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Attualità | 10 giugno 2025, 08:11

Porta a porta a Savona, il malcontento non si placa: le proposte dei firmatari della petizione per i "cassonetti intelligenti"

In una lettera a Sea-S e al sindaco sollevate criticità per la permanenza prolungata dei rifiuti nelle abitazioni. Chiesta una Carta dei servizi

Porta a porta a Savona, il malcontento non si placa: le proposte dei firmatari della petizione per i "cassonetti intelligenti"

Estensione delle isole ecologiche automatizzate, avvio della transizione dalle aree più popolate e affidamento a Protea della riprogettazione del servizio, coinvolgimento delle associazioni dei consumatori nella stesura della futura Carta dei Servizi.

Sono alcune delle richieste che i promotori della petizione per l'estensione dei cassonetti con scheda in tutta la città, che ha superato le 5.000 firme, fanno al Comune e a Sea-S con una lettera.

Il sistema di raccolta porta a porta per i rifiuti, con gli accorgimenti che l'azienda sta prendendo, continua a sollevare perplessità sempre più diffuse tra i cittadini. I promotori della raccolta firme sollevano criticità legate ai rischi sanitari legati alla permanenza prolungata dei rifiuti nelle abitazioni. "I rifiuti organici hanno un tempo di decomposizione variabile – scrivono- .Durante il processo si generano microrganismi, gas, liquami e odori. Tenere questi rifiuti in casa, specie nei piccoli appartamenti privi di spazi esterni, è contrario alle raccomandazioni di microbiologi e igienisti. La raccolta domiciliare comporta anche rischi legati alla fase di esposizione e rientro dei mastelli, contaminati da cariche virali e batteriche".

Non solo. Il posizionamento dei mastelli in strada durante le fasi di esposizione e ritiro rappresenta un ulteriore rischio: contenitori contaminati da batteri e virus vengono lasciati incustoditi, attirando animali selvatici come ratti, piccioni, nutrie e cinghiali. In caso di piogge, i liquami possono infiltrarsi nei tombini e contaminare le falde acquifere.

Anche il Codice della Strada, all’articolo 25 comma 3, vieta la collocazione di oggetti sulla sede stradale che non siano strettamente legati alla circolazione, salvo specifica concessione. Una sentenza della Corte di Cassazione (n. 9722 del 14/06/2012) ha inoltre stabilito che, in caso di danni, la responsabilità può ricadere sul proprietario dei cassonetti.

Di fronte a questi problemi, i promotori della raccolta firme propone avanzato una serie di proposte concrete per riformare il sistema di raccolta: estensione graduale delle isole ecologiche informatizzate su tutto il territorio cittadino; redazione di una mappa delle zone in ordine decrescente di densità abitativa per pianificare gli interventi; avvio della transizione dalle aree più popolate e affidamento a PROTEA della riprogettazione del servizio; concessione di una proroga tecnica a SEA-S, l’azienda incaricata del servizio, per consentire un’organizzazione efficiente dello svuotamento e dell’estensione; ricorso al leasing per i nuovi cassonetti informatizzati, così da contenere i costi iniziali; campagne informative in più lingue, per garantire una corretta differenziazione dei rifiuti anche tra i cittadini stranieri; coinvolgimento delle associazioni dei consumatori nella stesura della futura Carta dei Servizi.

Elena Romanato

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