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Attualità | 08 marzo 2022, 13:57

Prevenzione violenza di genere, attenzione sull'aiuto anche al maltrattante. Il Questore: "Nell'80% dei casi non hanno più recidive" (FOTO e VIDEO)

Siglato l'accordo con le modalità attuative del "Protocollo Zeus" per proteggere non solo le donne vittime di violenza ma anche avviare un percorso di recupero e aiuto per i maltrattanti

Prevenzione violenza di genere, attenzione sull'aiuto anche al maltrattante. Il Questore: "Nell'80% dei casi non hanno più recidive" (FOTO e VIDEO)

Lo ha ideato nel 2018 a Milano e oggi, a Savona, ne ha sottoscritto le modalità attuative.

Il Questore Alessandra Simone ha firmato, insieme alla presidente del Centro Italiano per la Promozione della Mediazione per la Liguria, Elisabetta Corbucci, un’importante modifica alle modalità attuative del Protocollo Zeus stipulato nel novembre scorso dalla Questura savonese, conformemente a quanto fatto nel 2018 dalla Questura di Milano. 

Il Questore Simone, infatti in qualità di Dirigente della Divisione Anticrimine del capoluogo lombardo, era stata l’ideatrice di questo strumento di prevenzione della recidiva di ogni forma di violenza di genere e domestica, fenomeno odioso e assolutamente trasversale di cui purtroppo le donne sono spesso vittime.

Sulla scorta dell’esperienza professionale maturata dal Questore di Savona e dei risultati conseguiti, proprio nel giorno della ricorrenza della “festa della donna, si è attuata un’importante modifica della procedura di avvio del soggetto ammonito al percorso trattamentale volto a fargli conseguire la consapevolezza del disvalore sociale del comportamento violento posto in essere e con la firma delle nuove modalità attuative è stata introdotta la c.d. “ingiunzione trattamentale”. 

Questo implica che l’Ufficiale di Pubblica Sicurezza inviterà formalmente l’ammonendo a sottoporsi ad un colloquio con una psicologa in servizio al Cipm di Albenga, da poco costituito, ed avviare così un percorso rieducativo di fondamentale importanza in materia di prevenzione. Inoltre, concluse le formalità di rito, lo stesso funzionario provvederà a contattare la vittima chiedendole se intende consentire a comunicare il proprio recapito allo stesso Centro nell’ipotesi che abbia bisogno di un sostegno psicologico ed ovviamente si tratta di un servizio per entrambi completamente gratuito.

Inoltre, sono stati concordati degli incontri periodici per valutare la necessità di ulteriori interventi e, soprattutto, per affrontare i casi più spinosi nel caso in cui il trattamento non dia luogo agli effetti sperati. In questo caso il Questore potrà valutare di adottare ulteriori misure di vigilanza o di prevenzione, così come previsto dalla legislazione vigente.

Si tratta di un impegno importante che, per la prima volta, non guarda soltanto alla tutela della vittima, ma anche a fornire un concreto aiuto al maltrattante o allo stalker per superare le difficoltà o i disagi personali che lo inducono alla violenza.

"E' un progetto in cui con la mia squadra ho fortemente creduto, nasce dalla consapevolezza di poter aiutare a 360⁰ le vittime di stalking e che l'aiuto dovesse avvenire non solo tutelandole ma attraverso un recupero dei soggetti maltrattanti intervenendo quando ancora gli stessi non sono ancora incancreniti in quelle condotte violente, ciò significa poter dare la possibilità a queste persone di recuperarsi e capire il disvalore - ha spiegato il Questore - Lo dobbiamo fare perché questo soggetto, qualora riuscissimo a mettere in salvo quella donna, rivolgerebbe le sue attenzioni nei confronti di un'altra persona e non avremo risolto il problema, dobbiamo quindi farlo quando siamo in tempo. L'istituzione dell'ammonimento, un cartellino giallo che dice che si stanno comportando male e che non lo devono fare più, fa sì che le persone capiscano, quando vengono bloccati capiscono di non farlo più. Nell'80% dei casi non hanno più recidive, è un risultato eccezionale".

"Il successo di un protocollo di questo tipo è dato dalle connessioni tra i soggetti coinvolti ed è un percorso molto lungo - continua Elisabetta Corbucci - L'ammonimento è un primo step che non ha ancora una valenza penale, è un'occasione che si dà alla persone di uno spazio di riflessione sui suoi comportamenti, dobbiamo far capire al maltrattante che può avere un cambiamento".

Luciano Parodi

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