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Attualità | 11 dicembre 2025, 19:29

Acqua salata ad Andora, le reazioni al blitz: Rivieracqua e San Lazzaro collaborano, il sindaco “La verità è necessaria”

Il primo cittadino andorese Mauro Demichelis: “Il disservizio patito, due anni fa, per due stagioni estive consecutive, è stato enorme”

Immagine di archivio del sindaco di Andora Mauro Demichelis

Immagine di archivio del sindaco di Andora Mauro Demichelis

“Con riferimento ai controlli effettuati questa mattina dalla Guardia di Finanza presso Rivieracqua, la società sottolinea di aver pienamente e attivamente collaborato fornendo la documentazione richiesta. L’azienda conferma la propria collaborazione e disponibilità a cooperare con le autorità sui fatti”. Lo affermano i vertici di Rivieracqua in seguito al blitz della Guardia di Finanza nelle sedi di  San Lazzaro Spa e la stessa Rivieracqua Spa. 

Secondo le indagini preliminari, San Lazzaro Spa non avrebbe fornito correttamente l’acqua a Rivieracqua Spa, erogando acqua non potabile, sottraendo acqua tramite condotte abusive e comunicando dati non veritieri alle autorità regionali. A sua volta, Rivieracqua Spa non avrebbe garantito un servizio idrico adeguato alla popolazione durante la carenza d’acqua, causando disservizi e impedendo l’uso dell’acqua per bere e cucinare, con gravi disagi per i cittadini.

Dal fronte San Lazzaro, l’avvocato Franco Vazio, per conto dell’ingegnere Camillo Enrile e del geometra Gianni Monticelli, afferma: “L' Ing. Camillo Enrile e il Geom. Gianni Monticelli, rispettivamente presidente del Consiglio di amministrazione e amministratore delegato di Acquedotto San Lazzaro, ritengono di aver agito sempre con correttezza e nel rispetto della legge. Acquedotto San Lazzaro – prosegue - sin da subito, ha offerto agli inquirenti la massima collaborazione nell'acquisizione di documenti e informazioni, proprio perché convita del suo legittimo operato. Una volta presa piena conoscenza degli atti, avremo certamente modo di spiegare e dimostrare agli organi inquirenti che San Lazzaro, l’Ing. Enrile e il Geom. Monticelli non abbiano infranto le norme che oggi vengono contestate. Si tratta di contestazioni articolate e come tali complesse per essere spiegate in poche parole; quindi se da un lato ribadiamo il massimo rispetto per il lavoro svolto dalla magistratura, dall'altro siamo convinti che avremo modo di articolare risposte puntuali e precise su ogni possibile contestazione”, conclude l’avvocato Vazio. 

Duro e al tempo stesso prudente il commento del sindaco Mauro Demichelis: “Attendiamo l’esito delle indagini da parte della Procura della Repubblica. L’accertamento della verità in merito alla gestione della carenza idrica di Andora, con l’erogazione dell’acqua salata, è dovuto ai cittadini, ai turisti, alle attività economiche e turistiche che hanno subito gravi danni economici. Ora Andora non ha problemi, ci sono le condotte di collegamento al nuovo acquedotto del Roja, l’acqua non manca nei pozzi, ma il disservizio patito, due anni fa, per due stagioni estive consecutive, è stato enorme: sia dal punto di vista della vita quotidiana che per l’immagine di Andora e dell’Amministrazione”.

“Credo che l’accertamento della verità sia necessario per tutelare tutte le parti in causa – prosegue Demichelis -.  Il Comune stesso aveva presentato un esposto in Procura, ma vorrei anche ricordare il lavoro svolto da Assoutenti, dal Comitato Acqua di Andora e dalla associazione Onda Ligure Consumo e Ambiente, con le quali l’Amministrazione dialoga da tempo e ha anche concesso spazi per una più efficace informazione, tutela e aiuto a quei cittadini che richiedono il risarcimento dei danni o che non vogliono pagare le bollette per il periodo in cui il gestore ha erogato acqua salata”.

Poi la considerazione più pesante:
“Se alla crisi idrica mal gestita si dovesse aggiungere una sottrazione della poca acqua dolce disponibile, la situazione sarebbe ancora più sconfortante”.

Redazione

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