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Attualità | 27 ottobre 2021, 11:29

Il "Premio Mulino Fenicio" va a "Sogno di una notte di mezza estate"

Il riconoscimento è stato istituito dal comune di Borgio Verezzi e dall’avvocato Luca Finocchio Mapelli per la scenografia più geniale del Festival

Il "Premio Mulino Fenicio" va a "Sogno di una notte di mezza estate"

L’edizione inaugurale del "Premio Mulino Fenicio" è stata assegnata a “Sogno di una notte di mezza estate”, nella moderna versione di Jurij Ferrini con la sua giovane compagnia Progetto U.R.T., andata in scena il 10 e 11 agosto scorso in piazza Sant’Agostino.

Il premio è stato istituito dal comune di Borgio Verezzi e dall’avvocato Luca Finocchio Mapelli per dare un riconoscimento "alla scenografia più geniale del Festival, che si collochi fra tradizione e innovazione, da scegliere tra quelle degli spettacoli in prima nazionale".

Questa la motivazione: "aver saputo coniugare le origini, quando gli spettacoli venivano rappresentati a scena spoglia o con pochi arredi (e qui gli unici oggetti sul palco sono sedie i cui schienali sono contrassegnati ciascuno da una lettera dell’alfabeto e disposti in modo da comporre all’inizio la scritta “teatro povero“ e alla fine “povero teatro”), alla contemporaneità, utilizzando il fondale naturale della chiesa di Sant’Agostino che, con efficaci giochi di luci,  si trasforma di  volta in volta in bosco o in palazzo".

Già simbolo del premio Veretium, il Mulino Fenicio si erge sulla collina sovrastante borgata Crosa ed è uno dei tre rimasti integri in tutta Europa: mette insieme storia, unicità, bellezza, ingegnosità umana, ambiente ed energia pulita. È dunque un crogiolo di valori, e proprio per questo motivo è stato scelto come soggetto del premio, consistente quest’anno in un pregevole dipinto, opera dell’artista Mario Nebiolo. Il quadro sarà consegnato al regista e produttore Jurij Ferrini nella prossima estate, durante una delle rappresentazioni del 56.mo Festival di Borgio Verezzi.

Una menzione speciale è stata attribuita a “Amore scusa sono un po’ incinta”, di e con Marco Cavallaro, perché "con un sapiente utilizzo a vista di pannelli estraibili o mobili e un accorto uso delle luci, è riuscito creare tutti i luoghi differenti in cui si dipana la vicenda, dall’autorimessa al night club, dal pronto soccorso alla camera da letto, dalla farmacia al salotto di casa, dal bar alla panchina dei giardini pubblici".

Comunicato stampa

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