Riceviamo e pubblichiamo questa lettera arrivata alla nostra redazione:
"Forse si stanno pretestualizzando un po’ troppo i 'diritti dei cani' per far loro fare tutto ciò che vogliono o per non prestare loro troppa cura. Pseudo cortili o balconcini con cani, anche grossi, che se avessero l’uso della parola, il giorno successivo non avrebbero più un padrone. Intere zone della città, un tempo definite “dormitorio”, trasformate in succursali del canile. I migliori amici dell’uomo (perché non parlanti) che abbaiano da mattina a sera, tenendo svegli interi quartieri, a scapito dei poveretti che, come i cani, avrebbero dei diritti, magari concedendosi un meritato riposo".
"Cari possessori di cani, che vi arrogate di chiamare 'amore della mamma': mai pensato che il vostro amore vorrebbe comunicarvi qualcosa? Mai pensato che il vicino ha diritto al pisolino tanto atteso? Tutto ciò si traduce in due parole: egoismo e ignoranza".













