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Politica | 27 gennaio 2021, 19:05

“Lettera ai Soccorritori di Lampedusa”, Sciuto e Canesi (FdI) ringraziano gli operatori in uniforme impegnati sull’isola

"Non possiamo che ammirare, sperando di non cadere nella retorica, il vostro disciplinato senso del dovere messo al servizio di valori assoluti quali la solidarietà e l’altruismo anteposti a tutto"

“Lettera ai Soccorritori di Lampedusa”, Sciuto e Canesi (FdI) ringraziano gli operatori in uniforme impegnati sull’isola

Alfio Sciuto e Fabio Canesi, responsabili regionali in Liguria di “Fratelli d’Italia” per i rapporti rispettivamente con le FF.OO - VV.FF, e con le FF.AA, con la presente intendono esprimere agli operatori in uniforme dislocati sull’isola di Lampedusa, vicinanza e vivo ringraziamento per l’impegno profuso, in un contesto lavorativo a dir poco critico, continuamente emergenziale ed estraneo alla altrettanto preoccupante attualità politica.

"Dai nostri lontani e rassicuranti focolai domestici, riusciamo a malapena ad immaginare il disagio ambientale, ancor più aggravato da uno scenario pandemico noto ormai da tempo, e tentiamo di avvicinarci il più possibile a comprendere lo sforzo senza sosta nel soccorrere in mare, e poi sulla terraferma, la costante 'carovana' multietnica di esseri umani - scrivono Sciuto e Canesi - Non possiamo che ammirare, sperando di non cadere nella retorica, il vostro disciplinato senso del dovere messo al servizio di valori assoluti quali la solidarietà e l’altruismo anteposti a tutto. La Comunità Internazionale assiste di continuo al forte senso di umanità espresso dalle uniformi italiane e sappiamo bene, avendolo dimostrato in questi lunghi e difficili anni, che il vostro immisurabile coraggio e professionalità, sono la risposta più semplice e tipicamente italiana alle tante inutili ed inefficaci polemiche politiche".

"Considerato ciò e parimenti la legittima aspettativa dei lampedusani di tornare ad una vita normale e godere nuovamente, di diritto, del paradiso sul quale hanno avuto la fortuna di nascere, deturpato e defraudato della sua ricchezza, rivolgiamo una riflessione verso quel che rimane degli attuali amministratori dello Stato, chiedendoci per quanto tempo ancora dovremo subire la reiterata inadeguatezza di scelte politiche o meglio, non scelte politiche, che sembrano appartenere più alla logica del banale 'tirare a campare' - proseguono gli esponenti di FdI - Si consumano e si intrecciano fatalmente a Lampedusa, in ogni suo aspetto tanto drammatico quanto paradossale, l’inettitudine politica, l’opportunismo cinico degli scafisti, la disperazione dei clandestini, la fame di avventura di chi non ha nulla da perdere, la pandemia inesorabile, i riflettori ideali per quei dubbi profeti di salvezza in cerca di popolarità. Una macedonia indigesta anche per i più saggi e pacati cittadini residenti o forze di soccorso che siano".

"Riflettiamo e ci chiediamo ancora a quale livello di sopportazione e pericolosità dovranno ancora esporsi, lampedusani in primis, chi lavora immerso in quello scenario che si guadagna immeritatamente il titolo di 'Girone Infernale'. Quanto tempo ancora si dovrà tollerare il dubbio umanitarismo di chi, con la sua 'provvidenziale' e puntuale presenza in mare, alimenta non solo i propositi di predatori abituati alla legge del più forte, ma anche le ingenue speranze di giovani mamme o padri che della Guinea ad esempio, senza alcun senso di protezione e senza alcun discernimento né senso del pericolo, trascinano scelleratamente con se, in mare aperto, a bordo di un improbabile gommone, un neonato di 6 mesi? Quanti altri piccoli Youssef dovrà ancora inghiottire il mare, e quante persone dovranno ancora scomparirvi nelle profondità, diventando pasto per pesci, prima che la politica italiana e le taxi-boat gratuite, battenti la bandiera di uno scontro politico retorico, si rendano conto dell’imperdonabile ed inaccettabile delirio immigrazionista di cui sono artefici e complici?".

"Per quanto si alimenterà ancora il sogno di un’Europa prospera, quest’appetibilissima motivazione a fuggire dalle proprie responsabilità ed avventurarsi scelleratamente anche in mezzo al mare, invece che rimanere nel proprio paese di origine, per quanto povero e problematico possa essere, e lottarci per i propri diritti? Quante giovani generazioni di sani e robusti ventenni, senza legittimità né invito, dovranno ancora prepotentemente passare la porta d’Europa come fosse l’ingresso gratuito di Disneyworld, portando con sé famelici e primitivi istinti? Le domande che ci poniamo pensando a Voi, in mezzo al fuoco incrociato di violente storie disperate, cinici opportunisti e di una politica sempre più agonizzante, son tante ed anche il pensiero è forte. E’ così che cerchiamo di non abituarci davanti ai servizi in tv, che cerchiamo di non accettare per normale questo triste spettacolo di vita miserevole, pensiamo a quanto sia straordinaria la vostra motivazione ed essenziale, fondamentale, ed imprescindibile il Vostro impegno su quell’isola. Quell’isola meravigliosa dell’arcipelago delle Pelagie, Lampedusa, dove un giorno torneremo a parlare solo delle sue spiagge, delle sue tartarughe, della casa di Modugno, della sua buonissima cucina mediterranea e dei suoi eccezionali abitanti dall’animo smisurato" concludono infine Sciuto e Canesi.

redazione

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