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Cronaca | 19 luglio 2021, 10:09

Pregiudicati, giocatori seriali, finti nullatenenti e condannati per mafia: ecco i "furbetti del reddito di cittadinanza del savonese"

Oltre 325 mila euro l'ammontare delle percezioni indebite verificate dalla Guardia di Finanza tra Savona, l'albenganese e Cairo

Pregiudicati, giocatori seriali, finti nullatenenti e condannati per mafia: ecco i "furbetti del reddito di cittadinanza del savonese"

C'è chi possiede diversi immobili senza averli segnalati correttamente presentando la domanda, chi a suo nome ha intestati diversi conti per il gioco d'azzardo online, chi sulla propria testa ha condanne recenti per diversi reati, tra i quali alcuni di mafia, entro i tempi in cui non è permesso ricevere sussidi.

Sono questi i "furbetti del reddito di cittadinanza" smascherati nelle ultime settimane dai militari del Comando Provinciale di Savona della Guardia di Finanza, in collaborazione con l'Inps, nella lotta di contrasto all’indebita percezione della misura di sostegno al reddito per un ammontare complessivo di circa oltre 325 mila euro di fondi statali erogati.

In particolare, la Compagnia di Savona ha individuato 6 persone che avevano prospettato nelle domande per accedere a tale misura una situazione patrimoniale familiare di sostanziale indigenza, pur essendo in realtà titolari di conti per il gioco d'azzardo online attivi e sfruttati regolarmente.

E' di circa 80mila euro la cifra rintracciata dagli uomini delle Fiamme Gialle, soldi utilizzati per "alimentare" i propri conti gioco, mediante ricariche di denaro in contanti o bonifici-giroconti direttamente dai propri conti correnti personali o da carte di credito ricaricabili, coi quali nel complesso sarebbero arrivate vincite per circa 600mila euro di vincite, utilizzando fonti di reddito per il gioco evidentemente occultate al fisco. Tali irregolarità sono state segnalate all’INPS, per la revoca del beneficio economico in questione.

Sempre la Compagnia di Savona ha poi individuato un 65enne di Garessio e due 59enni, uno di origine siciliana e l’altro della provincia di Reggio Calabria, residenti a Savona, che percepivano il Reddito di Cittadinanza pur essendo gravati da diversi precedenti penali e sottoposti a misure cautelari personali da meno di dieci anni rispetto alla data di presentazione della domanda del sussidio pubblico.

Sulle loro spalle gravavano condanne in via definitiva per gravi reati, tra cui evasione e sequestro di persona, associazione a delinquere di stampo mafioso, nonché traffico di sostanze stupefacenti. Uno di questi era riuscito finora ad ottenere circa 8 mila euro in 16 mensilità, un altro ne aveva ricevuto oltre 12 mila euro in 25 mesi mentre il terzo era riuscito a beneficiare indebitamente di oltre 3 mila euro in 8 mensilità.

La Compagnia di Albenga ha poi individuato un 83enne della provincia di Reggio Calabria, residente a Borghetto Santo Spirito che aveva omesso di indicare nell’istanza per ottenere il sussidio informazioni sugli immobili posseduti e sulla reale composizione del proprio nucleo familiare. L’uomo aveva addirittura presentato la domanda mentre si trovava agli arresti domiciliari per il reato di associazione di tipo mafioso, condizione che avrebbe dovuto precluderne l’accesso. Ciò nonostante, tra giugno 2019 e gennaio 2020, l’anziano era riuscito ad ottenere oltre 2 mila euro.

Lo stesso Reparto del Corpo ingauno ha individuato un 63enne calabrese, residente nella città delle Torri, pluripregiudicato, oggetto nel tempo anche di misure di prevenzione di natura reale, che aveva omesso di indicare informazioni sugli immobili in possesso, percependo indebitamente l’erogazione del reddito di cittadinanza, tra ottobre 2020 e maggio 2021, per un ammontare complessivo di 4 mila euro.

Infine la Tenenza di Cairo Montenotte ha individuato un 68enne di Altare (SV) che percepiva il reddito di cittadinanza in mancanza dei presupposti necessari. Infatti è stato riscontrato che il soggetto aveva riportato condanna penale definitiva in materia di stupefacenti da meno di 10 anni della presentazione della domanda di beneficio economico. L’indebita percezione del contributo è stata quantificata in quasi 12 mila euro erogata in 24 mensilità tra maggio 2019 e maggio 2021.

Per tutti è scattata la segnalazione all’INPS per la revoca del beneficio ed il recupero delle somme indebitamente corrisposte.

Le pene previste per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza sono della reclusione da 2 a 6 anni per chiunque presenti dichiarazioni false oppure ometta informazioni dovute e da 1 a 3 anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito, del patrimonio nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della riduzione o revoca del beneficio.

L'attività di servizio testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza di Savona, in stretta collaborazione con l’INPS, nel contrasto agli illeciti perpetrati nel settore della spesa pubblica e mira a controllare il corretto impiego delle risorse pubbliche, assicurando che l’accesso ad agevolazioni o esenzioni avvenga a favore di coloro che ne hanno effettivamente diritto e bisogno.

Redazione

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