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Attualità | 03 marzo 2021, 18:00

Sulle vicende di Peagna replica Cooperarci: "Accusati ingiustamente di mostruosità inumane, anche noi chiediamo rispetto"

La cooperativa savonese replica in merito alla gestione del centro di accoglienza nella frazione di Ceriale

Nelle prime due foto: i pasti rifiutati, nelle ultime due i pasti confezionati in uscita

Nelle prime due foto: i pasti rifiutati, nelle ultime due i pasti confezionati in uscita

In merito allo sciopero della fame attivato dai 40 ospiti presenti nel Centro d'Accoglienza Santa Maria Bel Fiore di Peagna, frazione di Ceriale, Cooperarci replica quanto segue:

"Apprendiamo per mezzo stampa, di pesanti accuse rivolte alla Cooperaci, in qualità di Ente gestore del centro collettivo di accoglienza di Peagna, rivolteci da parte degli ospiti del centro e da esponenti del coordinamento antifascista savonese. Ci preme sottolineare che la Cooperarci ha già provveduto ad avviare le azioni opportune, tramite il patrocinio di uno studio legale, per tutelare la professionalità della cooperativa e degli operatori.

Ciò premesso cerchiamo di fare chiarezza sulle questioni che ci vengono contestate: In data 23/02/2021, dopo aver dato comunicazione agli organi competenti, abbiamo iniziato a veicolare i pasti ai beneficiari della struttura di Peagna da una cucina accreditata che ci fornisce l'intera giornata alimentare. Tutti gli utenti erano già stati informati del cambiamento in data 06/02/2021 proprio per dar loro tempo e modo di abituarsi.

Dal 01/01/2021 abbiamo sottoscritto un accordo quadro con la Prefettura di Savona a seguito del bando pubblicato sul sito del Ministero (tra l'altro aperto a tutti — essendo appunto un bando pubblico) il 24/06/2020. Il capitolato di gara prevede che, per i Centri Collettivi, i pasti vengano: O preparati in struttura da personale qualificato in possesso dell'idoneità all'attività di ristorazione, O veicolato e trasportato in idonee vaschette monoporzione a sigillatura ermetica da una cucina accreditata con le già esposte qualifiche. In un modo o nell'altro comunque gli utenti non potrebbero più accedere alle cucine.

A seguito di questa premessa vogliamo semplicemente ribadire che tutto è comprovato da bolle, fatture, registri erogazione firmati dagli stessi utenti e da foto che avremmo preferito non dover mostrare. In data 01/03/2021, gli operatori in struttura hanno partecipato ad una riunione organizzata da una rappresentanza di beneficiari, un giornalista e una rappresentante dell'associazione, riunione che era stata organizzata all' interno della struttura, e quindi in proprietà privata, senza nessun preavviso e senza alcuna autorizzazione, da parte dei responsabile del centro, che avrebbe dovuto consentire l'ingresso in struttura da parte di persone esterne. A quel punto gli operatori presenti hanno ritenuto necessario partecipare, visti i toni molto aggressivi sia verbali che fisici di alcuni beneficiari: un utente ha lanciato letteralmente una scatola di fagioli addosso a un operatore. Venendo alle questioni che ci vengono contestate proviamo a rispondere punto per punto: 

"è stata eliminata la colazione"... La colazione è un pasto essenziale e, non solo non sarebbe umano privare chiunque a prescindere del colore della pelle ,ma come già più volte ribadito abbiamo tutte le bolle di consegna delle stesse. La colazione è organizzata con la distribuzione della stessa da parte degli operatori periodicamente, come è stato anche comunicato tramite circolare appesa in bacheca, che purtroppo è stata strappata dai beneficiari più volte riappesa dagli operatori. 

Continuiamo... "un unico pasto al giorno" abbiamo tutte le bolle di consegna a prova che vengono erogati 2 pasti al giorno entrambi contenenti primo e secondo. La scelta del menù è differente per il semplice motivo che le abitudini alimentari sono differenti e abbiamo optato per seguire la linea che richiedevano gli stessi beneficiari quando facevano la lista per le derrate alimentari. Se vogliono cambiare menù siamo assolutamente a disposizione a fare le modifiche che preferiscono e glielo abbiamo più volte comunicato. 

"Come si conserveranno i pasti dal mattino alla sera senza accesso a un frigo?" in struttura c'è un frigo ogni 3 beneficiari. Direi che non serve aggiungere altro su questo punto.

"Due soli microonde" questo è vero e ci siamo resi disponibili a implementare il numero se necessario ma continuando con le accuse che ci sono state mosse: "poi scesi a uno", sono scesi a uno per il semplice motivo che l'altro è stato rubato. Ci siamo già recati c/o la stazione dei carabinieri e ci hanno dato appuntamento il 04/03/2021 per sporgere formale denuncia...verso ignoti ovviamente. 

"Negli ultimi 4 mesi vi è stata una drastica riduzione del cibo consegnato" ... il cibo è stato ridotto in base al numero di ospiti che sono usciti durante il periodo; inoltre più di una volta gli operatori hanno trovato alcuni ospiti del centro con borsoni pieni di derrate alimentari che passavano ai loro amici fuori dal cancello.

Ovviamente è sempre stato segnalato tutto tramite comunicazioni ufficiali agli organi competenti. "Soppressione graduale del pane e dello frutta"... ribadiamo quanto riferito in merito all' erogazione delle colazioni. 

"i beneficiari devono acquistare di tasca loro coperte e lenzuolo e non viene nemmeno fornito il kit dei prodotti igienici come bagnoschiuma, shampoo, spazzolino e dentifricio": premesso che di tutto abbiamo il registro erogazione controfirmato per ricezione dai beneficiari; inoltre tutti gli effetti letterecci vengono consegnati a richiesta e per quando riguarda il kit igienico vi è un erogazione costante e mensile a tutta la comunità. 

"Mancato accesso o cure mediche e odontoiatriche... Un ragazzo si è estratto un dente in autonomia per il male." leggendo accuse e diffamazioni di questa portata rimaniamo veramente sconcertati. Ogni ragazzo è iscritto al sistema sanitario nazionale e ha il suo medico curante; ogni ragazzo ha la sua cartella medica costantemente aggiornata; ogni ragazzo riceve farmaci necessari e visite specialistiche dietro, ovviamente prescrizione medica; il tutto con registri erogazioni sempre controfirmati. 

"l beneficiari sono costretti a ricorrere al loro pocket-money per comprare beni di prima necessità come abbigliamento, scarpe, ricariche telefoniche e accessori per la camera" come accessori per la camera non capiamo sinceramente a cosa si riferiscano mentre per quanto concerne il kit di primo ingresso (vestiario e scheda telefonica) viene erogato, come da definizione e come da capitolato, al primo ingresso. 

Concludendo non intendiamo assolutamente dire che non ci possano essere criticità dovute alla gestione di un servizio così complesso, amplificate anche dalla situazione pandemica, ma come qualunque altra realtà odierna. Siamo disponibili, come sempre, ad affrontare problemi e cercare di risolverli, ma senza minacce, violenza o atti intimidatori e denigratori nei confronti della Cooperarci e degli operatori operanti nel servizio, che svolgono ogni giorno il proprio lavoro garantendo a tutti i beneficiari tutti i loro diritti e anche però cercando di far rispettare le regole della Struttura. Perché di regole si tratta: non di "sfruttamento, schiavismo o ghettismo".

Queste sono accuse molto gravi e assolutamente non appartenenti alla Cooperarci che da anni lavora con serietà e professionalità nell'ambito dell' accoglienza.

Queste accuse sono puramente strumentali. Non si può solo dire vogliamo e dovete... dove possiamo provvediamo molto volentieri; ma dove ci sono delle regole e delle normative si devono seguire. 

Alla presente si ad allegano 2 tipi di foto: le prime 2 inerenti ai pasti pronti per l'uscita; le altre, scattate tutti i giorni dal 23/02/2021 che documentano la quantità di cibo buttata e sprecata. 

Concludendo la Cooperarci si confronterà, da subito, con gli organi competenti per dimostrare la professionale e corretta erogazione del servizio. Non accettiamo accuse infondate e strumentali che sono solo finalizzate a screditare il lavoro della Cooperativa e degli operatori per ottenere qualcosa che la Cooperativa non può erogare, come l'auto preparazione dei pasti da parte dei beneficiari. La modalità di erogazione pasti utilizzata viene fatta a tutela e nel rispetto delle norme oltre che delle persone ospitate. Perché alla fine è di rispetto che tutti parlano. Ma il rispetto deve essere reciproco". 

Comunicato stampa

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