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Attualità | 08 marzo 2022, 12:52

Affidamento in house di Tpl, i sindaci contro la Provincia. Russo (Savona): "Andiamo avanti, non possiamo ancora fermarci"

Stizziti diversi primi cittadini contro il presidente Pierangelo Olivieri durante l'assemblea dei sindaci

Affidamento in house di Tpl, i sindaci contro la Provincia. Russo (Savona): "Andiamo avanti, non possiamo ancora fermarci"

"Non sono venuto qua per ascoltare uno statuto già approvato. Andiamo avanti, non possiamo ancora fermarci".

Queste le parole forti del sindaco di Savona Marco Russo, appoggiato poi dai sindaci del savonese, nell'assemblea dei 69 primi cittadini a Palazzo Nervi, che ha ribadito ancora una volta, alla Provincia e al presidente Pierangelo Olivieri che sull'affidamento in house del trasporto pubblico locale i tempi stringono e che dopo l'approvazione dello statuto di Tpl nei diversi consigli comunali è ora il tempo della firma dei patti parasociali.

Ma la stessa Provincia oggi, tramite il consulente che ha redatto lo statuto, ha esposto alcune criticità che di fatto potrebbero imporre un rallentamento dell'iter.

"Questo ambito ha assunto di procedere verso l'affidamento in house da un piano d'anni, assunta questa decisione si è aperta una discussione sullo statuto e sui patti parasociali e il comune di Savona ha firmato così come altri comuni - dice Russo - Ad agosto 2021 l'assemblea ha votato l'approvazione dello statuto, sono passati 7 mesi, ci siamo detti che il passaggio successivo è la firma dei patti, questo passo è necessario per l'azienda, per poter tenere aperti i servizi, i tempi di attesa sono un danno, non possiamo più attendere".

"Riproporre una discussione sulla modifica dello statuto vuol dire tornare indietro, volevo che questa cosa fosse espressione di un territorio coeso, ed è la decisione più sensata. Ce lo chiede il buon senso, la coerenza. Se non firmo disattendo un mandato del consiglio comunale, così come da socio - continua il primo cittadino di Savona -  Lo statuto è già approvato, c'e sempre tempo per perfezionare le cose, che immagine diamo? In questo momento blocchiamo l'azienda, non gli diamo la prospettiva di disegnare un piano triennale. Non creiamo situazioni spiacevoli. Firmiamo i patti parasociali, sblocchiamo questa cosa, diamo un segnale a Tpl e ai cittadini".

"Le posizioni del sindaco di Savona sono le mie, abbiamo la necessità di procedere con l'affidamento in house, l'azienda è bloccata" continua il sindaco di Finale Ugo Frascherelli.

"Cinque mesi fa abbiamo chiesto un confronto tra il consulente della Provincia e il consulente che ha redatto lo statuto. Molti sindaci si sono presi la responsabilità di sostenere quello statuto definito all'interno della società, se ci sono problemi tecnici specifici che la Provincia ravvede, se è un problema di tempi, diventa un problema della società stessa. Il comune di Vado vuole firmare questi patti" ha proseguito la prima cittadina di Vado Monica Giuliano.

Successivamente il consulente ha illustrato alcune problematiche in merito al controllo analogo, i patti parasociali e la governance, ma non solo. "Fino al momento in cui non ci sarà il provvedimento di affidamento in house della Provincia, lo statuto e i patti non hanno efficacia". 

Subito però è arrivato lo stop dei sindaci arrabbiati.

"Voglio sapere se firmiamo o non firmiamo, queste disquisizioni non sono oggetto di un'assemblea dei sindaci" ha detto stizzito Russo.

"È un confronto impari, ci troviamo di fronte ad un discorso di un consulente tecnico. Queste osservazioni potevano essere trasmesse in modo formale e le avremmo sottoposte ai nostri tecnici. Anche io voglio sottoscrivere questi patti, il percorso è fondamentale. Mi sembra che ci siano due pesi e due misure, sull'Ato rifiuti si fanno forzature e sul trasporto pubblico invece si fanno approfondimenti" prosegue il sindaco di Borghetto Gianluca Canepa a cui gli fa eco il sindaco di Laigueglia Roberto Sasso del Verme: "Arrivare oggi a questo stop mi lascia perplesso, ho il mandato del consiglio ed è sovrano".

"I patti parasociali vanno firmati e poi tutti siamo disponibili ad aprire una discussione su una modifica dello statuto. Credo che questa vicenda non va procrastinata, non ci sono discussioni da proseguire, aprire un confronto tecnico non è sensato" è intervenuto il primo cittadino di Albissola Gianluca Nasuti, così come Luca Lettieri di Loano e Luigi Romano di Ceriale.

"Non voglio far perdere tempo a nessuno, l'obiettivo dell'incontro era di cercare di avere un chiarimento sulla posizione della Provincia. Non ci possono essere contrapposizioni e non c'è nessuna volontà di trattare una materia diversamente da un'altra (riferimento all'Ato dei rifiuti rispetto al trasporto pubblico, ndr). È ferma la posizione, la strada l'ha cambiata questa Provincia guidata da me, intendo proseguire nel percorso" puntualizza il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri.

"Vorrei precisare che quando ero presente al posto tuo (come presidente della Provincia, ndr) - ha risposto infastidita il sindaco Giuliano - non erano presenti le condizioni economiche. Il mandato dei sindaci di allora era stato che non c'erano le condizioni di affidarlo, due anni fa c'è stato invece detto le condizioni ci sono. Bene. Se il problema sono i patti ci siamo persi alcuni mesi, se è un problema tecnico, allora che ci vengano dati elementi che ci supportino".

Per la prossima settimana dovrebbe essere convocato il consiglio provinciale nel quale dovrebbe essere deliberato lo statuto e poi i successivi patti parasociali.

Questo pomeriggio nel frattempo verrà svolto un incontro tra i sindacati e la Provincia per discutere dei patti parasociali e giovedì 10 marzo si svolgerà l'assemblea dei soci di Tpl.

Luciano Parodi

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