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Attualità | 23 novembre 2021, 13:04

Savona, inaugurata in Questura una stanza d'ascolto protetto per le vittime della violenza di genere (FOTO e VIDEO)

Questore Roatta: "Alcuni reati sono diminuiti, come il maltrattamento in famiglia e lo stalking, ma altri come le violenze sessuali hanno avuto un leggero incremento nel 2020"

Savona, inaugurata in Questura una stanza d'ascolto protetto per le vittime della violenza di genere (FOTO e VIDEO)

Una stanza d’ascolto protetto che sarà utilizzata per l’audizione delle vittime di violenza di genere.

Questa mattina nella Questura di Savona è stato tagliato il nastro dei locali realizzati nel rispetto delle linee guida emanate dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con l’obiettivo di fornire alla persona che deve presentare denuncia, un luogo dove si possa sentire maggiormente sicura, protetta ed a proprio agio. 

"Ci si è accorti che non era agevole per la persona vittima di violenza aprirsi in un asettico ufficio di polizia, abbiamo cercato di agevolare quindi l'apertura delle donne e dei minori cercando di allestire una stanza in maniera informale e anche familiare, in qualche modo più consono e confortevole in modo che spinga la persona fragile vittima o testimone di violenza ad aprirsi in maniera più schietta ed essere maggiormente protetta in un ambiente caldo e conforme" ha spiegato il Questore Giannina Roatta alla presenza di Luciano Pasquale, presidente della Fondazione De Mari che ha supportato il progetto, il giudice Fiorenza Giorgi, il Prefetto Antonio Cananà, il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri e il vescovo emerito Vittorio Lupi che ha benedetto la stanza insieme al Cappellano della Polizia don Ivan Cattaneo.

 

 

Si tratta di una struttura consistente in un’aula di ascolto ed una diversa stanza ad essa collegata, una sorta di control room, dotata di avanzate tecnologie che permettono la registrazione video e audio del colloquio tra la vittima ed il personale operante, che consente ai minori o a vittime e spettatori di reati – per esempio, donne vittime di stalking – di poter fornire testimonianza in un ambiente protetto e confortevole in presenza di personale specializzato che garantirà il necessario supporto, nel pieno rispetto della privacy.

“Il nome della stanza, Girasole, mi fa piacere ricordarlo, è stato suggerito da una donna, che chiameremo Maria, che è stata vittima di violenza da parte del compagno; è un fiore simbolicamente importante, dal portamento regale su un fusto ben eretto che simboleggia l’esaltazione della vita, un fiore che cerca e segue il sole, lasciandosi alle spalle l’ombra, un fiore che trova la luce ovunque essa sia - ha proseguito il Questore - Maria è una donna forte, che ha sofferto ma che è riuscita ad uscire allo scoperto, a confidarsi con le donne e gli uomini della Polizia di Stato della Sezione della Squadra Mobile dedicata a tale tipo di reati, che l’hanno aiutata in questo percorso e che rappresentano un esempio di efficacia, di competenza, che con passione hanno lavorato e condotto l’indagine nel rispetto del dovere giuridico e con attenzione alle difficoltà della vittima. Maria ha scritto una mail in cui ricorda il suo dolore e ringrazia i poliziotti per il sostegno ed il rispetto ricevuti, ed è una lettera che dà speranza alle vittime di violenza e rappresenta un monito per le donne in difficoltà, che esitano e continuano ad accettare che la violenza sia parte della loro vita e vuole essere per loro uno stimolo a farsi forza e ad avere il coraggio di aprirsi, così come fa la corolla del girasole verso la luce”.

Durante il lockdown il fenomeno però purtroppo ha avuto un lieve picco soprattutto per una tipologia di reato.

"Alcuni reati sono diminuiti, come il maltrattamento in famiglia e lo stalking, ma altri come le violenze sessuali hanno avuto un leggero incremento nel 2020, per il 2021 invece non abbiamo ancora concluso. Un fenomeno comunque da analizzare" ha concluso Giannina Roatta.

Luciano Parodi

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