Don Giovanni Ferrando, ora mons. Ferrando, celebra i 50 anni di vita dedicata alla religione. Un personaggio che ha fatto parlare di sé per il suo carattere estroverso, dimostrato specialmente durante il periodo sacerdotale svolto nell'Albenganese
Dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1970, il primo incarico è stato quello di viceparroco per 9 mesi in Ovada. Dopo si trasferì in Abruzzo, a Lanciano, come vicerettore del seminario minore arcivescovile per due anni.. Richiamato alle armi, gli viene affidato il compito di cappellano militare al Car di Chieti e poi presso i Carabinieri Seguirono i trasferimenti prima alla scuola A. U. C. di Ascoli Piceno, poi a Cagliari in Polizia e , (sempre presso la Polizia), a Torino , terminando il suo peregrinare presso la NATO a Oderzo: in tutto 12 anni e 8 mesi. Il suo compagno di seminario Mario Oliveri divenne vescovo di Albenga nel 1990 e lo chiamò a sè , iniziando ad Albenga come cappellano dell'ospedale e subito dopo, con la morte di don Laureri, a Ligo e Marmoreo. Resse anche la parrocchia di Garlenda e, all'età di 75 anni andò in pensione, ritirandosi a vita privata nel suo paese, Rocca Grimalda, dove possiede un palazzo che sembra un vescovado.
Ad una conferenza del prof. Meluzzi (il famoso psichiatra, presenzialista in molte rubriche tv, vescovo ortodosso), don Ferrando conobbe l'Avv. Giusio ,anche questi vescovo ortodosso come Meluzzi, che gli propose di andare con "Loro" facendolo di conseguenza consacrare vescovo ortodosso dato che era già da 38 anni archimandrita onorario della chiesa Ortodossa Slava.
Fu nominato vescovo il 30 ottobre 2019, dopo l'ordinazione del 26 luglio scorso. Vive a Rocca Grimalda nel suo palazzo di tre piani e ha giurisdizione sulla provincia di Alessandria, Savona, Imperia e sul Principato di Seborga. Ha un solo sacerdote. E celebra quotidianamente in rito Ambrosiano nella sua cappella nel suo palazzo, dove fu ordinato Vescovo ortodosso con mons. Martin, vescovo di Monaco e Ventimiglia.
A don Ferrando, stanno giungendo numerosi messaggi di auguri, anche da qualcuno che è stato suo detrattore.
















