole può ampliare la visione su tutta la costa e nel tempo. Quest’estate abbiamo avuto un mare splendido che cittadini e turisti hanno potuto godere. Positività anche per l’approvvigionamento idrico; piccoli e limitati i disservizi (comprensibili durante il periodo di massimo picco di presenze visto lo stress a cui sono sottoposti reti ed impianti). Ogni caso critico per gli interessati ovviamente è il problema e come tale va affrontato, ma una visione d’insieme certifica in generale una buona situazione. Ovviamente su tutta la rete deve essere sempre alta l’attenzione e i miglioramenti vanno fatti. Resta che stiamo attendendo il fondamentale collegamento al nuovo e moderno impianto comprensoriale di Borghetto Santo Spirito, non solo per prevenire danni derivanti da eventi atmosferici che sono sempre più diffusi e forti, ma soprattutto per consentire un migliore ed efficiente trattamento dei reflui con i moderni sistemi di ultrafiltrazione a membrane”.

Tra i Comuni soci di Servizi Ambientali oggi sono completamente collegati Ceriale, Borghetto, Loano, Toirano, Balestrino, Boissano; mentre la Val Maremola, pur allacciata, necessita ancora di un potenziamento della linea di collegamento per far fronte al carico di reflui nei periodi di maggior picco. Resta il cosiddetto ultimo miglio per collegare anche Borgio Verezzi, circa 700 metri di tubazione dal confine del nostro paese sino all’impianto di Pietra Ligure in via Crispi, dopo che negli anni scorsi sono già state realizzate alcune opere prodromiche tra cui la nuova stazione di sollevamento. Questa è e deve essere la priorità di tutti (Comuni soci in particolare). Chiaro che non basta avere tutto in regola ed a posto. Serve che lo stesso venga fatto dai Comuni limitrofi, sia verso il Savonese dove tutti i Comuni sono collegati all’impianto comprensoriale di Savona, sia verso l’albenganese, dove sono stati completati i lavori di collegamento all’impianto di Borghetto Santo Spirito del Comune di Albenga ( bene ricordare la motivazione a sostegno di questa accelerazione legata all’infrazione comunitaria) e sia ad Alassio dove è stato realizzato un impianto di pre trattamento. Tutto questo va pienamente concretizzato per il futuro del nostro mare e del nostro turismo. Ma molte opere devono essere ancora effettuate ed importanti investimenti servono per raggiungere la totale depurazione. Evidenzio anche che la totale depurazione del territorio non è, ne sarà, garanzia di assenza di problemi; guardando le statistiche di Arpal negli anni, si rileva che in molte aree da tempo depurate vi sono stati divieti di balneazione dovuti a cause esterne (fiumi, scarichi abusivi, barche?) a volte sconosciute. Questo ci deve far riflettere e vigilare perché i pericoli per il nostro mare sono molti e dobbiamo difenderlo”.

I Comuni padri fondatori sono collegati; altri, tra cui noi, aspettano – continua il primo cittadino borgese - Non è giusto. Mesi fa è stato fatto, e presentato ai media, un quadro significativo del ruolo e del contributo giocato da tutte le parti in causa. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, non può penalizzare i colleghi e i cittadini delle varie comunità. I nostri diritti vanno rispettati, siamo soci di Servizi Ambientali SpA da più di dieci anni, abbiamo investito nel progetto del gestore unico pubblico, siamo un comune virtuoso che ha sempre versato tutto quanto dovuto, i nostri cittadini pagano regolarmente le bollette. Visti tutti gli accadimenti intercorsi nel tempo abbiamo pazientato, ci siamo organizzati ed abbiamo collaborato. Oggi chiediamo, ancora una volta, di poter vedere i risultati dei nostri sacrifici con il completamento del collegamento del nostro Comune al depuratore di Borghetto Santo Spirito. Negli anni ognuno ha fatto il suo percorso, parlare dopo un decennio di problemi insormontabili non ha senso; guardiamo i fatti: chi è collegato e chi no, chi e cosa ha avuto negli anni, chi ha situazioni economiche da sistemare, chi è a credito. Bene sistemare (sia come comuni che come cittadini) le proprie questioni con il gestore del servizio idrico e, recuperate le risorse, completare le opere. Non c’è il meglio o il furbo, siamo tutti sicuramente in buona fede e per questo esigiamo che tutti facciano il loro dovere”.

Strutture attuali e da fare per dare servizi adeguati (vasche da ampliare, collegamenti...): lasciamo pure ai tecnici le spiegazioni tecniche, ma le scelte di fondo vanno fatte e i tecnici vanno messi in condizione di operare. Una preoccupazione che capita spesso di sentire è sulla capacità dell’impianto di Borghetto Santo Spirito di reggere il carico di lavoro proveniente da tutti i comuni collegati oggi e domani. Già quest’estate, con presenze in molti periodi ben superiori alle medie degli anni passati, si sono raggiunte punte di portate di reflui mai rilevate in precedenza. Nonostante questo l’impianto sembra che abbia retto e funzionato ottimamente. Questo è dovuto agli investimenti che si continuano a fare per il miglioramento dello stesso. Per gestire il carico in arrivo dal Comune di Albenga sono previsti ulteriori interventi che non andranno a modificare la struttura né l’area interessata dall’impianto di depurazione; nessun ulteriore impatto sul territorio. Sono stati fatti studi adeguati, l’evoluzione tecnologica degli ultimi anni consentirà di raggiungere risultati in precedenza impensabili con i sistemi di depurazione tradizionale”.

Un pensiero poi alla situazione economica e alle prospettive a medio termine:

Il tasto dolente è sempre rappresentato dalle risorse limitate – aggiunge Dacquino - Inutile qui ricordare quando, dove e come sono state impiegate ad oggi: l’argomento è stato oggetto di forte dibattito tra i Comuni. Oggi ognuno, come detto, deve sistemare la propria situazione con il gestore; solo così sarà possibile far fronte agli investimenti con il ricavato delle bollette. Il costo dell’acqua, bene prezioso, va spiegato, bisogna sapere che oggi stiamo pagando scelte passate di contenimento dei costi (comunque sopportati con altre risorse comunali che oggi non ci sono più), mancati interventi sulle reti (di cui vediamo gli effetti negativi oggi) e l’assenza di una sola tariffa sul nostro territorio provinciale (evidenti i vuoti economici). Ci sono comuni dove vengono versate tariffe irrisorie per il servizio ed altri che hanno già dei valori a regime. La crisi economica in atto, aggravata dall’attuale emergenza pandemica, ha reso più difficile per molti utenti il far fronte al pagamento delle bollette, generando una crisi di liquidità per il gestore del servizio che può fare affidamento solo queste risorse. Questo va capito e dove ci sono reali difficoltà queste vanno aiutate; tutto il resto invece va affrontato con pragmatismo, le risorse dovute vanno versate”.

I problemi economici sono affiancati a quelli organizzativi e gestionali. Evidente che una società eccellente ha risorse adeguate e pianifica con chiarezza e credibilità gli interventi necessari; qui da una parte assistiamo a continui adeguamenti organizzativi, dall’altra rileviamo carenza di risorse economiche e umane. Nel mezzo l’assenza di un piano chiaro che risponda sulle esigenze (con tempi certi e modalità operative realistiche) dei Comuni della Val Maremola e di Borgio Verezzi. La scelta fatta in passato di avere un gestore unico del servizio idrico integrato in una realtà molto frammentata come la nostra non giustifica ulteriori ritardi. Il nostro territorio (ha 43 comuni, alcuni gestiti da soggetti privati, IRETI e Acquedotto San Lazzaro, altri con le proprie società partecipate, altri ancora con gestioni in economia) deve riuscire ad unificare tutto sotto un’unica insegna, ottimizzando le risorse umane e tecniche raggiungendo migliori economie di scala. Questo processo di aggregazione che è in corso dal 2015, nonostante alcuni improvvisi stop dovuti a molti fattori esterni, politici ed industriali, sta andando avanti faticosamente, risulta indispensabile accelerare la sua progressione per avere la forza, anche economica, di affrontare le prossime sfide per avere infrastrutture non solo complete ma di qualità ed eccellenza. Solo con un comune e forte approccio globale, lasciando indietro orientamenti locali e visioni a breve; solo collaborando concretamente si potranno raggiungere gli obiettivi del mare pulito su tutta la costa e di un servizio idrico integrato produttivo (che si paga da solo) e di qualità”.

In chiusura, una riflessione su chi è oggi il riferimento operativo per gli utenti:

Utile ricordare ai Cittadini che oggi i Comuni non sono più il riferimento operativo per la gestione del servizio idrico integrato – conclude il sindaco di Borgio Verezzi - Infatti come da convenzione con l’Ente di Governo dell’Ambito Centro Ovest 1 (la Provincia di Savona) cui apparteniamo, il gestore del servizio idrico integrato al quale i cittadini devono rivolgersi per ogni problema operativo o commerciale (dal guasto alla fatturazione) è la Società consortile Acque Pubbliche Savonesi, il cui braccio operativo, per il nostro territorio, è la Servizi Ambientali spa. Naturalmente ogni amministrazione locale indirizza, vigila e deve vigilare su tutto il ciclo dei servizi”.

redazione

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