Il vino è tra le bevande alcoliche più amate al mondo. In Italia rappresenta uno dei prodotti di punta nell’industria di trasformazione. Non è un caso che molti si dilettino nella produzione di vino artigianale.
Sia che parliamo di vino fatto in casa, in piccole quantità, sia che ci riferiamo a dei quantitativi più importanti, i punti cardine per ottenere del vino di qualità rimangono gli stessi.
Molte persone provano a cimentarsi nella produzione del vino artigianale per uso personale. Se da una parte è vero che il processo di vinificazione sia semplice, dall’altro è vero che non è così scontato ottenere un vino di qualità.
In questo articolo parleremo delle regole fondamentali per produrre un buon vino.
Pulizia
Gli attrezzi e i recipienti devono essere tutti puliti e disinfettati. Nel farlo è importante utilizzare prodotti specialmente studiati per questo scopo, in grado di eliminare tutti i batteri e i microorganismi presenti sulle superfici e che potrebbero compromettere la qualità del vino.
Controllare l’acidità
Durante il processo di vinificazione è necessario tenere sotto controllo i parametri riguardanti l’acidità, ed eventualmente intervenire con sostanze in grado di regolarla, come i bicarbonati di potassio. Un’acidità troppo elevata, infatti, comporterà un’inevitabile alterazione del gusto e del profumo del vino.
Conservazione
La conservazione deve avvenire in un luogo fresco e asciutto. L’ubicazione del vino in una stanza troppo calda potrebbe alterare il processo di fermentazione e compromettere l’equilibrio nella struttura del prodotto finale. È anche importante utilizzare dei recipienti idonei, preferibilmente in acciaio inox o in legno di rovere per la fase di invecchiamento. Su agristorcosenza potremo trovare tutto quello che ci serve per ogni fase della vinificazione.
Raccolta pigiatura
La raccolta deve avvenire al momento giusto, né troppo presto quando il grado zuccherino è ancora troppo basso e gli acini non sono maturi, ma nemmeno quando sugli acini iniziano ad apparire tracce di muffa o di eccessiva maturazione.
Una delle regole per partire con il piede giusto è quello di raccogliere l’uva e di portarla in cantina o a casa per la pigiatura e la separazione dai raspi immediatamente dopo la raccolta, senza tenerla a lungo nei cassoni dove non c’è aerazione e l’uva inizia già a fermentare eccessivamente.
Fermentazione
La fase della fermentazione è quella più delicata, laddove il mosto si trasforma gradualmente in vino.
Tra le prime regole di cui tener conto c’è quella che vieta di coprire il tino, che deve poter arieggiare liberamente evitando ristagni di anidride carbonica.
Nei primi periodi la follatura deve avvenire per circa 2 volte al giorno. Grazie a questo passaggio si va a rompere il “cappello” che si forma e che impedisce l’accrescere dell’acidità, favorendo nel contempo la formazione degli zuccheri buoni e la strutturazione del vino.
Oltre all’eliminazione delle fecce grossolane, sarà importante eseguire ulteriori filtrazioni per eliminare le fecce fini, composte da piccoli residui e lieviti morti, responsabili del peggioramento del sapore e dell’odore del vino.
Quelli appena elencati sono i principali accorgimenti da prendere per ottenere un vino non solamente genuino, ma anche buono al gusto.














